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Sovversivi e partigiani Le loro storie nelle carte dell’’Archivio di Stato

"Sovversivi e partigiani nelle carte dell’Archivio di Stato di Bergamo" è il convegno che si svolgerà giovedì 14 maggio alle 16 nella Sala Conferenze dell’Archivio di Stato di Bergamo, in via Fratelli Bronzetti 26, in occasione del 70° anniversario della Liberazione.

"Sovversivi e partigiani nelle carte dell’Archivio di Stato di Bergamo" è il convegno che si svolgerà giovedì 14 maggio alle 16 nella Sala Conferenze dell’Archivio di Stato di Bergamo, in via Fratelli Bronzetti 26, in occasione del 70° anniversario della Liberazione. Coordinerà i lavori Carlo Salvioni, presidente Comitato Bergamasco Antifascista, interverranno: Mauro Livraga, direttore dell’Archivio di Stato di Bergamo; Giovanni Scirocco, Università degli Studi di Bergamo; Giorgio Mangini, dell’Archivio Bergamasco; Sergio Bellini, Società Mida Informatica; Rodolfo Vittori, archivio Bergamasco; Lucia Citerio, Archivio Bergamasco; Sonia Introzzi della Volumina s.a.s.

ARCHIVIO DI STATO

L’Archivio di Stato di Bergamo conserva al suo interno il fondo Persone pericolose per la sicurezza nazionale 1903-1943. Sono oltre 3.500 fascicoli intestati ad altrettante persone residenti nella bergamasca, schedate dagli organi di polizia, in quanto sospettate di far parte dell’opposizione politica e sociale ai governi liberali, da Crispi a Giolitti, e poi al regime fascista fino alla seconda guerra mondiale.

L’istituzione di questa ‘anagrafe’ dei sovversivi risale al 1894: con un provvedimento di legge Francesco Crispi istituisce presso ogni Prefettura un apposito ufficio, il cui compito era quello di raccogliere tutte le informazioni utili sui militanti più in vista dei partiti e dei movimenti ‘sovversivi’. Tra l’età giolittiana e il fascismo la schedatura politica viene affidata agli uffici di Pubblica Sicurezza, diretti dai Questori, mentre dal 1923 il governo fascista impone ai Prefetti di identificare e schedare come nemico delle istituzioni pubbliche qualsiasi oppositore del regime.

Da alcuni anni il Centro studi e ricerche Archivio Bergamasco, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Bergamo e con il generoso sostegno finanziario del Comitato Antifascista Bergamasco, ha realizzato la schedatura analitica di tutti i fascicoli conservati.

Da due anni è in corso l’inserimento delle informazioni più significative di ogni “sovversivo” in schede individuali contenute in un data-base appositamente creato dalla società Mida Informatica, che dal prossimo anno sarà consultabile on line. Nel corso del convegno, oltre alla presentazione del progetto e delle sue finalità e valenze storiografiche, verrà data dimostrazione del data-base e delle modalità della sua consultazione.

UFFICIO PATRIOTI DI BERGAMO (1945-1946)

Per il settantesimo anniversario della Liberazione l’associazione Archivio Bergamasco ha aderito al progetto «Adotta un documento» per il restauro, l’inventariazione e la digitalizzazione del fondo archivistico Ufficio Patrioti di Bergamo, fonte documentaria inedita conservata presso l’Archivio di Stato di Bergamo. Grazie al coinvolgimento di diversi finanziatori Archivio Bergamasco ha potuto procedere con la fase esecutiva del progetto che sarà concluso entro agosto 2015.

Il fondo è costituito dagli atti e dalla corrispondenza dell’Ufficio Patrioti, istituito all’indomani della Liberazione alle dipendenze del Governo militare alleato e, successivamente, del Ministero dell’Assistenza post bellica, allo scopo di procedere alla smobilitazione dei partigiani, alla raccolta delle informazioni sui partecipanti alla Resistenza per il riconoscimento delle qualifiche di partigiano, patriota e benemerito nella lotta di Liberazione e all’erogazione di eventuali forme di assistenza ai feriti, alle famiglie dei caduti e agli smobilitati.

Si tratta di documenti ufficiali e inediti, che testimoniano la storia della Resistenza dell’intera Provincia; vi si trova il carteggio con i comandanti delle formazioni partigiane, gli elenchi dei componenti e delle azioni svolte, i verbali della Commissione per il riconoscimento delle qualifiche e la documentazione raccolta per gli accertamenti; le carte inoltre testimoniano il funzionamento e l’attività dell’Ufficio Patrioti, i rapporti con il Governo militare alleato e le autorità militari e civili nelle prime fasi di smobilitazione per il “ritorno alla normalità” e il reinserimento dei reduci nella società civile. Nella giornata di studio verranno presentati l’intervento di restauro già ultimato e i primi risultati dell’inventariazione archivistica in corso.

Commenti

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  1. Scritto da sascha

    Oltre di quelli che , rischiando in proprio, si erano impegnati dalla parte giusta (pur non sapendo come sarebbe andata a finire) sarebbe interessante pubblicare i dati dei delatori, cioè di quelli che per vantaggi immediati (un chilo di sale, carriera, ecc.) avevano denunciato ebrei, oppositori, ecc. Esistono questi documenti, oppure sono stati fatti sparire, o nascosti in armadi della vergogna?

    1. Scritto da Tom

      Grande proposta la tua Sascha. Interessantissimo sarebbe conoscere nomi e cognomi dei delatori,che causarono anche la morte di esseri umani. Chissa forse un giorno li protremo leggere.