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Combattiva e mai doma: è questa l’Atalanta che piace ai bergamaschi

Il nostro Bore analizza il quarto pareggio consecutivo ottenuto dai nerazzurri di Reja, capaci di fermare la fortissima Lazio con una partita più che positiva: "E adesso chiudiamo i conti a Palermo".

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Una grande Atalanta, certamente la migliore della stagione, sfiora il colpaccio contro una fortissima Lazio che solo a 13′ dalla fine riesce non senza fatica a pareggiare la partita. Eh si, perché chi si aspettava la solita Atalanta vista al Comunale durante l’intero arco di questo campionato si è dovuto ricredere.

Mister Reja ha optato per un cambiamento di modulo, decidendo per un 4-3-3 con Biava a far coppia con l’inamovibile Masiello al centro della difesa, Bellini e Del Grosso (finalmente preferito a Dramè) sugli esterni, un centrocampo con Ciga Carmona e Migliaccio e Pinilla punta centrale supportato da Gomez e D’Alessandro (preferito a Zappacosta). Molto attenta ed aggressiva la tattica adottata da Reja contro una Lazio dotata di molti giocatori dalla tecnica sopraffina. L’Atalanta per questo ha sin dall’inizio impresso alla gara un ritmo forsennato che è durato per almeno 70′, pressando nella loro trequarti di campo i portatori di palla biancazzurri e costringendoli a non ragionare. Per questo la Lazio ha sofferto, e non poco, soprattutto durante i primi 45 minuti nel corso dei quali per la verità entrambe le squadre potevano passare in vantaggio. Mentre però le occasioni della Lazio sono state più frutto di invenzioni dei singoli (palo di Keita al 5′ e tiro in diagonale dello stesso al 33′ salvato splendidamente da Sportiello), l’Atalanta ha costruito le proprie occasioni con ottime manovre offensive corali. Almeno tre le palle gol nerazzurre durante il primo tempo, con il colpo di testa di Migliaccio, una deviazione di Biava che ha costretto Marchetti ad un’acrobatica deviazione in angolo ed un tiro a colpo sicuro di Gomez che l’estremo difensore biancazzurro ha respinto con un formidabile colpo di reni.

Dopo un primo tempo a questi ritmi, personalmente mi aspettavo un naturale calo nel secondo tempo. In realtà l’Atalanta è ripartita ad un ritmo ancora più deciso che nei primi 45 minuti e già al 3′ minuto Gomez con un gran tiro da fuori area ha colpito il palo con la palla che è rimbalzata sulle mani di Marchetti ed è finita in angolo. Da questo corner è nata l’azione del meritatissimo vantaggio nerazzurro con Biava che è saito in cielo ed ha incornato la palla che è finita alle spalle del portiere della Lazio. A questo punto la Lazio, come è lecito attendersi, si è scossa e ha iniziato a macinare maggiormente gioco con i nerazzurri che, con il passare dei minuti, pur continuando a giocare con grandissima aggressività ed impeto, inevitabilmente hanno calato il proprio ritmo.

La Lazio ha costruito una gran palla gol con Keita che ha sbagliato clamorosamente di testa solo in mezzo all’area. Al 25′ della ripresa un sempre ottimo Pinilla è uscito dal campo zoppicando lasciando il posto a Bianchi, che purtroppo ha dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza della situazione. Mentre infatti il bomber cileno ha sempre difeso palla costringendo i difensori biancazzurri a continui falli, il centravanti di Albano purtroppo ha costantemente commesso fallo ai danni del proprio marcatore nel tentativo di prendere palla. Alla mezz’ora i biancazzurri hanno trovato il pareggio: su un calcio d’angolo Bellini lascia mezzo metro di spazio a Parolo che in mezza rovesciata batte Sportiello.

Chi pensa ad un arretramento della squadra per difendere il pareggio stavolta sbaglia, tanto che quando Cigarini deve alzare bandiera bianca stremato dalla fatica Reja decide di sostituirlo con Maxi. L’Atalanta va a quel punto vicina addirittura al gol della vittoria con un colpo di testa di Zappacosta subentrato a D’Alessandro, autore quest’ultimo di una partita molto molto pregevole. La Lazio ha cercato di attaccare nel finale con le ultime forse rimaste ma l’attenta difesa nerazzurra ha ben retto.

Sinceramente, se quello di domenica fosse stato un match di boxe ai punti avrebbe certamente vinto l’Atalanta

Tutti decisamente sufficienti i giocatori della Dea, con una menzione particolare per Biava (attento nella marcatura e oltretutto autore del gol dell’ex), Carmona (ha corso come una locomotiva per tutta la partita), Cigarini (quando gioca in questo modo è davvero un giocatore capace di fare la differenza in campo contro qualsiasi avversario) ed entrambi gli esterni d’attacco D’Alessandro (ma perché Colantuono non lo faceva mai giocare?) e Gomez (giocatore di qualità tecniche ampiamente superiori alla media).

A quattro giornate dal termine, con il Cesena nuovamente sconfitto a Firenze e pur in attesa della partita di questa sera del Cagliari, la distanza dalla terz’ultima pare davvero incolmabile, soprattutto se l’Atalanta gioca come ha fatto con la Lazio.

E ora si va Palermo, contro un’avversaria che ha ormai poco da chiedere al campionato. Per questo l’Atalanta potrebbe anche chiudere già domenica matematicamente il discorso salvezza. Speriamo.

Il Bore

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Commenti

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  1. Scritto da matteo

    Sicuramente a Palermo bisogna cercare di chiudere i conti con gli ultimi 3 punti della matematica certezza