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Cividate, Kicicrede candida Gatti: “Ronde di cittadini e meno vigili in ufficio” fotogallery

Francesco Gatti è candidato sindaco a Cividate al Piano per la lista Kicicrede: “Partiamo da una razionalizzazione delle spese attraverso una gestione più attenta e innovativa, in modo da permettere in parte una riduzione sulle tasse e in parte lo sblocco per la realizzazione di opere pubbliche”.

Il 32enne Francesco Gatti è il candidato sindaco della lista Kicicrede, nata lo scorso luglio dall’attivazione dell’omonimo sito internet che ha consentito di raccogliere le varie istanze della popolazione e incontrare le persone che oggi compongono la lista.

Gatti, come si è passati dal sito internet alla candidatura?

Dallo scorso settembre ad oggi ci siamo riuniti mettendo in cantiere un laboratorio di idee per la realizzazione del #puntoperpunto, il nostro programma elettorale. Siamo di fronte ad una svolta epocale per il nostro paese: lontani da personalismi, lontani da interessi di partito e di parte, senza cavalieri mascherati alle spalle o all’orizzonte, per la prima volta nella storia di Cividate un gruppo di persone ha anteposto il bene della collettività indipendentemente dalle ideologie politiche con l’unico obiettivo di regalare un futuro al nostro paese, per noi stessi e per le future generazioni.

Per lei è la prima esperienza politica?

Attualmente sono iscritto all’associazione politico-culturale Libera Destra. Lo scenario e le logiche locali sono ben diverse; la politica degli ultimi decenni ha portato ben poco o nulla al nostro Comune e i partiti hanno le loro responsabilità. La scorsa tornata elettorale ero candidato come consigliere comunale con la lista civica "Cividate Insieme" e in questo ultimo lustro ho avuto modo di collaborare anche con il "Gruppo Grande Cividate". Ringrazio i consiglieri Frigeni, Motterlini, Comendulli, Attuati, Falbo, Bonacquisti e Belometti che sono stati per me uno spunto formativo e opportunità di confronto. Avrei avuto lo stesso atteggiamento anche con la maggioranza uscente, se non avessi perennemente ricevuto la porta in faccia, complice una gestione esclusiva e privatistica nella gestione della cosa pubblica fallimentare, tanto che oggi le quote verdi si presentano divise tra Lega e Sovranità lasciando il nostro paese in uno stato di immobilismo e degrado sotto diversi punti di vista. Questo ci ha spinto a metterci in gioco.

Se dovesse sceglierne solo una, quale è la priorità assoluta del vostro programma?

Non ci sono priorità assolute, il nostro programma è un percorso concatenato, lungimirante e inclusivo che traspone il concetto di nazione e non si limita al singolo mandato: bisogna partire da una situazione del bilancio comunale disastrosa, dovuta sì alle regole del Patto di Stabilità e ai tagli ai Comuni ma soprattutto all’operazione riscossione rete Enel Gas che vede il nostro indebitamento oscillare ben oltre i 2 milioni di euro. Il nostro programma è diviso in 5 punti: taglio della spesa pubblica improduttiva, riorganizzazione della pubblica amministrazione, valorizzazione decoro urbano, sicurezza e senso civico sociale e cultura. Partiamo da una razionalizzazione delle spese attraverso una gestione più attenta e innovativa, in modo da permettere in parte una riduzione sulle tasse e in parte lo sblocco per la realizzazione di opere pubbliche.

Qualora diventasse sindaco e non ci fossero i vincoli del Patto di Stabilità quale opera le piacerebbe realizzare?

Essendo molti del nostro gruppo madri e padri di famiglia, ovviamente le nostre principali attenzioni sono la sistemazione delle scuole e del centro sportivo per passare alla valorizzazione del centro abitato, stazione ecologia e cimitero.

Quale politica intendete perseguire nel campo dei servizi sociali?

Sicuramente da una valorizzazione e sostenimento delle associazioni sportive e di volontariato mentre dal punto di vista sanitario, nostro intento è l’ottimizzazione e lo sviluppo di un ambulatorio comunale unico che permetta una migliore gestione del servizio. Inoltre abbiamo intenzione di organizzare una serie di eventi attraverso anche una cultura del nostro territorio e l’istituzione del Bilancio Partecipativo tramite un Comitato di Quartiere.

Quali interventi metterebbe in campo la sua amministrazione comunale per provare a combattere la crisi e favorire il lavoro?

Pensare che una crisi nazionale, europea e internazionale possa essere risolta dal singolo Comune è utopia. Abbiamo intenzione di aiutare le famiglie bisognose attraverso l’emissione di voucher per lavori socialmente utili e fornire buoni sconto a carico del Comune da utilizzare presso i commercianti del paese.

Ai cittadini sta molto a cuore la questione sicurezza.Qual è la posizione della vostra lista a proposito?

Nostra intenzione è svincolare gli agenti dalla parte burocatico-amministrativa permettendogli di dedicarsi solo alla parte di controllo e pattugliamento. Abbiamo pensato ad un progetto modulare di sicurezza smart che ci permetterà di mettere in pratica una serie di azioni preventive e correttive facendo rete con Comuni e Enti a vario titolo e che prevede l’istituzione di un’associazione iscritta nei registri della Prefettura formata da gruppi spontanei di cittadini per attività di sorveglianza. Faremo inoltre una revisione del Piano di Protezione Civile con una valutazione e gestione dei rischi prevista dalla normativa vigente.

Che ruolo ritaglia per i giovani all’interno della sua amministrazione?

Il nostro è un gruppo anagraficamente giovane con una candidata di soli 22 anni. Abbiamo intenzione di riportare la settimana del giovane, antica festa di tradizione in seguito alle epidemie del 1830. Vogliamo realizzare un’App Comunale e un servizio sms per ridurre il gap tra istituzione e cittadino rendendolo costantemente aggiornato. Particolare attenzione alle scuole con l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi e infine la creazione di uno spazio di coworking che sia un’interfaccia tra competenze professionali diverse ma uniti da un unico progetto.

Nella corsa a sindaco di Cividate c’è qualcosa che, secondo lei, la vostra lista ha in più dei concorrenti?

C’è qualche candidato che teme più degli altri? La nostra lista non corre. Passo dopo passo il nostro paese raggiungerà i suoi traguardi con l’aiuto di tutti. Come accade per le generazioni odierne e ancor meglio accadrà per quelle future, non ci soffermiamo a guardare il dito per non vedere la Luna e sappiamo che i confini del nostro paese sono una finestra sul mondo; per questo non temiamo nessuno.

I candidati consiglieri:

Jennifer Botali

Roberto Bloise

Giovanni Carbonaro

Gloria Chitò

Gloria Francesca Galli

Michele Masotti

Gaia Mondini

Mario Pezzoni

Giampietro Signorelli

Roberto Terzi

Andrea Ventura

Commenti

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  1. Scritto da nicco1066

    ma come si fare a chiamare una lista kicicrede con la k?