BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“La maternità” di Previati e 33 capolavori in mostra al Credito Bergamasco

In mostra a Bergamo i capolavori della collezione Banco Popolare dal 9 maggio al 26 giugno 2015. Trentaquattro capolavori scelti tra gli oltre quattromila dipinti della collezione Banco Popolare. Ospite d’onore, la Maternità di Previati, un’opera grandiosa, nelle dimensioni, quattro metri per due, e per valore storico e artistico, capolavoro del Divisionismo italiano.

Un’occasione unica: ammirare da vicino un capolavoro come "La maternità" di Gaetano Previati esposta accanto a tutti i bozzetti e disegni preparatori. E’ uno dei tanti motivi per ammirare dal prossimo 9 maggio – fino al 26 giugno – la mostra "Grandi Maestri. Capolavori dalla collezione del Banco Popolare" promossa dalla Fondazione Credito Bergamasco.

L’evento è stato promosso in concomitanza dell’Expo Milano 2015. Dopo Bergamo, la mostra sarà presentata a Lodi, dal 12 settembre al 11 ottobre 2015, allo Spazio espositivo Bipielle Arte in collaborazione con la Fondazione Banca Popolare di Lodi. La rassegna bergamasca è pensata dalla Fondazione Creberg nell’ambito del programma Palma Off, cornice artistica collaterale alla mostra di Palma il Vecchio, ed emblema dell’intensità delle proposte culturali che – grazie al particolare impegno della Fondazione – arricchiscono Bergamo durante il semestre dedicato a Expo. Una rassegna che raggiunge il suo culmine con l’esposizione del monumentale dipinto Maternità di Gaetano Previati.

LA COLLEZIONE

Trentaquattro opere, scelte tra i 4.832 dipinti del Banco Popolare, per testimoniare sette secoli di genialità artistica, dalla fine del Trecento alla fine del Novecento, e raccontare l’Italia attraverso i suoi capolavori, mostrando agli occhi del grande pubblico dipinti solitamente custoditi nelle sedi storiche dell’Istituto bancario.

Spiccano in particolare le opere di Francesco Botticini (da novembre in prestito alla National Gallery), Polidoro da Lanciano, Bartolomeo Passerotti, Alessandro Turchi detto l’Orbetto, Tanzio da Varallo, Simon Vouet, Giovanni Battista Caracciolo, Luca Giordano, Bartolomeo Guidobono, Gaspar van Wittel, Giacomo Ceruti, Francesco Guardi, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Antoni Tàpies, tratte dalle collezioni della Banca Popolare di Lodi, della Banca Popolare di Novara, del Banco S. Geminiano e S. Prospero, della Banca Popolare di Verona e del Credito Bergamasco.

Un percorso di cultura e bellezza che riannoda le fila di una tradizione antichissima che vide gli operatori finanziari italiani in primo piano per la valorizzazione artistica del Paese.

«I capolavori della collezione Banco Popolare costituiscono una storia tutta italiana: numerosi istituti di credito, nel corso del XX secolo, hanno collezionato opere d’arte, non dimenticando la loro origine. Oggi, riscopriamo questa vocazione, riportando a nuova luce frammenti di patrimoni comuni, per spingere tutti a guardare alle proprie radici. Perché è questa l’ambizione di una mostra che, attraverso la bellezza del passato, intende indagare il presente e progettare il futuro, risvegliando la consapevolezza di noi stessi, della nostra identità e del nostro stare insieme in comunità» – sottolinea Angelo Piazzoli, segretario generale Fondazione Credito Bergamasco e Responsabile Patrimonio Artistico Banco Popolare.

«La collezione dei dipinti del Banco Popolare è vasta e autorevole, comprende autentici capolavori, Merito dell’unione tra le raccolte d’arte di istituti bancari di diverse regioni d’Italia, dal Piemonte alla Lombardia, dal Veneto all’Emilia, dal Lazio alla Campania. Una forma di valorizzazione espositiva che attraversa un passato comune rileggendolo in un progetto grandioso di conoscenza, ricerca e condivisione» – spiega Michela Parolini, Patrimonio Artistico Banco Popolare.

IL CATALOGO

La mostra – che consegue ad un accurato lavoro di recupero, approfondimento e valorizzazione delle opere coordinato dal Patrimonio Artistico del Banco Popolare con la collaborazione di esperti d’arte – è accompagnata da un catalogo esplicativo che sarà consegnato gratuitamente a tutti i visitatori, affinché possano godere di un percorso guidato tra le creazioni in mostra, unitamente al volume “Lorenzo Lotto a San Pietroburgo. La Pala di Santo Spirito all’Ermitage” realizzato in collaborazione con il Museo Statale Ermitage in seguito all’esposizione della prestigiosa Pala di Lorenzo Lotto, restaurata grazie all’intervento della Fondazione Credito Bergamasco, in uno dei più importanti musei al mondo.

MATERNITA’

La rassegna raggiunge il suo culmine al cospetto del monumentale dipinto Maternità di Gaetano Previati, pietra miliare del divisionismo italiano, imponente tanto per le dimensioni (4 mt x 2 mt, con una crosta pittorica che arriva fino quasi a 5 cm) quanto per l’indiscusso valore, storico e artistico, in quanto capolavoro del Divisionismo italiano.

Il dipinto, mostrato per la prima volta alla Triennale di Brera a Milano nel 1891 e a lungo dimenticato (l’opera, inizialmente poco compresa dal pubblico, venne spedita all’estero e infine abbandonata in un deposito per l’impossibilità economica del suo creatore di sdoganarla) fa parte, dal 1924, della collezione della Banca Popolare di Novara (istituto ora confluito nel Banco Popolare) e torna oggi a nuovo splendore.

Per la prima volta, l’opera viene accompagnata da bozzetti, disegni e d’après eseguiti dall’artista che consentono agli spettatori di comprendere il cammino creativo di Previati per riprodurre su tela l’infinita tenerezza della maternità: una madre china sul suo bambino, frutto del suo grembo, lo allatta amorevolmente, mentre alle sue spalle, un albero probabilmente di melograno sembra proteggerla con angeli, prostrati intorno a lei, che si piegano, quasi mossi da un vento misterioso.

Figure smaterializzate ed estremamente emozionali esposte ora nella sala del Consiglio di Palazzo Creberg, lo stesso atelier nel quale hanno riacquistato lustro le tavole di Lotto, Allori, Romanino, Moretto, Palma e Moroni. 

«Grazie alla visione dei lavori che documentano le diverse fasi preparatorie del grande quadro, si evincono tutte le difficoltà dell’artista ferrarese nella gestazione di Maternità, acuite dal timore – ben riposto – di non incontrare la comprensione del pubblico. Eppure, parliamo di un’opera che avrebbe meritato la stessa fama de “Il Quarto Stato” dell’amico e collega Pellizza da Volpedo, vera icona della società moderna, e alla cui riscoperta presso il grande pubblico speriamo di poter contribuire – commenta Angelo Piazzoli -. Perché la Maternità di Previati sia riconosciuta da tutti come un “monumento” della nostra cultura, tanto per l’imponenza fisica quanto per la centralità nello sviluppo delle arti figurative italiane, specchio di un sentimento universale proprio della maternità».

«Maternità di Gaetano Previati è per diverse ragioni una delle opere più importanti della pittura italiana dell’Ottocento – dichiarano i curatori Paolo Plebani, Sergio Rebora e Francesca Rossi – Il monumentale dipinto segna una svolta cruciale nel passaggio dalle poetiche naturaliste e realiste in pittura alle nuove tendenze simboliste, attraverso l’adozione della tecnica divisionista. Eseguita tra il 1890 e il 1891, dopo una lunga gestazione di cui sono testimonianza due bozzetti a olio e diversi disegni, Maternità viene presentata a Milano alla prima edizione della Triennale di Brera nel 1891, diventando immediatamente un vero e proprio caso. La tela di Previati fu al centro di polemiche e di accese discussioni per le scelte figurative diverse e rivoluzionarie rispetto a ciò che offriva il contesto artistico italiano in quegli anni. La mostra e il volume che l’accompagna indagano le affascinanti fasi di elaborazione dell’opera e le sue vicende collezionistiche e critiche. All’approfondimento sul dipinto contribuisce una campagna di analisi scientifiche condotte presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, finalizzata a monitorarne lo stato di conservazione e a comprendere la singolarissima tecnica pittorica impiegata dall’artista, originale tentativo di applicazione della teorie divisioniste.

Tra le principali novità, la mostra consentirà di vedere riuniti per la prima volta vicino al maestoso dipinto i bozzetti a olio preliminari e tutti i disegni preparatori su carta sinora reperiti, dagli studi preparatori alle riprese postume eseguite dall’artista anche a distanza di molti anni dall’esecuzione del quadro, agli inizi del Novecento, riprese che venivano realizzate come immagini-ricordo del fortunato soggetto da diffondere sul mercato collezionistico. Tra gli inediti presenti si evidenziano studi per figure singole e per la composizione di insieme, eseguiti perlopiù su supporti di notevoli dimensioni, prove che rivelano il personalissimo linguaggio disegnativo di Previati e lasciano intuire l’impegno febbrile che egli dedicò all’elaborazione del suo capolavoro. Da segnalare in particolare un eccezionale foglio a carboncino entrato di recente a far parte delle raccolte d’arte del Banco Popolare: suggestivo studio steso di getto, con scioltezza e irruenza, destinato a mettere a punto il nucleo centrale della composizione con l’angelo inginocchiato di profilo in primo piano e la madre con il bambino in braccio abbozzati sullo sfondo».

IL VOLUME

Profondo è, infatti, il lavoro di analisi sul dipinto sostenuto dal Banco Popolare e riassunto in un volume, in corso di pubblicazione da parte della Fondazione Credito Bergamasco. Testi storici, artistici, scientifici, redatti da valenti ed eminenti studiosi, nonché risultanze della campagna di indagini scientifiche svolte dall’Opificio delle Pietre Dure per caratterizzare un capolavoro tra i più discussi dell’arte italiana confluiscono nel volume “Maternità di Gaetano Previati”.

UN CONVEGNO E UN CATALOGO

Il convegno – Il volume dedicato all’opera sarà presentato venerdì 22 maggio, alle ore 18.00, presso la sala Traini, del palazzo storico del Credito Bergamasco, in Via San Francesco d’Assisi a Bergamo, nel corso della conferenza “Previati e il suo capolavoro” a cura di Aurora Scotti, Ordinario di Storia dell’Architettura del Politecnico di Milano. Occasione durante la quale sarà possibile visitare la mostra alla presenza dei curatori: Paolo Plebani, Storico dell’arte Sergio Rebora, Storico dell’arte Francesca Rossi, Responsabile del Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco.

GRANDI MAESTRI E LE NUOVE TECNOLOGIE

La Fondazione Credito Bergamasco, incrocia la creatività e il valore artistico della mostra Grandi Maestri con le nuove tecnologie, permettendo la fruizione delle opere attraverso tecnologia e web. In primo luogo – visto il successo della APP “Dante Fondazione Creberg” realizzata per la mostra dedicata a “Persone e Personaggi della Divina Commedia” – la Fondazione Credito Bergamasco ha previsto una APP gratuita anche per la mostra Grandi Maestri. Chiunque potrà scaricare su tablet e smartphone l’APP gratuita “Grandi Maestri Fondazione Creberg” per “ascoltare” i capolavori del Banco Popolare esposti in mostra.

Per approfondire genesi, formazione e principali caratteristiche di Maternità, la mostra si avvale, inoltre, di contenuti multimediali che saranno proiettati in un’apposita sala del Palazzo Storico del Credito Bergamasco per consentire la divulgazione più ampia e diretta possibile del capolavoro di Previati. Da ultimo, è possibile approfondire le opere in mostra accedendo al sito www.patrimonioculturale.bancopopolare.it, procedendo con ricerca libera o per generi, autori ed epoche.

Attraverso il sito web il Banco Popolare – di cui Creberg è parte – rende disponibile il lavoro di catalogazione e di approfondimento storico-critico a partire dal 2008 effettuato dallo staff tecnico del Banco Popolare con la collaborazione del Museo Civico di Castelvecchio di Verona. Ciascuna scheda è dotata dell’immagine a colori e dei dati essenziali dell’opera: autore, soggetto, tecnica, misure ed epoca, scuola figurativa, banca di provenienza ed esposizioni documentate. Sono inoltre disponibili, accedendo alla zona login, le schede storico – critiche integrali delle opere.

SEDE E ORARI DELLE ESPOSIZIONI

Palazzo Storico del Credito Bergamasco

9 maggio – 26 giugno 2015

Da lunedì a venerdì (8.20 – 13.20 / 14.50 – 15.50)

Sabato 9, 16 e 23 maggio (14.30 – 20.30)

con visite guidate gratuite (ogni ora, a partire dalle 14.30)

Domenica 10, 17 e 24 maggio (10.30 – 19.30)

con visite guidate gratuite (10.30, 11.30 e ogni ora a partire dalle 14.30)

Ingresso libero

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da darioflautista

    parlare di capolavoro per le ombre simboliste di Previati, anticipatrici del peggior conservatorismo in pittura e in politica, pare una bestemmia; come pure metterle a paragone del Pellizza da Volpedo, prive come sono di alcun messaggio sociale pur se dipinte in un periodo in cui la società ribolliva di ingiustizie violenze e aneliti di riscatto.