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Fai la carta d’identità? In 32 Comuni puoi decidere se donare gli organi

"Donare gli organi: una scelta in Comune" dà la possibilità ai cittadini di esprimere la propria volontà al momento della richiesta di rilascio o rinnovo della Carta d'identità: 32 per ora i Comuni bergamaschi che hanno aderito all'iniziativa.

Nel 2014 sono stati eseguiti 2.985 trapianti di organi ma in attesa ci sono altre 9.206 persone: 500 di queste in media muoiono perchè l’organo che per loro sarebbe vitale non è disponibile o non arriva in tempo.

Per provare a colmare questo evidente gap – sottolineato dal responsabile coordinamento prelievo e trapianto di organi e tessuti area provincia di Bergamo Mariangelo Cossolini – nell’autunno del 2014 Regione Lombardia, Federsanità, Anci e Aido Lombardia hanno promosso il progetto “Donare gli organi: una scelta in Comune” che consente ai cittadini, nei Comuni aderenti, di esprimere e registrare la propria volontà, di assenso o diniego che sia, al momento della richiesta di rilascio o rinnovo della Carta d’identità: dati che poi vengono inseriti direttamente nel Sistema Informativo nazionale dei Trapianti, senza il tramite dell’Asl che invece era fondamentale nella campagna “Scegli Oggi”.

Lanciata nell’autunno 2011, permetteva ai cittadini di registrare la propria volontà all’Ufficio Anagrafe del Comune che poi trasmetteva i dati al Distretto Asl di competenza: da qui, infine, al SIT. Al 28 febbraio 2015 sono 199 i Comuni che hanno aderito, in rappresentanza di circa il 93% della popolazione bergamasca, e 495 le dichiarazioni di volontà raccolte. Accanto alla possibilità offerta da questi due progetti, il cittadino può sempre recarsi direttamente nelle sedi dei Distretti Socio Sanitari Asl per esprimere la propria volontà rispetto alla donazione degli organi.

Il nuovo progetto riveste l’Asl del ruolo di regia dei processi e della formazione degli operatori delle Anagrafi comunali: in collaborazione con il Coordinamento del Centro Prelievo e Trapianti, inoltre, sono state già organizzate la prime giornate formative che si terranno nei primi giorni di maggio nella sede Asl di Bergamo. Sede in cui saranno coinvolti i 32 Comuni che hanno già aderito in provincia alla nuova campagna.

Un passo di avvicinamento importante verso la cittadinanza su un tema che troppo spesso passa in secondo piano: “Non è una scelta facile da prendere – ammette il direttore generale dell’Asl di Bergamo Mara AzziSollecitiamo però i cittadini a fare questa scelta perchè risolvono anche il problema futuro ai familiari che dovrebbero decidere al posto loro in un momento già di per sé difficile”.

“La campagna del 2011 – ha aggiunto il presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci Maria Carolina Marchesi – ha sensibilizzato e mosso il territorio, creando terreno fertile per l’arrivo di questo ulteriore passo avanti promosso dalla Regione. E’ una possibilità che dovrebbe avere un grande riscontro perchè questa è una scelta che può salvare tante vite”.

Un’argomentazione sulla quale ha concordato il direttore generale dell’azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII Carlo Nicora che ha innanzitutto sottolineato le proporzioni tra interventi chirurgici fatti all’ospedale cittadino, 22mila, e numero dei trapianti, 320: “I numeri però non ci devono far credere che sia un problema di pochi – ha commentato – Il trapianto è una terapia salvavita che può coinvolgere chiunque. A prescindere dalla scelta interiore, oggi è più facile farla, è stata resa più fruibile. L’organizzazione a livello ospedaliero c’è, a volte a mancare sono proprio gli organi: è un gesto semplice e di responsabilità”.

E’ stato posto infine il problema del costo delle software houses sulle quali si appoggia il progetto che per alcune amministrazioni ha rappresentato un ostacolo insormontabile: “Mi rifiuto di pensare che nelle pieghe del bilancio non si riescano a trovare 500 o mille euro da destinare al progetto – ha commentato Leonida Pozzi, presidente consiglio regionale AIDO Lombardia – E’ un ostacolo assurdo, non può essere questo il freno”.

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