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“Sul filo dell’arte” Le sorprese nell’omaggio all’artista Rino Carrara

Si è inaugurata con grande concorso di pubblico e nel segno di una stima e di un affetto immutati, a cinque anni dalla scomparsa dell'artista, la mostra "Sul filo dell'arte" dedicata al pittore bergamasco Rino Carrara e allestita nella Ex Chiesa della Maddalena.

Si è inaugurata con grande concorso di pubblico e nel segno di una stima e di un affetto immutati, a cinque anni dalla scomparsa dell’artista, la mostra "Sul filo dell’arte" dedicata al pittore bergamasco Rino Carrara e allestita nella Ex Chiesa della Maddalena.

Un evento organizzato dalla Fondazione Creberg e dal Comune di Bergamo con la curatela e il contributo critico di chi ha conosciuto e seguito nel tempo con passione il percorso espressivo ed espositivo di Rino Carrara. La critica d’arte Sandra Nava, testimone delle intense stagioni creative dell’artista, attivo fino al 2008, ha presentato al pubblico il senso di questa iniziativa, tale che "la comunità bergamasca possa reincontrare il lavoro di Rino Carrara e, reincontrandolo, possa riconoscerlo come uno dei propri migliori esponenti d’arte contemporanea".

E, soprattutto, come artista "pittore", come fino all’ultimo amò definirsi questo interprete autentico e anticonformista dell’odierna cultura artistica. Un artista "del fare", impegnato fino all’ultimo nella difesa dei valori vivi e attuali dell’arte, e nella valorizzazione della manualità e del "mestiere" come processo irrinunciabile dell’operare creativo.

La mostra passa in rassegna, in una trentina di pezzi, le evoluzioni di un linguaggio sempre al passo coi tempi, precursore – negli anni della ribalta milanese, tra i Cinquanta e i Sessanta – di modi e istanze che a Bergamo avrebbero incontrato ancora a lungo resistenze e incomprensioni. Dai vibranti oli su tela in scala di grigi del 1958-59, intrisi di echi informali, alle dirompenti accensioni cromatiche del 1960, alle prime tele tramate di fili e scandite da tenui rintocchi a pastello, alle scritture di fili trapunte di stoffe e di carte degli anni Ottanta, ai più audaci "Mossi" e "Labirinti" delle ultime decadi solcati da pieghe e tensioni in cotone monocromo.

Umberto Zanetti, accademico dell’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo e cultore appassionato dell’arte, ricordando in apertura di mostra l’affettuoso vincolo d’amicizia che lo legava a Rino Carrara, ne ha sottolineato "la signorilità rara dei vecchi bergamaschi", la lucidità di giudizio, la franchezza e la bontà d’animo. In mostra trovano spazio anche due arazzi in lana e seta, annodati a mano, realizzati in pezzi unici su modello di due opere dell’artista, courtesy La Torre tappeti, a segnalare quanto il linguaggio di Carrara fosse efficace e duttile, applicabile anche a forme di design, d’architettura e d’arredo, come quando l’artista progettò modelli di caloriferi che uscivano decisamente dagli schemi delle forme usuali. Correda l’esposizione, il cui percorso si snoda con grande suggestione scenografica nella splendida cornice dell’ex chiesa trecentesca, un breve docu-film della videomaker Claudia Campus che raccoglie due interviste a Rino Carrara, una dell’89 e una del 2008.

Il catalogo ospita, oltre agli interventi di Sandra Nava e di Umberto Zanetti che restituiscono anche il gusto delle esperienze condivise con l’artista, i testi sintetici ma ricchi di spunti bio-artistici di Maria Cristina Rodeschini, che inquadra la personalità di Carrara nel panorama e nel sistema dell’arte del secondo Novecento, di Cristiano Calori, gallerista e consulente di fiducia dell’artista, di Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Creberg.

Sabato 16 maggio alle ore 17.30 presso la sede della mostra, si terrà un incontro pubblico con i curatori.

La mostra è aperta fino al 31 maggio da martedì a domenica dalle 15.30 alle 19.30.

Stefania Burnelli

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