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Dallo Sputnik al Bosone: Pasquale Emanuele e le sue poesie

Pasquale Emauele, poeta originario di Zafferana Etnea, instancabile promotore culturale e fondatore a Bergamo, nel lontano 1973, del Gruppo Artistico Fara Stabile di Poesia, presenta la sua ultima raccolta poetica, "Poesie. Dallo Sputnik al Bosone. Cronache di un vissuto".

Pasquale Emauele, poeta originario di Zafferana Etnea, instancabile promotore culturale e fondatore a Bergamo, nel lontano 1973, del Gruppo Artistico Fara Stabile di Poesia, presenta la sua ultima raccolta poetica, "Poesie. Dallo Sputnik al Bosone. Cronache di un vissuto".

Giovedì 30 aprile, alle 17.30, allo spazio Domus in Piazza Dante, l’autore incontra il pubblico insieme alla poetessa Enza Capocchiani, per parlare della sua ultima fatica, confezionata in occasione dei suoi novant’anni.

Dopo numerose raccolte di versi a taglio tematico, come "Diario di fabbrica" (1978) sull’esperienza di lavoro dipendente nel settore tecnico-industriale, "Il poeta in galleria" (1997) sul rapporto con gli artisti e le arti visive, "E tutto è Etna" sulle suggestioni della terra di Sicilia, questo volume si pone come una sintesi di tutte le intersezioni di vita e di arte, di lotta e slancio lirico, di lavoro e di utopia che hanno segnato fin qui il lungo percorso esistenziale e creativo di Pasquale Emanuele.

Si tratta di un diario di viaggio entro gli orizzonti della storia e del mito, attraverso il significato dei fatti e la forza delle idee. La copertina ben lo rappresenta, grazie all’efficace grafica dall’illustratore Guido Scarabottolo. Ma è anche il documento di un indefesso impegno stilistico e di una sfida linguistica non convenzionale: la sua scrittura, infatti, vive di una intensa ibridazione di poesia e prosa, frutto di una ricerca letteraria che lo ha visto partecipe e interprete delle luminose stagioni di "Nuova Corrente", "il menabò", "Rendiconti".

E’ una tessitura coraggiosa di parole quella di Emanuele, capace di intrecciare con disinvoltura sonorità omeriche e clamori di fabbrica, il mito e la resistenza civile, percorrendo la storia recente dai primi incubi della guerra fredda agli anni duri delle contese di classe, alle derive disorientate dell’oggi. Si alternano nel volume cronache d’arte, di scienza, d’ambito storico-politico, tra squarci paesistici di mare e di terra, rurali o urbani: una trepida veduta di Zafferana Etnea, un fausto saluto al primo Sputnik lanciato nello spazio, un reclamo fiero di diritti umani e sindacali tra le mura di un’industria del nord-ovest. La terra, il progresso, il lavoro. Ne deriva l’impressione di una poesia al passo con i tempi, radicata nella concretezza del quotidiano, testimone delle epoche che attraversa e illuminata da vividi slanci di idealità e di sogno.

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