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Primo Maggio a Bergamo: la solidarietà fa la differenza

"La solidarietà fa la differenza. Integrazione, lavoro, sviluppo. Rispettiamo i diritti di tutti, nessuno escluso": con questo slogan a fare da filo conduttore, Cgil, Cisl e Uil di Bergamo hanno presentato le iniziative organizzate in città in occasione del Primo Maggio, festa dei lavoratori.

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"La solidarietà fa la differenza. Integrazione, lavoro, sviluppo. Rispettiamo i diritti di tutti, nessuno escluso": con questo slogan a fare da filo conduttore, Cgil, Cisl e Uil di Bergamo hanno presentato le iniziative organizzate in città in occasione del Primo Maggio, festa dei lavoratori.

Uno slogan scelto a livello nazionale prima che avvenisse la tragedia nel canale di Sicilia e che si trova a rappresentare in modo perfetto questo particolare momento storico: a Bergamo i sindacati si sono già mossi con una manifestazione per la solidarietà ai migranti che muoiono ogni giorno per avere i loro diritti e la raggiungere in un altro paese diverso la proprio la libertà.

La giornata di venerdì inizierà alle 9 con il ritrovo al piazzale della stazione: alle 9.30 partirà poi il corteo per le vie del centro con arrivo alle 11 in piazza Vittorio Veneto dove prenderà la parola Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl Nazionale, preceduto da Luigi Bresciani, segretario generale della Cgil Bergamo e Amerigo Cortinovis, segretario organizzativo della Uil Bergamo.

La chiusura, attorno alle 11.30, è affidata al reading-concerto dell’Associazione Libera Musica "Scritture-Storie di lavoro al tempo della crisi", con la musica che accompagnerà la lettura di 9 racconti inediti scritti appositamente per l’iniziativa da Gianni Biondillo, Giuseppe Conte, Erri De Luca, Vivian Lamarque, Valerio Magrelli, Dacia Maraini, Laura Pariano, Tiziano Scarpa e Andrea Vitali.

Ma l’incontro, nella sede della Uil di via San Bernardino, è stato anche l’occasione per fare il punto delle proposte sindacali sui temi dello sviluppo, del rilancio del territorio, della ripresa economica, delle politiche attive del lavoro e della riqualificazione professionale.

Al centro rimane ovviamente il tema del lavoro e dell’occupazione, in particolare quella giovanile: l’idea è quella di allargare il tavolo del Modello Bergamo a Comune, Provincia e Camera di Commercio che coinvolga più attori possibili per il rilancio del territorio. Una cabina di regia che, partendo dall’indagine OCSE, definisca un’agenda con priorità e risorse da destinare a investimenti straordinari in infrastrutture, opere pubbliche e formazione, recuperando risorse dall’allentamento dei vincoli europei dalla modifica del patto di stabilità.

Di fondamentale importanza, poi, il miglioramento delle competenze dei lavoratori occupati, un maggior sostegno e incontro tra la scuola è il lavoro. In questa direzione va l’attivazione di un osservatorio territoriale per il mercato del lavoro che può intrecciare domanda e offerta tramite l’utilizzo serio delle politiche attive.

Di un certo rilievo anche il tema della distribuzione della ricchezza prodotta in favore dei redditi più bassi dei lavoratori e pensionati che, invece, negli anni della crisi a Bergamo hanno visto allargarsi sempre di più la forbice che li separa dai ricchi.

Per Bergamo rimane fondamentale il rilancio del settore manifatturiero: in provincia rappresenta un terzo delle attività, il 35% del valore aggiunto e il 34% dell’occupazione.

"I Segnali di ripresina e i dati incoraggianti del primo trimestre devono essere confermati – hanno sottolineato i segretari generali di Cgil e Cisl Bergamo Luigi Bresciani e Ferdinando Piccinini e il segretario organizzativo della Uil Amerigo Cortinovis – Non dobbiamo farci illudere perché la strada è ancora lunga, a partire dal rilancio dei consumi interni. C’è ancora molto da fare per il mondo del lavoro ma il Primo Maggio dovrà anche essere una giornata di festa, non solo di impegno".

Parallelamente alle iniziative per il Primo Maggio, i sindacati hanno sottoscritto con Confindustria una lettera indirizzata al direttore dell’Inps Boeri: le richieste su questo versante riguardano in particolare modifiche alla riforma Fornero che "a Bergamo ha causato gravi difficoltà di avvicendamento generazionale nel Mondo del lavoro: una lettera congiunta in cui inseriamo le nostre proposte, chiedendo di rivedere, tra le altre cose, criteri di maturazione del diritto alla pensione e utilizzo del ponte generazionale".

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