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Russare fa male a chi russa E con il laser si cura

La roncopatia, o più comunemente russamento, è un problema comune e spesso sottovalutato. Esso avviene per il difficoltoso passaggio dell’aria a causa del rilassamento dei muscoli della bocca, della lingua e della gola.

A cura di Clinica Castelli

La roncopatia, o più comunemente russamento, è un problema comune e spesso sottovalutato. Esso avviene per il difficoltoso passaggio dell’aria a causa del rilassamento dei muscoli della bocca, della lingua e della gola. Il fenomeno, primariamente acustico, è di intensità variabile, non sempre collegata direttamente alla gravità della situazione: non è detto che un russamento lieve sia sintomo di un lieve disturbo.

Solo recentemente si è compreso che questa particolare forma di emissione sonora può provocare serie conseguenze per la salute di chi ne soffre e costituisce il segnale d’allarme di due malattie importanti: la roncopatia cronica e la più grave Sindrome da Apnee del Sonno (SAS o Sleep Apnea Syndrome). La roncopatia cronica è principalmente causata da un rilassamento dei tessuti molli del cavo orale, ovvero l’ugola e il palato, che non permette il corretto passaggio dell’aria attraverso la gola.

I fattori che predispongono e aggravano la roncopatia sono diversi: l’invecchiamento, che porta a un progressivo rilassamento dei tessuti del cavo orale; il sovrappeso, poiché l’adipe accumulato attorno alle prime vie respiratorie rende più difficoltoso il passaggio dell’aria. Condizioni anatomiche particolari, come un palato molle, spesso e tonsille o adenoidi ingrandite possono ostruire le vie respiratorie e ostacolare il flusso d’aria come una difficoltà respiratoria nasale; anche il consumo di alcool e tranquillanti che, interessando il sistema nervoso centrale, causano il rilassamento estremo dei muscoli, compresi quelli della gola.

Infine, la posizione durante il sonno: dormire supini può ostruire parzialmente le vie respiratorie e rendere difficile la respirazione. Chi russa è soggetto a scompensi psico-fisici che si manifestano con sonnolenza, persistenti cefalee, scarsa concentrazione, malumore, deambulazione difficoltosa, aritmia e ipertensione. In più, il russamento può provocare apnee notturne, ovvero frequenti e temporanee interruzioni della respirazione che comportano un cattivo riposo e, soprattutto, un’insufficiente ossigenazione.

Se trascurate, possono causare aritmie cardiache e ridotte capacità polmonari.

"L’indagine più importante, specifica e preliminare ad ogni altro accertamento per lo studio della roncopatia – afferma Alessandro Colli, responsabile dell’U.O. di Otorinolaringoiatria di Clinica Castelli – è la Polisonnografia, ovvero la registrazione di diversi parametri fisiologici durante il sonno del paziente. Si tratta di un esame di semplice esecuzione, indolore e poco invasivo con cui si valuta il flusso respiratorio nasale, il livello di saturazione dell’ossigeno del sangue, i movimenti respiratori toracici e addominali e l’intensità dei suoni emessi.

L’approccio terapeutico di tipo chirurgico per la roncopatia è solitamente con tecnica laser che comporta un periodo di convalescenza più breve e meno complicanze emorragiche. L’intervento dura circa 20 minuti, in anestesia generale. Il decorso post-operatorio è caratterizzato da un po’ di dolore nella deglutizione; viene quindi consigliata una dieta semiliquida e semifredda per i 10 giorni successivi all’operazione e terapia antidolorifica. La ripresa completa della performance fisica si ha dopo circa tre settimane dall’intervento.

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