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Prof precario di giapponese “Con lo sciopero della fame sono stato ascoltato”

Francesco Comotti, 34enne di Treviglio, è uno dei due professori che insegnano la lingua nipponica nelle superiori italiane, ma l'unico ad avere una cattedra di 18 ore: "Ho avuto ascolto e spero sinceramente ne nascerà una bella collaborazione, a vantaggio delle materie emergenti e in particolare delle lingue extraeuropee".

"Dopo quattro giorni di digiuno, stasera tornerò a mangiare. Ho avuto ascolto e spero sinceramente ne nascerà una bella collaborazione, a vantaggio delle materie emergenti e in particolare delle lingue extraeuropee". E’ il commento di Francesco Comotti, 34enne di Treviglio, professore di giapponese all’istituto Falcone di Bergamo.

Comotti è uno dei due professori che insegnano la lingua nipponica nelle superiori italiane, ma l’unico ad avere una cattedra di 18 ore, "anche se con uno stipendio davvero misero", precisa.

Nei giorni scorsi, aveva avviato uno sciopero della fame per ottenere maggiori attenzioni e garanzie dalla istituzioni politiche. Una protesta durata quattro giorni e fortunatamente andata a buon fine, come spiega lo stesso prof: "Lasciatemi chiarire una cosa: questo sciopero della fame non è stato un gesto utilitaristico fatto con superficialità o mania di protagonismo. Ho messo in gioco il corpo, perché l’insegnamento mi prende anima e corpo, non posso farne a meno, proprio come il corpo non può fare a meno del nutrimento. Per me è una vocazione, è il senso dell’essere a questo mondo: non posso vivere senza osservare alunne e alunni crescere, arricchirsi imparando il giapponese, veder le loro anime diventare vaste come il mondo, rotondo e tutt’intero. Questo volevo comunicare, quest’urgenza, quest’imprescindibilità".

"Resto vigile per il bene dell’Offerta Formativa – prosegue Comotti -, perché qualsiasi alunna e alunno abbiano modo di scegliere tra tutto ciò che sentono servirà a coltivare i loro sogni. Che sia l’arabo, il cinese, il giapponese, il russo… Se la scuola deve produrre, che produca prima di tutto questo. Che sia una fabbrica di sogni, progetti, futuro.

"Grazie a Simona Malpezzi per l’ascolto, la disponibilità e le proposte operative, che condivido. Grazie a Carmelo Ferrara per essersi così speso perché venissi ascoltato, e a Fabio Gregorelli a Mrcello Zenoni per l’accoglienza e l’attenzione. Bisogna continuare a parlarne, perché qualcosa di così prezioso e unico, come le lingue “orientali” che contraddistinguono il circuito scolastico di Bergamo, non rischi di perdersi. Penso che come territorio, dovremmo andare orgogliosi di qualcosa di così unico e promuoverlo il più possibile". 

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    mentre il governo è preso dalla frenesia di ospitare quanti piu clandestini possibili,agli italiani tocca fare lo sciopero della fame per farsi ascoltare….è sempre più unoschifo,ma tanto non cambierà nulla,la precedenza sarà sempre per gli altri