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Riorganizzazione MediaWorld 7 negozi chiusi in estate 700 lavoratori a rischio

L'azienda ha formalizzato la chiusura di sette negozi entro l'estate, chiusure che determinerebbero esuberi per 200 full time: a questi si aggiunge la necessità di riduzione di organico di altre 500 unità.

La direzione di Mediamarket Spa, azienda italiana del gruppo tedesco MetroAg con sede legale a Curno e titolare dei marchi MediaWorld e Saturn, ha annunciato la chiusura di 7 punti vendita ed esuberi per circa 700 tempi pieni su un totale di 6.458 dipendenti (non tutti full time e quindi il numero degli esuberi interesserà un numero maggiore di lavoratori).

Al momento i punti bergamaschi non rientrano nei piani di chiusura, ma le organizzazioni sindacali hanno palesato la loro preoccupazione “per la quantità di lavoratrici e lavoratori che sarebbe coinvolta dalla riorganizzazione, nonché per l’impatto sociale che questa potrebbe avere” e hanno posto come condizione, per trovare una soluzione condivisa, la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Fisascat Cisl ha dichiarato che il presupposto indispensabile per pervenire ad una gestione condivisa di questa fase di ristrutturazione aziendale, è “la sottoscrizione di un protocollo sulle relazioni sindacali che marchi una evidente discontinuità rispetto al passato”.

Al momento, l’azienda ha formalizzato la chiusura di 7 negozi entro l’estate: Roma 1, Milano 3 e Genova Saturn, Settimo milanese, Brescia 2, Nola e Napoli 2. Le chiusure determinerebbero un esubero complessivo di circa 200 equivalenti full time. In virtù del calo di clienti, di scontrini e quindi di vendite anche laddove non c’è chiusura c’è la necessità di una riduzione di organico che l’azienda ha quantificato in circa 500 equivalenti full time. L’azienda ha dichiarato che nelle prossime ore formalizzerà, attraverso una procedura di licenziamento collettivo, la dimensione esatta e la distribuzione degli esuberi e ha dichiarato fin da subito la disponibilità a trovare delle soluzioni condivise volte a ridurre l’impatto sulle lavoratrici ed i lavoratori.

Il prossimo incontro è fissato per giovedì 7 maggio.

“Il confronto – dice Alberto Citerio, segretario generale di FIsascat Bergamo – avrà anche l’obiettivo di verificare costantemente la riorganizzazione aziendale, nonché le possibili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro e ulteriori impatti occupazionali. Su questo, l’azienda dato disponibilità al confronto territoriale”.

Commenti

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  1. Scritto da matteo

    Il mercato cambia ,gli acquisti di elettronica si spostano verso i siti online e di conseguenza i negozi fisici diventano vetrine di prodotti che poi la gente confronta il prezzo e lo acquista dove conviene….chiedete a mediawordl quanto sono cresciute le vendite online…. amazon . ebay , monclik , pixmania vanno alla grande è una rivoluzione anche in questo settore…

    1. Scritto da Luigi

      D’accordo, anche Mediaworld stessa vende online….. Ma non c’è comunque la ripresa strombazzata dai governanti…

      1. Scritto da francesco

        Concordo sul fatto che gli acquisti hanno cambiato canale , nel nostro piccolo prima si acquistava dai grossisti distributori , oggi tutto online dove c’è il prezzo migliore e capita che arrivino dalla francia , germania , inghilterra e a volte direttamente dalla cina , verissimo il fatto che i mega store diventano delle semplici vetrine.

  2. Scritto da il polemico

    ecco un altro effetto dell’austerity introdotta dal pd che fa pagare le tasse a rate,che pensa di rilanciare l’economia,triplicando le tasse,che salva le banche,e che lascia cittadino ad arrangiarsi,perchè deve pensare a dare ospitalità agli illegali con i barconi.l’assurdo e che una parte del cittadino da ragione alle scelte del pd….peggio che prendersi volontariamente una bastonata e coccolare chi te la tira…e sarà sempre peggio

    1. Scritto da Mauro

      Vedere le cose secondo le bandiere è sempre mezza verità.
      Governi di centro-sinistra e centro-destra degli ultimi 20 anni hanno governato con politiche identiche. sveglia.

    2. Scritto da il realista

      Il problema si chiama e-commerce, cerchiamo di essere obiettivi ogni tanto

      1. Scritto da il polemico

        il problema è che la crisi non cè solo nell’elettronica,ma pure nei normali supermercati,tipo auchan o iper.e li ecommerce non incide poi cosi molto,perchè non credo che la gente acquisti pomodori online…per mio parere il regime di austerità tanto sbandierato sta creando la situazione che tutti sanno,ma che è meglio non strombazzare per non dare ragione a chi non voleva applicare le riforme in un periodo difficile dell’economia mondiale..e sarà sempre peggio

  3. Scritto da Alberto

    La crisi è finita e il jobs act sta creando migliaia di nuovi occupati (cit.).

    1. Scritto da alberta

      Dai qualche volta le spare grosse pure lui…

  4. Scritto da Sandro

    Ecco la risposta alle chiacchiere di Renzi sul Jobs act e sulla improrogabile legge elettorale. Non ne capisce niente, è meglio che scompaia