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Yara, quel finto tumore di Bossetti: ascolta il dialogo con la moglie fotogallery

In un’altra conversazione, avvenuta nel dicembre del 2014, la moglie chiede a Massimo Bossetti chiarimenti riguardo al giorno in cui Yara Gambirasio è stata uccisa. Marita Comi gli domanda del cellulare: “Non sapevi dov’eri e ti ricordi che era spento? Dove sei stato tutto il pomeriggio?

Quando la moglie Marita Comi scoprì che suo marito Massimo Giuseppe Bossetti aveva finto un tumore al cervello per assentarsi dal lavoro, lo raggiunse in carcere per avere chiarimenti.

L’uomo rinchiuso nel penitenziario di via Gleno dallo scorso 16 giugno con la pesante accusa di aver barbaramente ucciso la tredicenne Yara Gambirasio, conferma la finta malattia anche di fronte alle domande della consorte perplessa.

Secondo gli inquirenti pare che l’uomo abbia simulato di essere stato colpito da una grave forma di tumore al cervello, a causa della quale sembra che si assentasse spesso dal posto di lavoro, con la scusa di doversi recare al centro tumori di Milano. Secondo loro il muratore di Mapello sarebbe un uomo con una “spiccata capacità di mentire”.

Il dialogo con la moglie è stato trasmesso dal GR1, il Giornale Radio Rai. Nel corso di un colloquio in carcere, avvenuto lo scorso novembre, la donna chiede al marito delucidazioni in merito al suo presunto tumore al cervello: “Hai detto davvero di avere un tumore al cervello?” e lui risponde di aver inventato questa scusa: “Sì, ho detto di dover andare al centro tumori di Milano. […] Non ce la facevo più”.

In un’altra conversazione, avvenuta nel dicembre del 2014, la moglie chiede a Massimo Bossetti chiarimenti riguardo al giorno in cui Yara Gambirasio è stata uccisa. Marita Comi gli domanda del cellulare: “Non sapevi dov’eri e ti ricordi che era spento? Dove sei stato tutto il pomeriggio?”.

Ascolta i dialoghi qui:

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