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Festival pianistico, al via i recital: si inizia con Schuch

Al festival pianistico internazionale di Bergamo e Brescia, dopo i concerti con orchestra, arrivano i recital. Si inizia con Herbert Schuch il 2 maggio a Bergamo. Poi Thiollier, Geringas e Ilia Kim.

Dopo la magnifica inaugurazione con Harding e la Swedish Radio Symphony e il doppio appuntamento della Filarmonica del Festival con Ramin Bahrami, arrivano i primi recital della 52esima edizione del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo.

Il calendario propone una serie di appuntamenti ravvicinati, tutti dedicati all’approfondimento del tema barocco dell’edizione 2015: Herbert Schuch sabato 2 maggio a Bergamo, François‐Joël Thiollier domenica 3 maggio all’Auditorium San Barnaba di Brescia, David Geringas e Ian Fountain lunedì 4 maggio al Teatro Grande di Brescia e martedì 5 al Donizetti di Bergamo, Ilia Kim mercoledì 6 maggio all’Auditorium San Barnaba di Brescia.

Sabato 2 maggio al Teatro Donizetti di Bergamo (ore 21.00) fa il suo debutto al Festival il pianista Herbert Schuch. Il suo recital è imperniato sulla figura di Johann Sebastian Bach del quale Schuch eseguirà La Suite inglese n. 3 Bwv 808, il celebre Concerto italiano Bwv 971 e la Partita n. 2 Bwv 826, insieme a trascrizioni di pezzi di Bach ad opera di Busoni, Bauer e Liszt. Herbert Schuch è nato a Timisoara, in Romania, nel 1979. Dopo aver iniziato gli studi di pianoforte nella sua città natale, nel 1988 si è trasferito con la sua famiglia in Germania, dove attualmente risiede. Ha successivamente proseguito gli studi sotto la guida di Kurt Hantsch e di Karl‐Heinz Kämmerling presso il Mozarteum di Salisburgo. I recenti incontri e le collaborazioni con Alfred Brendel hanno molto influenzato la sua attività artistica. Herbert Schuch si è affermato sulla ribalta internazionale vincendo, nel giro di un solo anno, tre importanti concorsi pianistici: il Concorso Casagrande, il Concorso Pianistico Internazionale di Londra e il Concorso Beethoven di Vienna. Da allora Herbert Schuch si è esibito con alcune tra le più prestigiose orchestre del mondo, tra cui la London Philharmonic Orchestra, l’Orchestra Sinfonica NHK, la Camerata Salzburg, la Residentie Orkest Den Haag, i Bamberger Symphoniker, le Orchestre Sinfoniche delle Radio Mdr, Wdr e Ndr di Hannover. Herbert Schuch è inoltre ospite regolare di prestigiosi festival quali il Kissinger Sommer, il Festival di Rheingau, il Festival Pianistico della Ruhr e il Festival di Salisburgo.

Fra i direttori d’orchestra con cui collabora: John Axelrod, Ivor Bolton, Andrey Boreyko, Douglas Boyd, Lawrence Foster, Eivind Gullberg Jensen, Yannick Nézet‐Séguin, Jonathan Nott. Beniamino di lunga data del pubblico del Festival è invece François‐Joël Thiollier che domenica 3 maggio (ore 20.45) sarà all’Auditorium San Barnaba di Brescia per un concerto che ha per titolo “Barocco con variazioni”. Thiollier proporrà un articolato programma che include brani di Couperin (La bandoline, Le carillon de Cythère, Le rossignol en amour, Le réveil‐matin), Rameau (Gavotta con Variazioni), Bach (Fantasia in do minore BWV 906, Pastorale in fa maggiore BWV 590), la Ciaccona dalla Partita BWV 1004 di Bach nella trascrizione di Brahms e le Variazioni su un tema di Corelli di Rachmaninov. Franco‐americano di nascita, François‐Joël Thiollier ha assimilato il meglio delle due culture; nato a Parigi, ha dato il suo primo concerto a New York all’età di 5 anni. Ha proseguito gli studi musicali in Francia sotto la guida di Robert Casadesus.

Successivamente si è perfezionato negli Stati Uniti con Sascha Gorodnitzki alla Juilliard School of Music, laureandosi con il massimo dei voti in tutte le materie siaaccademiche che musicali all’età di 18 anni. Thiollier ha vinto 8 Grands Prix – risultato senza precedenti – in concorsi internazionali, fra cui il Reine Elisabeth del Belgio e il Čajkovskij di Mosca. Il suo vastissimo repertorio, la sua eccezionale cultura musicale e la sua padronanza della tastiera sono la chiave del suo successo internazionale. Thiollier ha suonato in più di 40 paesi con le più prestigiose orchestre, tra cui le Filarmoniche di San Pietroburgo e Mosca, Concertgebouw di Amsterdam, Residentie Orkest dell’Aja, Orchestra della Rai di Torino, Santa Cecilia, Orchestre de Paris, Orchestre National de France, London Symphony Orchestra e nelle sale più importanti quali Théâtre des Champs‐Élysées e Salle Pleyel a Parigi, Berliner Philharmonie e Konzerthaus, Bunka Kaikan e Suntory Hall a Tokyo, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Auditorium di Madrid, Victoria Hall di Ginevra, Accademia di Santa Cecilia a Roma, Teatro alla Scala di Milano, la Fenice di Venezia, Sydney Opera House Concert Hall. Ritorna al Festival dopo vent’anni il violoncellista lituano David Geringas (Brescia, Teatro Grande, lunedì 4 maggio ore 20.45 / Bergamo, Teatro Donizetti, martedì 5 maggio ore 21) che, in duo col pianista britannico Ian Fountain, eseguirà le Dodici Variazioni in sol maggiore su tema di Händel di Beethoven, la Sonata in mi minore op. 38 di Brahms e presenterà un progetto legato alle Variazioni Goldberg di Bach

L’idea di una nuova serie di Variazioni Goldberg ispirate all’omonimo capolavoro bachiano e affidate a compositori del nostro tempo nacque come omaggio musicale per le nozze d’argento dei coniugi statunitensi Judy e Robert Goldberg, grandi appassionati di musica, nonché amici del compositore John Corigliano, del violoncellista Yo‐Yo Ma e del pianista Emmanuel Ax. Inizialmente i Goldberg, nel 1996, si erano limitati a commissionare un nuovo pezzo a Corigliano, ma quest’ultimo decise di estendere l’invito anche ad altri compositori americani quali Kenneth Frazelle, Christopher Rouse, Peter Lieberson, Peter Schickele e Richard Danielpour.

Ognuno di loro s’impegnò a scrivere una o più variazioni su un tema universalmente noto: l’aria delle Variazioni Goldberg di Bach. Il violoncellista e direttore d’orchestra lituano David Geringas appartiene all’élite del mondo musicale odierno. Il suo amplissimo repertorio, che spazia dal primo barocco alle opere contemporanee, è il segno della flessibilità e curiosità dell’interprete. Il suo rigore intellettuale, la sua versatilità stilistica, il fascino e la bellezza del suo modo di cantare con lo strumento lo hanno fatto apprezzare in tutto il mondo. Allievo di Rostropovich e medaglia d’oro al Concorso Čajkovskij nel 1970, David Geringas ha suonato con tutte le più prestigiose orchestre e i più celebri direttori del nostro tempo. Per i suoi meriti a favore della conoscenza e divulgazione delle opere della cultura musicale lituana, tedesca e russa, David Geringas ha ricevuto il dottorato dell’Accademia Lituana di Musica e Teatro, il Premio del Presidente della Repubblica Tedesca e il titolo di professore onorario del Conservatorio di Mosca. Nel 1989, all’età di 19 anni, Ian Fountain ottiene il primo premio al Concorso internazionale Arthur Rubinstein di Tel Aviv. Ha iniziato lo studio del pianoforte e del canto all’età di cinque anni al New College di Oxford, proseguendo al Winchester College e al Royal Northern College con Robert Bottone e Sulamita Aronovsky. Ha tenuto concerti in Europa, negli USA e in Gran Bretagna suonando con la London Symphony Orchestra diretta da Colin Davis, la Birmingham Symphony, la English Chamber Orchestra, la Israel Philharmonic diretta da Zubin Mehta, la Filarmonica Ceca con la direzione di Jiří Bělohlávek e l’Orchestra Sinfonica di Singapore. Altro gradito ritorno è quello di Ilia Kim che mercoledì 6 maggio sarà all’Auditorium San Barnaba di Brescia (ore 20.45). La pianista di origini coreane interpreterà le Variazioni su un valzer di Diabelli op. 120 di Beethoven, accostandole all’Aria di Gulda e al Preludio, Corale e Fuga di Franck. Ilia Kim, nata a Seoul, inizia gli studi musicali in patria. A undici anni esordisce con un recital nel Sae Jong Arts Centre della sua città natale, che le conferisce un premio per fanciulli eccezionalmente dotati, assegnandole una borsa di studio per recarsi all’estero. Nel 1988 si iscrive nella Hochschule der Künste di Berlino, diplomandosi nel 1994 col massimo dei voti. Segue quindi i corsi per concertisti al Mozarteum di Salisburgo, alla Hochschule für Musik und Theater di Hannover e all’Accademia Pianistica di Imola, dove si dedica anche al fortepiano. Dopo aver iniziato l’attività concertistica in Corea, suona in Germania, negli Stati Uniti (debutto nel 1994 alla Carnegie Hall di New York), in Austria, Francia, Svezia, Finlandia, Olanda, Romania, Croazia, Polonia, Portogallo, Messico, Brasile, Italia, Cina, partecipando fra l’altro al Musik Festival dello Schleswig‐Holstein, al Festival di Dubrovnik, al Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo (nel 2002, 2004, 2010, 2012) e ai Tiroler Festspiele di Erl (dal 2000 al 2005). Il suo repertorio comprende venticinque concerti per pianoforte e orchestra, eseguiti con varie formazioni sinfoniche.

Per informazioni: Brescia – tel. 030.293022; Bergamo – tel. 391 4619293; info@festivalpianistico.it; www.festivalpianistico.it

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