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Pagamenti in nero nascosti da software: perquisizioni a Bergamo, Lecco e Milano

La Guardia di Finanza di Lecco, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, ha effettuato oltre 50 perquisizioni nelle province di Bergamo, Lecco, Milano, Bari, Ragusa, Torino e La Spezia, per smascherare un software che consentiva a liberi professionisti di occultare i pagamenti in nero.

La Guardia di Finanza di Lecco, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, ha effettuato oltre 50 perquisizioni nelle province di Bergamo, Lecco, Milano, Bari, Ragusa, Torino e La Spezia, per smascherare un software che consentiva a liberi professionisti di occultare i pagamenti in nero: nel mirino sono finite 3 società che lo producevano e offrivano servizi aggiuntivi quali la possibilità di cancellare in poco tempo tutti i dati in caso di ispezione e la gestione della contabilità parallela. 

Le tre società, leader nel settore, avevano realizzato un programma in grado di creare un archivio parallelo a quello ufficiale sul quale venivano smistati automaticamente i pagamenti effettuati entro una determinata percentuale: occultato dietro una complessa sequenza di comandi, l’archivio teneva "al sicuro" le somme che i liberi professionisti intendevano incassare senza alcuna tassazione. 

Tra i servizi che le software-house assicuravano anche la possibilità di cancellare rapidamente, in modo definitivo o solo temporaneo, tutti i dati contenuti nell’archivio non ufficiale in caso di ispezione fiscale da parte della Guardia di Finanza e un comodo "hosting" degli archivi paralleli: un sistema articolato che solamente un blitz da parte delle Fiamme Gialle avrebbe potuto smascherare. 

La Guardia di Finanza, una volta individuata la truffa, ha informato l’Autorità Giudiziaria, segnalando per frode informatica le società e per occultamento e distribuzione di documenti contabili i professionisti utilizzatori del software: durante le perquisizioni gli agenti del nucleo di polizia tributaria investigativa hanno sequestrato gli archivi e, partendo da essi, proveranno a quantificare l’esatto ammontare dell’evasione. 

 

 

Commenti

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  1. Scritto da Vikingo62

    Noto che i giornalisti tutti sono particolarmente rispettosi della privacy in casi simili a questo. Mah …..

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      I nomi non sono stati divulgati dalle forza dell’ordine

  2. Scritto da contribuente

    Per favore, i nomi di questi consiglieri fraudolenti, senza i quali l’evasione non si riesce a fare. A meno che tutto finisca a tarallucci e vino.

    1. Scritto da roberta

      Di quali consiglieri parla, di grazia?

      1. Scritto da contribuente

        Dei liberi professionisti, alias professionisti a piede libero. Senza i consigli di costoro, non credo sia tanto facile evadere le tasse. Invece, guarda un po’ , succede. Secondo me, i consiglieri dovrebbero essere tenuti a sottoscrivere i loro consigli, così da seguire il cliente, anche in gattabuia.