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La lista Falciani si può utilizzare per stanare gli evasori

Novità in merito all'utilizzo della Lista Falciani da parte del fisco italiano. E di conseguenza una spinta a chi ha portato i soldi in Svizzera a utilizzare la Voluntary disclosure, quel complesso di norme portato avanti in Parlamento dal bergamasco Giovanni Sanga. Abbiamo chiesto dunque a un esperto in materia, il commercialista Alessandro Bianchi di illustrare cosa cambia.

Novità in merito all’utilizzo della Lista Falciani da parte del fisco italiano. E di conseguenza una spinta a chi ha portato i soldi in Svizzera a utilizzare la Voluntary disclosure, quel complesso di norme di cui anche Bergamonews ha scritto con dovizia di particolari ascoltando via via il relatore della norma, il deputato bergamasco Giovanni Sanga (leggi).

Abbiamo chiesto dunque a un esperto in materia, il commercialista Alessandro Bianchi (dello studio Berta, Colombini, Nembrini e associati) di illustrare cosa cambia.

Cos’è la Voluntary disclosure?

E’ la norma sul rientro dei capitali che consente di regolarizzare le attività (importi e beni) detenute all’estero o in Italia in violazione delle norme fiscali, versando le imposte dovute ma con notevoli abbattimenti delle sanzioni e ottenendo la non punibilità per “alcuni reati tributari”.

E la lista Falciani?

Si tratta della lista che prende il nome da Hervè Falciani, il dipendente infedele della banca svizzera Hsbc che trafugò la lista dei clienti dell’istituto bancario per venderla al fisco francese.

Finora l’Agenzia delle Entrate aveva considerato l’elenco dei correntisti della filiale ginevrina della Hsbc, tra i quali ci sarebbero circa 7500 italiani, inutilizzabile perché trafugata illegalmente, 

Cos’è cambiato?

La Cassazione, accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro la commissione tributaria di Milano che aveva deciso il ‘no’ all’utilizzo della lista, ha ora di fatto detto sì alla possibilità dell’utilizzo della lista Falciani nei processi contro i contribuenti italiani sospettati di aver evaso il fisco. Questo testimonia ancor di più la stretta dell’Agenzia delle Entrate nei confronti dei soggetti detentori di capitali e beni all’estero non dichiarati ai fini del monitoraggio fiscale.

E cosa succederà quindi adesso?

In base a quanto stabilito dalle sentenze 8605 e 806 della Sesta sezione civile della Cassazione, ‘lAmministrazione finanziaria, nell’attività di accertamento dell’evasione fiscale, può in linea di principio avvalersi di qualsiasi elemento con valore indiziario, con esclusione di quelli la cui inutilizzabilità discenda da una disposizione di legge o dal fatto di essere stati acquisiti dall’Amministrazione in violazione di un diritto del contribuente.

 

Commenti

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  1. Scritto da roberta

    Bene. Una buona notizia.

  2. Scritto da edoardo

    con calma però! mica vorrete arrivare a sentenza prima della prescrizione