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Alla Fiera dei librai gran finale con Ben Pastor e Marco Travaglio

Sabato 2 e domenica 3 maggio gran finale della Fiera dei Librai di Bergamo: con Ben Pastor e Marco Travaglio si parla di guerra, potere e destino.

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Sul Sentierone nel week-end l’appuntamento è con il gran finale della 56esima edizione della Fiera di Librai di Bergamo. In programma ci sono numerosi incontri con ospiti illustri e iniziative per grandi e piccini.

Sabato 2 maggio alle 16:30 alla Domus, la Fiera dei Librai accoglie Ben Pastor, un’autrice che ama scrivere di soldati, e, anche ne “La strada per Itaca” (Sellerio 2014), non tradisce questa sua scelta narrativa. Protagonista è Martin Bora, l’investigatore di casi delicati per i servizi segreti della Wehrmacht, che si trova a Mosca. Mancano settimane all’attacco di Hitler alla Russia di Stalin, e l’ufficiale è aggregato al corpo diplomatico della capitale sovietica immersa ancora nel clima del patto Ribbentrop-Molotov. In questa veste, gli arriva una strana richiesta da parte del diabolico Beria: recarsi a Creta, appena presa dai tedeschi, per procurare al raccapricciante capo dello spionaggio sovietico sessanta bottiglie di un pregiatissimo vino cretese. Invece, giunto nell’isola piena ancora dei segni di un bagno di sangue, l’ufficiale-detective è posto di fronte a un compito ben diverso. Una famiglia di civili è stata massacrata nella sua villa, a quanto pare da una pattuglia di paracadutisti tedeschi. I servizi vogliono vederci chiaro, non solo per scagionare i soldati accusati di crimini di guerra e impedire un incidente diplomatico, ma anche per prevenire l’intervento della Croce Rossa e tenere lontane le SS di Himmler, interessate alla strage. Infatti, la vittima principale è un residente svizzero, esperto di antichità e storia della razza ariana e membro dell’Ahnenerbe, la società fondata da Himmler per studiare il passato mitico della razza ariana e sovrintendere a tutte le ricerche ancestrali e archeologiche. L’imbarazzo è grande, ed enorme il mistero. Per scioglierlo, Bora dovrà farsi carico di un’indagine che lo porterà a muoversi lungo piste divergenti.

Con “Slurp! Dizionario delle lingue italiane” (Chiarelettere 2015), arriva sabato 2 maggio alle 21 all’auditorium di piazza della Libertà, Marco Travaglio e la sua irriverente visione del mondo della politica. Vent’anni di lecchini, lecconi e lecca-lecca al servizio dei potenti. Un libro satirico, ma non troppo, su quei giornalisti che, nomi e cognomi, Marco Travaglio ritiene dei veri e propri voltagabbana della comunicazione. Dialoga con l’autore, Carlo Dignola giornalista de L’Eco di Bergamo.

Domenica 3 maggio, alle 16:30 alla Domus, Enzo Gianmaria Napolillo presenta il suo libro “Le tartarughe tornano sempre” (Feltrinelli 2015). Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l’estate per rivedersi a Lampedusa: mani che si intrecciano e non vogliono lasciarsi, sussurri e promesse. Poi, d’inverno, tante lettere in una busta rosa per non sentirsi soli. Finché, una mattina, nell’estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri cadaveri nell’acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra. Gli sbarchi dei migranti cominciano e non smettono più. L’isola muta volto, i turisti se ne vanno, gli abitanti aiutano come possono. Quando Giulia torna a Milano, il filo che la lega a Salvatore si allenta. La vita non è più solo attesa dell’estate e amore sincero, corse in spiaggia e lanterne di carta lanciate nel vento in una notte stellata. La vita è anche uno schiaffo, un risveglio, la presa di coscienza che al mondo esistono dolore e differenze. Una scoperta che travolge i due ragazzi e che darà valore a tutte le loro scelte, alla loro distanza e alla loro vicinanza. Giulia e Salvatore ora ne sono sicuri. L’isola è di chi rimane e di chi arriva. Non di chi se ne va. Non di chi dimentica. Dialoga con l’autore, Elena Catalfamo, giornalista de L’Eco di Bergamo.

Chi decide quando è il nostro tempo di morire? Che cos’è l’accanimento terapeutico? Cosa facciamo per la morte? Giuseppe Remuzzi presenta domenica 3 maggio alle 18 al Fuori Domus il suo libro “La scelta” (Sperling & Kupfer 2015). Facciamo di tutto per la nostra vita, perché sia più facile, più completa, più felice e anche il più lunga possibile. Giusto, giustissimo. E per la morte? Non ce ne occupiamo mai. Chi decide quando è il nostro tempo di morire? Che cos’è l’accanimento terapeutico? Quando le cure vengono spinte troppo oltre, sottraendo la decisione al singolo e negandogli magari la possibilità di salutare i suoi cari, di prepararsi, di lasciare la vita con dignità? Il professor Remuzzi, uno dei medici e dei ricercatori più apprezzati anche a livello internazionale, prende su questo tema una posizione netta, supportata dalla scienza, dalle migliaia di pazienti che ha assistito e dalla sua profonda umanità. Eluana Englaro e Terri Schiavo erano morte molti anni prima che venissero staccate le macchine. Decidere quando lasciare la vita è una scelta che non si può delegare. È una questione che riguarda noi, il medico e i famigliari. Difficile fare leggi valide per tutti. Ma non è l’unico tema cruciale affrontato in questo libro coraggioso e per certi versi dirompente. Come dire la verità ai pazienti senza togliere la speranza? Come parlare ai bambini malati terminali? Perché a volte è la paura che fa prendere decisioni discutibili ai medici? Pregare aiuta a guarire? Come risolvere l’enorme divario tra organi donati e persone in attesa di trapianto? Sono le domande su cui occorre riflettere, per la nostra vita e per le persone che amiamo, finché siamo in tempo. Dialoga con l’autore, Massimo Biza, psichiatra.

Per avere ulteriori informazioni e per consultare il calendario dettagliato delle iniziative della Fiera dei Librai di Bergamo è possibile consultare il sito internet www.fieradeilibrai.it oppure la pagina Facebook – Fiera dei Librai.

La Fiera resterà aperta tutti i giorni fino al 2 maggio dalle 9 alle 23, e domenica 3 maggio dalle 9 alle 20.

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Commenti

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  1. Scritto da Luca Lazzaretti

    Nessun paragone tra Pansa e Travaglio…ho detto che Travaglio mi ricorda Pansa…(che Travaglio tenda ai valori della sinistra è un parere, rispettabile, ma solo un parere tra i tanti).

  2. Scritto da ludo

    Marco Travaglio è uno dei migliori se non il migliore dei giornalisti italiani. Ha un’ottima capacità espositiva e di sintesi sia nello scrivere che nel parlare, le sue argomentazioni sono chiare e documentate e a differenza di altri usa le informazioni che ha semplicemente per farle sapere a tutti quando, pur essendo di dominio pubblico, molti altri le tacciono per servilismo

    1. Scritto da V

      Condivido anchio,ed aggiungo anche quelli di REPORT rai3 non sono malaccio…!

    2. Scritto da dark

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  3. Scritto da Luca Lazzaretti

    Peccato..un bravo giornalista come Travaglio, cresciuto con Montanelli e finito nelle braccia di Grillo…un po’mi ricorda il Pansa di Repubblica finito a far reclàme al Berlusca…ma dicono che solo gli stupidi non cambiano idea.Sarà così di sicuro.

    1. Scritto da Luigi

      Finché Travaglio tendeva a sinistra, andava tutto bene. Travaglio continua a tendere ai valori della sinistra, ma sono le sinistre politiche a non essere più tali…. Non è lui che è cambiato. E’ una parte politica (ex sinistra) che pur di essere tra i più tanti, tra chi maneggia il potere, si è regalata ad un boy scout che fa leggi elettorali prodromiche ad una dittatura. La Fiat Uno era l’auto più diffusa, ma non era certamente la migliore. Contenti voi della vostra “massa”…

    2. Scritto da TT

      Probabilmente lei legge molto MOLTO poco di spesso ciò che scrive Travaglio(in special modo nei riguardi del M5S e Grillo…)per paragonarlo ad un Pansa qualunque. Lo legga di più,poi magari potra anche giudicarlo meglio!

    3. Scritto da Tony

      Già, Berlusca e Grillo, stessa potenza economica e mediatica. Stessi interessi e maneggionamenti governando. Paragone proprio calzante tra Pansa e Travaglio. Mamma mia!!!

    4. Scritto da Intelletto

      Che punto di vista sagace, complimenti. Certamente dopo questo Suo commento l’Auditorium questa sera resterà deserto. Hahaha