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Senza ricetta medica si può avere in farmacia la pillola dei 5 giorni dopo

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la disposizione dell'Agenzia del farmaco secondo cui le farmacie devono mettere a disposizione di chi lo chieda, purché maggiorenne, anche senza ricetta medica, la pillola dei 5 giorni dopo.

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E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la disposizione dell’Agenzia del farmaco secondo cui le farmacie devono mettere a disposizione di chi lo chieda, purché maggiorenne, anche senza ricetta medica, la pillola dei 5 giorni dopo.

Solo le minorenni dovranno avere la richiesta del dottore, da rinnovare ogni volta.

Cade anche l’obbligo di fare il test di gravidanza prima di prendere il medicinale.

Anche su questo è stata l’Aifa su richiesta dell’Ema (l’autorità europea del farmaco), a intervenire, mentre l’Italia era tra i pochi paesi a richiedere quell’esame, come a suo tempo richiesto dal Consiglio superiore di sanità.

Si chiama EllaOne la pillola inq uestione si può quindi avere senza ricetta, ma non è un farmaco da banco.

Non è a libero servizio, di quelli, per capirsi, che si possono prendere da soli dagli scaffali delle farmacie o delle parafarmacie. Va sempre richiesta al farmacista.

Il medicinale è un anticoncezionale, funziona solo se non è avvenuta la fecondazione e fino a cinque giorni dopo il rapporto sessuale.

In Italia, dopo la decisione Ema di togliere la ricetta su richiesta dell’azienda produttrice, è partito un dibattito. L’Aifa ha fatto intervenire il ministero che a sua volta ha coinvolto il Consiglio superiore di sanità. Questo organismo tecnico scientifico ha votato per mantenere la ricetta in Italia. L’unico membro che si è opposto a questa ipotesi è stato il farmacologo milanese Silvio Garattini. Ma la commissione tecnico scientifica dell’ente regolatorio, cioè l’Aifa, non poteva prendere una decisione diversa da quella di Ema. Per questo ha comunque deciso di togliere la ricetta, almeno per le maggiorenni.

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Commenti

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  1. Scritto da Tasslehoff

    Che figura penosa, il paese delle banane ancora una volta si distingue per inettitudine e servilismo nei confronti della chiesa di Roma e contro gli stessi interessi della popolazione che invece dovrebbe tutelare.
    Per fortuna esistono gli organismi europei a riportare un po’ di civilità in questo paese medioevale.