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“Truffato da un bergamasco, mi ha rubato la moto” Il web si mobilita

"Un bergamasco mi ha consegnato un assegno falso e se n'è andato con la mia moto". E' l'appello lanciato da Fabio Bosio, un 24enne di Busca (in provincia di Cuneo), vittima di una truffa partita da un annuncio su internet e messa in atto a Pagazzano

"Un bergamasco mi ha consegnato un assegno falso e se n’è andato con la mia moto". E’ l’appello lanciato da Fabio Bosio, un 24enne di Busca (in provincia di Cuneo), vittima di una truffa partita da un annuncio su internet e messa in atto a Pagazzano, nella Bassa Bergamasca.

"Quando ho deciso di vendere la mia moto da cross, una YZ 250F 2015 4 tempi, ho pubblicato un annuncio su alcuni portali specializzati – racconta Fabio – . Dopo un paio di giorni sono stato contattato da una donna italiana che diceva di abitare in provincia di Bergamo. Era intenzionata a comprare la moto per suo figlio che compiva 18 anni, ma non avendo un mezzo per trasportarla mi ha chiesto di raggiungerla che mi avrebbe pagato in anticipo un supplemento per il viaggio".

Un pagamento che non è mai arrivato: "Pur non ricevendo quell’anticipo, ho deciso di fidarmi della parola e nel tardo pomeriggio di mercoledì 6 maggio ho raggiunto il posto che mi aveva indicato: una via isolata di Pagazzano, di fronte a un’abitazione".

Sul posto, però, non ha trovato la donna che lo aveva contattato telefonicamente: "C’era solo un ragazzo, italiano, che mi ha detto di essere il figlio della signora e che sua madre non era potuta venire. Ha aggiunto di abitare lì, nella casa che avevamo di fronte, ma che non gli andava di farmi entrare. Allora mi ha consegnato lì in strada un assegno circolare da 6.200 euro, insieme a una fotocopia della carta d’identità della mamma. Mi ha detto anche che il padre lavorava per un’impresa edile. Le banche ormai erano chiuse, allora ho deciso di tornare a casa".

Sembrava un affare andato a buon fine, ma il giorno dopo ecco l’amara scoperta: "Mi sono recato in banca qui al mio paese in provincia di Cuneo e sono venuto a sapere che l’assegno che mi aveva consegnato quel ragazzo era falso. Diciamo che io sono stato un po’ ingenuo. Ho sporto subito denuncia ai carabinieri e alla guardia di finanza".

Ma non solo, perchè Fabio ha fatto partire anche un tam tam sul web: "Prima di andarmene, come se mi sentissi che qualcosa non andava, ho fatto una foto con il mio smartphone a quel tizio con la mia moto. Allora ho pubblicato quello scatto sul mio profilo Facebook, raccontando della truffa che avevo subito e che cercavo qualche indizio per scovare quel ladro. Il post ha avuto un sacco di condivioni in tutta Italia (Leggi QUI). Sono stato contattato da un ragazzo di Como, che aveva subito un raggiro simile, dalle stesse persone, con la sua Honda. Stessa storia per un concessionario di La Spezia, che però era riuscito a scoprire che l’assegno era falso prima di chiudere la trattativa. Mi hanno scritto anche alcuni bergamaschi, che conoscono quel tizio e mi hanno fornito inidizi utili. Voglio giustizia: aiutatemi a trovare quel truffatore". 

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