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A Cesena punto prezioso Ed ora archiviamo questa triste stagione

Tra mille sofferenze non preventivate, il nostro Bore analizza il pareggio sudato dei nerazzuri al Manucci nel delicatissimo match-salvezza contro i romagnoli di Di Carlo. L'Atalanta di quest'anno è questa: "Prendiamoci la salvezza e voltiamo pagina".

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L’ennesima straordinaria prodezza di Pinigol tiene a galla l’Atalanta a Cesena e consente ai nerazzurri di pareggiare una partita di fondamentale importanza per la salvezza. Ma la squadra di Reja ha avuto a mio avviso la possibilità di fare bottino pieno al Manuzzi contro un Cesena che si è dimostrato squadra decisamente modesta.

Consueto lo schieramento iniziale col 4-4-1-1 con Benalouane inaspettatamente al posto di Stendardo a formare la coppia centrale con Masiello, Bellini e Dramè esterni difensivi, Zappacosta Ciga Carmona e Gomez a centrocampo e Maxi dietro all’unica punta, il rientrante Pinilla. L’Atalanta è partita subito bene, con manovre ficcanti e fluide durante una delle quali Gomez si è incuneato in area ma invece che passare la palla allo smarcatissimo Pinilla ha cercato il tiro facendoselo ribattere da un difensore. Il Cesena ha quasi sempre subito e si è reso pericoloso in una sola estemporanea occasione con un tiro da fuori area di Succi deviato in angolo dall’attento Sportiello. La ripresa riparte con un Cesena che sembra più grintoso dei primi 45 minuti, ma dopo 4 minuti sono i nerazzurri a passare con Pinilla che sfrutta un errore del portiere Agliardi.

Purtroppo, dopo il vantaggio l’Atalanta sembra calare il ritmo e dopo 6 minuti, su un’incursione in area di Brienza, Benalouane commette un ingenuo ed evitabile fallo sull’ex atalantino: calcio di rigore che lo stesso giocatore trasforma con precisione spiazzando Sportiello. I giocatori atalantini sembrano voler controllare la partita ma il Cesena spinge, per la verità più con le gambe che con la testa, alla ricerca dell’unico risultato che possa servirle. Reja sostituisce uno Zappacosta non convincente con l’ex cesenate D’Alessandro. A metà secondo tempo un’apertura laterale trova libero Carbonero (clamoroso l’errore di Dramè che invece che andare incontro alla palla per anticipare l’avversario, la aspetta facendosi anticipare) che avanza e da fuori area trova un gran tiro di interno destro imprendibile per l’estremo difensore atalantino. A questo punto l’Atalanta per un attimo vacilla e, sinceramente, temo che sia possibile perdere la partita.

Il mister nerazzurro nell’intento di dare maggior peso all’attacco inserisce Bianchi al posto del Papu Gomez, autore a mio avviso di una gara molto buona. Poco dopo entra anche Migliaccio a sostituire un positivo Cigarini, con il chiaro intento di aumentare l’offensività nel gioco aereo. D’Alessandro, davanti al suo ex pubblico, vuole dimostrare le sue capacità e si rende autore di buone giocate (anche se spesso pecca di poco altruismo). Durante una di queste si accentra partendo dalla fascia destra e tenta il tiro che viene ribattuto assumendo una traiettoria verso l’alto, Pinilla non ci pensa due volte e si alza in volo in una rovesciata pazzesca che si insacca alla destra di Agliardi. Squadre dome e paghe? Per nulla. Il bergamasco Perico ha sul piede il colpo dal 3 a 2 ma fortunatamente tira alto da 1 metro (con Dramè che stà a guardarlo). A pochi secondi dalla fine l’Atalanta potrebbe portarsi a casa i tre punti: in contropiede Bianchi si libera di un difensore ma, egoisticamente, invece che servire Benalouane solo davanti alla porta, vuole fare tutto da solo calciando fuori il pallone che avrebbe dato alla sua squadra la sicura permanenza nella massima serie.

Al triplice fischio Reja e Bianchi rischiano di venire alla mani, con l’allenatore nerazzurro giustamente infuriato per l’occasione sciupata.

Come avviene ormai da tutto il campionato troppe sono state le sbavature (per dirla eufemisticamente) difensive. L’unico giocatore del reparto difensivo sufficiente è stato, come sempre, Masiello, mentre ancora inguardabili Benalouane (incapace di marcare l’avversario senza commettere costantemente fallo) e Dramè (che, al contrario, l’avversario non lo marca proprio mai).

Buona la prova del Ciga, positivissimi sia il Papu che Maxi, grande Pinilla che infatti Reja aveva garantito essere in grande forma e lo ha dimostrato. Tirata d’orecchie sia a Migliaccio che a Carmona per due gialli stupidi che costeranno ad entrambi la squalifica.

Concludendo, pur conscio che questo punto lascia tutto inalterato e che mancano solo 5 giornate al termine, non posso che tristemente constatare che l’Atalanta di quest’anno è questa. Quindi auguriamoci che arrivi il più velocemente possibile la salvezza e poi vediamo di voltare pagina, ma ci sarà davvero tanto da cambiare.

Il Bore

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Commenti

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  1. Scritto da Dario

    Per me da rifondare è solo la difesa.Avessimo avuto Estigarribbia,Raimondi e il Papu da inizio stagione saremmo molto più tranquilli.

  2. Scritto da nino cortesi

    L’Atalanta prima di fare gli acquisti chieda ai leghisti.
    Mi raccomando!

  3. Scritto da nino cortesi

    Benalouane è il più forte difensore che abbiamo.
    Sul rigore manco l’ha toccato e se quel chiodo di Bianchi gli avrebbe passato il pallone erano 3 punti.
    Infatti lo vogliono la Roma e l’Inter.
    Ma non lo vogliono i razzisti di Bergamo che ce l’hanno anche con Boakyè un altro che segna pur giocando pochissimo. Reja non va bene.

  4. Scritto da Veronika

    Rifondiamo. L’anno prossimo ripartiamo da Suagher, Benalouane, Masiello, Biava, Baselli, Molina, Gomez D’alessandro, Estigarribia, Moralez, Pinilla, De Luca e Boakye. Facciamo cassa con Sportiello, Zappacosta, Cigarini e Carmona.
    Mister: Del Neri. Ds: Sartori

    1. Scritto da Aladin

      D’accordo con la rifondazione, ma radicale, tenendo solo Maxi e Zappacosta , azzererei l’attacco attuale. In difesa gente giovane e veloce, per cui mollerei Biava e Bena. Lancerei in prima squadra anche Grassi e Mangnini

  5. Scritto da Zanzara

    Difesa da rifare, pochissimi si salvano. Attacco, se Pinilla se ne va, da rivedere. Denis ormai è un’ombra del giocatore che conoscevamo. Ma, principalmente, rifare la squadra sotto il profilo tattico e mentale. Ma aspettiamo, non dire gatto se non l’hai nel sacco.

  6. Scritto da Lapalisse

    Vivo all’estero e riesco di rado a vedere l’atalanta, ieri si.
    Drame’ e Benalouane non avrebbero mai giocato nemmeno In serie C dieci anni fa.
    Pazienza….

  7. Scritto da giulio

    E’ vero, sarà una triste stagione, ma le rovesciate di Pinilla e Denis ce le ricorderemo per parecchio!!!