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Studio inglese: basta una dose di cocaina per modificare il cervello

Chi fa o ha fatto uso di cocaina se si trova sotto stress ha molte possibilità di ricaderci, questa è la scoperta dei ricercatori medici dell'università della East Anglia a Norwich in Gran Bretagna.

Ricercatori dell’università della East Anglia a Norwich in Gran Bretagna, hanno scoperto, grazie ad un’analisi in laboratorio, che per chi fa o ha fatto uso di cocaina ha una possibilità maggiore di ricaduta se si trova in una situazione di forte stress, avvenimento doloroso o un’emozione difficile da gestire.

I dati, pubblicati sulla rivista scientifica The Journal of Neuroscience, sono utili anche per capire quali sono i meccanismi funzionali per fermare il processo di una possibile ricaduta, cercando così di aiutare chi ne è dipendente in modo tale da poter abbandonare una volta per tutte questo vizio.

La ricerca, svoltasi in laboratorio, ha preso in esame da un lato le cellule in vitro del cervello dei topi, dall’altro è stato analizzato il comportamento e la ricerca di un supporto attraverso il consumo di cocaina di questi animali, vivi, posti davanti a situazioni stressanti.

I ricercatori hanno quindi analizzato l’interazione tra due diverse tipologie di neuropeptidi ossia quei neurotrasmettitori che trasportano le informazioni su motivazioni, riconoscimenti e anche dipendenza da stupefacenti. Quindi è stata rilevata una relazione diretta di controllo dei neurotrasmettitori tra lo stress e la ricaduta, che il consumo di cocaina interrompe.

Questo significa che anche solo con una dose queste molecole si modificano radicalmente e viene impedito a loro di comunicare, comportando così un forte rischio di ricaduta se sottoposto a stress.

Ebbene la droga mostra una nuova pericolosa caratteristica ossia quella di modificare la struttura comunicativa tra i neuroni al punto tale da indebolire la facoltà di “dire no”.

È pur vero però che questa scoperta può portare a ulteriori studi, utili per capire quale meccanismo può essere in grado di proteggere il cervello da questa dinamica.

Ovviamente queste ricerche sono state applicate sul cervello di topi perciò non vi è ancora un esperimento sull’essere umano.

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