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L’arresto di Bossetti-Video Pedinato con la famiglia a Oriocenter, poi alcoltest

Emergono nuovi dettagli sull'operazione che lo scorso giugno ha portato in carcere Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello che lunedì è stato rinviato a giudizio per il delitto di Yara Gambirasio

 Pedinato dai militari in borghese fino a Oriocenter dove si era recato con la famiglia. Emergono nuovi dettagli sull’operazione che lo scorso giugno a portato in carcere Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere di Mapello che lunedì è stato rinviato a giudizio per il delitto di Yara Gambirasio (Leggi QUI). 

Un’indagine molto articolata quella sull’omicidio della tredicenne di Brembate Sopra, scomparsa il 26 novembre del 2010 e ritrovata cadavere tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola. 

Un lavoro complesso condotto dal pm Letizia Ruggeri, iniziato subito quella sera del 26 febbraio. Il 15 giugno 2011 gli investigatori isolano una traccia di dna maschile sugli slip della ragazzina che, a differenza degli altri tre già esaminati, non sarebbe suscettibile di contaminazione casuale. Sarebbe il dna dell’assassino, che viene definito "Ignoto 1".

Dopo un lungo lavoro fatto di rilievi e confronti, tre anni dopo, la sera di venerdì 13 giugno 2014, gli inquirenti arrivano a Massimo Giuseppe Bossetti, un muratore bergamasco, sposato e padre di tre figli, all’apparenza insospettabile. 
Viene così organizzato un pedinamento per verificare se il suo dna sia compatibile con quello ritrovato sugli indimenti intimi di Yara. Un militare in borghese, la domenica mattina, si apposta all’esterno dell’abitazione dell’uomo. Bossetti esce di casa e si reca con la moglie Marita e i tre figlioletti a Oriocenter, per la spesa settimanale. Dietro di loro il carabiniere, che lo segue passo passo nella speranza che il carpentiere getti un mozzicone di sigaretta o beva un caffè e lasci le sue tracce sulla tazzina. Ma nulla, Bossetti dopo aver terminato di fare acquisti, poco prima di mezzogiorno, torna a casa insieme ai familiari.  

Il militare, insieme ad alcuni colleghi, decide allora di organizzare un finto posto di blocco con alcoltest nelle vicinanze dell’abitazione di Mapello, che la moglie Marita aveva poi descritto in un’intervista come molto strano.
I carabinieri fermano l’auto dell’uomo per sottoporlo all’esame e raccolgono il suo dna dalle tracce di saliva rimaste sull’apparecchio. Partono i confronti e nella notte si arriva all’epilogo: Ignoto 1 è Massimo Giuseppe Bossetti. 

Il pomeriggio seguente, gli agenti si recano nel cantiere di Seriate dove l’uomo sta lavorando con i colleghi e lo prelevano per portarlo in caserma a Bergamo. 
Il video integrale di quel giorno trasmesso da Quarto Grado: 

Commenti

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  1. Scritto da Francesco

    Una valenza mediatica senza precedenti….sembra un’indagine condotta con perfezione al micron? Come è stato possibile ipotizzare la somiglianza del DNA con quello di Guarinoni, uomo morto nel 99? Un puzzle impressionante di intrecci fra basi azotate e possibili combinazioni genealogiche……una macchia di sangue (ma altre tracce biologiche non identificate)…..mah…..chi è colpevole deve essere punito, ma non emettiamo sentenze fino alla fine….

  2. Scritto da sergio pradella

    Come possono dire che e’ il colpevole? non so’ se’ un test del d.n.a. possa stabilire certa cosa, puo’ essere stato messo da’ qualsiasi ……

    1. Scritto da Enzo

      se non lo sai stai zitto Grazie

  3. Scritto da Giacché ....

    Il pedinamento è un atto di routine durante le indagini ma, che sia avvenuto come è raccontato qui, è molto, molto improbabile, direi inverosimile!

  4. Scritto da Andrea

    Non so se questo uomo sia colpevole o meno… Di certo a lui e alla sua famiglia non è stato risparmiato nulla.. Dispiace per i suoi figli ma quello che mi chiedo è se fosse davvero necessario pubblicare certe cose…

  5. Scritto da tex

    sono indeciso fra Bossetti e la polizia per decidere chi fa più pena e si rende ridicolo !!!!

  6. Scritto da lilli

    E’ un video che a me personalmente ha colpito molto. Il fatto che sia stato mostrato in tv non mi è piaciuto per niente. Io non so se sia colpevole o meno non posso giudicare, per questo c’è il tribunale ed i giudici, ma non avrei reso pubblico il video soprattutto per tutelare i suoi figli, che a loro volta diventano vittime di questa situazione.

  7. Scritto da Luciano Avogadri

    Sono allibito dal comportamento degli operatori di giustizia in questo caso, a partire dall’incivilta dimostrata verso tutti i familiari, per finire con la beceraggine di quest’ultima operazione. Apprezzo molto gli interventi di condanna espressi dal CSM, dalla sempre presente ANM, e da tutti i garantisti.

  8. Scritto da Sére

    Non esprimo opinioni sulla colpevolezza o innocenza del Bossetti, lascio l’onere alla Giustizia. Ciò premesso devo proprio dire che il video che qui ho visto e che mia moglie ha visto su Rete4 è proprio avvilente. Cinismo di chi ha fornito le immagini e di chi le ha trasmesse. Indipendentemente dalla colpevolezza del soggetto, ormai inerme e in responsabilità delle forze dell’ordine. Che invece appaiono poco coordinate (creano confusione e sono senza auto per l’arrestato). Boh???