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Auchan, 1.426 esuberi 29 i tagli a Bergamo Sciopero il 9 maggio

Auchan ha annunciato a delegati e lavoratori il taglio di 1.426 persone: nei punti vendita della provincia di Bergamo gli esuberi sono 29. Provvedimenti più consistenti e rapidi di quanto preventivato: confermato lo sciopero del 9 maggio.

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Tagli più consistenti (ed anche più rapidi) del previsto sono stati annunciati oggi da Auchan Italia anche in provincia di Bergamo, attraverso la convocazione (questa mattina alle 8.30) dei delegati delle RSU o, nei punti vendita non sindacalizzati, attraverso riunioni “in plenaria” con tutti i lavoratori. Già da giorni voci di esuberi circolavano fra dipendenti (circa 700 in bergamasca) e sindacalisti: la stima era di circa 1.100 posti a rischio in tutt’Italia.

L’annuncio riguarda, invece, 1.426 esuberi (dei circa 12mila in organico), distribuiti in maniera omogenea tra nord, sud e centro Italia (e non, invece, concentrati al sud, come inizialmente previsto).

Nei punti vendita orobici (cioè a Bergamo, Antegnate, Curno e nel magazzino di Calcinate) i posti a rischio sarebbero 29, tutti concentrati nel punto vendita cittadino di via Carducci. 

“Auchan Italia continua, dunque, a prendere unilateralmente le sue decisioni, senza mostrare alcuna intenzione di tornare al tavolo della trattativa” ha commentato Luisella Gagni della FILCAMS-CGIL di Bergamo. “Con le assemblee della prossima settimana e con la mobilitazione del 9 maggio cercheremo di mandare un segnale chiaro di contrarietà all’azienda. Da oggi, cioè dall’annuncio ufficiale degli esuberi, abbiamo per legge (procedura per i licenziamenti collettivi) 45 giorni di tempo per cercare di riavviare una trattativa, poi 30 giorni tecnici per la convocazione al ministero. Siamo rimasti sorpresi sia dal volume dei tagli che dalla velocità con cui sono stati avviati”.

Resta confermata nel punto vendita di Bergamo l’assemblea già prevista per il 4 maggio: l’appuntamento è dalle 7.30 del mattino alle 7 di sera, con quattro diverse assemblee a seconda dei turni. Per il 6 maggio, poi, è stato fissato anche il ciclo di assemblee a Curno. Confermato anche lo sciopero già proclamato unitariamente per il 9 maggio.

Ricordiamo che il 12 marzo la trattativa in corso per superare la crisi interna all’azienda aveva subito una battuta d’arresto di fronte alla richiesta di Auchan di procedere a deroghe al Contratto nazionale in materia di demansionamento, rinuncia alla quattordicesima mensilità strutturale per il sud e temporanea per i punti vendita del nord, oltre alla sospensione degli scatti di anzianità e del contratto integrativo.

“In pratica, in pochi giorni, dal 24 febbraio al 12 marzo, l’azienda ha fatto in modo di chiudere la partita, senza il tempo di entrare nel merito delle singole questioni, ma facendo trapelare l’ipotesi concreta di un taglio massiccio dell’organico” aveva spiegato Luisella Gagni nei giorni scorsi.

"Siamo sorpresi da questa ennesima iniziativa dell’azienda – commenta il segretario generale della Fisascat Cisl di Bergamo Alberto Citerio – Non abbiamo mai nascosto che i problemi all’interno del gruppo siano evidenti, ma a Bergamo c’erano spazi considerevoli per una trattativa, negata da mesi, e condizioni certe per un accordo, che inspiegabilmente l’azienda non ha mai veramente ricercato. Dopo la disdetta del contratto adesso giungono questi esuberi senza ragion d’essere per Bergamo. L’azienda prosegue con questo atteggiamento lesivo della dignità dei lavoratori. Vengono per questo confermate le assemblee già in programma per il prossimo 4 maggio e lo sciopero generale di tutti i supermercati italiani, che il 9 maggio manifesteranno per l’intera giornata. Il sindacato è disponibile ad affrontare con senso di responsabilità i problemi dell’impresa ma ciò deve però avvenire nel rispetto degli interesse e dei diritti dei lavoratori, non scaricando unicamente su di essi il peso di una ristrutturazione selvaggia". 

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Commenti

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  1. Scritto da planets

    ricordo a tutti quelli che hanno la memoria corta che il governo berlusconi con la sua allegra gestione ci ha regalato quasi 600 miliardi di debito pubblico, che si paga in aumento di tasse e tagli ai servizi, renzi mi sembra il suo degno successore, la dc ha ripreso in mano le redini del paese…quello che ci meritiamo

    1. Scritto da il polemico

      e dopo il belrusca quanto è aumentato il debito,cosi giusto per informarci?e quanto aumenterà ancora in futuro?debito che nessuno stato salderà mai,germania compresa,quindi ocme diceva il berlusca,perchè preoccuparsi di una cosa che non preoccupa nessun paese?

  2. Scritto da faina

    sabato all’auchan bg ho notato i seguenti prezzi: 1 coca-cola zero a 1,55; la confezione da 2 a 3,19

  3. Scritto da il polemico

    si era cominciato con l’iper,poi è arrivata mercatone uno,ora auchan.questi sono gli effetti dell’austerity varata da 3 anni a questa parte per aiutare le banche e mantenere le pensioni dei superpolitici,quando alla gente viene concesso di pagare le tasse a rate,significa che non ne hanno più da spendere nei consumi….le società colpite da questi esuberi sono da decenni radicate sul territorio,non si può nemmeno dire che hanno fatto il passo più lungo della gamba..aspettando l’esselunga?

    1. Scritto da andrea

      … austerity varata per aiutare le banche…
      Incredibile, io pensavo fosse un complotto della Cia che aveva convinto le giunte leghiste ad autorizzare l’aperura di tanti centri commerciali in modo da infiltrarci agenti segreti per spiare la spesa delle casalinghe!!!

      1. Scritto da il polemico

        èèèèèè pensavi male,niente cia,solo mps.per i centri commerciali,piacciano o meno,creano posti di lavoro,se poi agli elettori del pd questa cosa fa ribrezzo,meglio i licenziamenti del job act…altro non saprei che dirti

  4. Scritto da alberto

    lavoro in auchan da 22 anni e l’azienda sta attuando tutto cio’ che gli viene permesso dal job act.
    incredibile che questo governo abbia trovato consensi anche nella classe operaia
    SVEGLIATEVI GENTE
    oggi a me domani a voi…………………….

    1. Scritto da dreamjob

      fino a quando esiste la percezione di un Io ma rimane assente la percezione di un Voi la gente seguiterà a fari i propri non pensando che domani la ruota può girare tra leggi balzelli e regole che cambiano e addio posto fisso benvenuto precariato…

  5. Scritto da Alberto

    Il pentolaio ci dice ogni giorno che la crisi grazie a lui è finita e la crescita è partita, e chi non ci crede è un terrorista gufo eversore. Poi i giornali, quasi ogni giorno, ci informano di nuove decine/centinaia di licenziamenti, e allora delle due l’una: che sia forse il pentolaio a spararle grosse? Che sia per questo che viene soprannominato anche “il bomba”?

    1. Scritto da Maurizio

      Il “pentolaio” ? E come chiami allora quello che diceva che eravamo tutti ricchi ? Tutto esaurito da tutte le parti,forse nelle camere di Arcore !

      1. Scritto da somarone

        Ma questo è malato. Curati l’ossessione. La scusa ormai non regge più. Sono passati 3 anni, e quando c’era quello di Arcore, non c’erano questi licenziamenti, somarone!

    2. Scritto da Umberto

      Ottima analisi.E’ colpa di Renzi. Come è tutto più semplice cosi no ? invece il fatto che esistano ben 2 supermercati Auchan a solo un paio di km di distanza non conta nulla vero ? Che in tutta la città e l’hinterland ci siano non so quanti supermercati non conta nulla vero? Iper seriate, Iper Orio,Mapello, 2 torri stezzano, esselunga curno, vari Famila e qualcuno ancora che dimentico non sono un po’ troppi? Non è che qualcuno ha sbagliato i conti ?TROPPI CENTRI COMMERCIALI

      1. Scritto da Patrizia

        Sono pienamente d’accordo con lei, ho un negozio in un centro commerciale e per alcuni anni si e’ lavorato bene.
        Poi colpa da una parte la crisi ma dall’altra di un’incessabile apertura di nuovi centri commerciali il lavoro s’e’ dimezzato,e ancora oogi stanno aprendo nuovi supermercati.
        Chiudono le fabbriche e aprono attivita’ commerciali, c’e’ qualcosa che non va’, non riesco a capire!!!

      2. Scritto da il polemico

        il successo di un centro commerciale si misura dal gradimento del pubblico,quindi se nei centri commerciali di bergamo e limitrofi c’è sempre gente,come si può affermare che la colpa è dei troppi centri commerciali?ieri orio,curno,stezzano e il globo di busnago non erano pieni,ma strapieni.semmai,grazie al triplicamento di tasse e pagamenti vari,la gente ha meno denaro per gli acquisti,ma ocme disse il governo ,lo spread è basso,l’europa è contenta,proseguiamo cosi

      3. Scritto da Franco

        Renzi deve contrastare radicalmente il cancro dell’Italia con leggi impopolari verso la sua casta: corruzione, collusioni, assistenzialismo, spesa pubblica fuori controllo, burocrazia, tassazione improponibile, sprechi, privilegi e vitalizi inconcepibili per gli umani normali. Solo così, qualcuno avrà voglia di nuovo di consumare e far impresa in questo malnato paese. Se non lo fa lui che può legiferare…..

      4. Scritto da Franco

        Ehm, s’è accorto che sono per strada anche numerosi operai di fabbriche? Non è colpa di Renzi, solo che lui non prende drastiche misure di rilancio della credibilità nel nostro paese, per far sì che possa ripartire concretamente il lavoro. Depenalizza i reati, non taglia tasse e burocrazia, non va contro la casta dei privilegi politici…. Ma chi deve risollevare il paese, se non lui con leggi adeguate? Ha voluto ministre solo per il viso carino….

        1. Scritto da Alberto

          L’unica cosa che sta tagliando sono le detrazioni a famiglie e imprese, vendute però dalla stampa come tagli e razionalizzazioni. Sono quindi altre tasse per noi popolino, che però viene sempre distratto da notizie date in modo falso e disonesto.

  6. Scritto da Riccardo

    Bene, adesso Auchan ha perso un cliente in più. E spero che dopo questa storia anche altri clienti non ci mettano più piede.

    1. Scritto da Elisabetta

      Questa si che è una reazione intelligente!29 famiglie che restano senza stipendio…le ospiti a casa tua a mangiare?

    2. Scritto da Testina fine

      Non l’ha perso l’Auchan,il cliente, testina. L’hanno perso i suoi lavoratori.