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Treviglio, blogger aggredito Aveva filmato la contestazione a Pezzoni

Colpevole di aver filmato la contestazione al sindaco di Treviglio Beppe Pezzoni. Per questo motivo Emy Zanenga, blogger di Treviglio.tv, è stato malmenato nella serata di sabato 25 aprile. Due persone lo hanno aspettato sotto casa, uno degli aggressori gli ha sferrato un pugno e lo ha sbattuto contro una siepe.

Colpevole di aver filmato la contestazione al sindaco di Treviglio Beppe Pezzoni. Per questo motivo Emy Zenanga, blogger di Treviglio.tv, è stato malmenato nella serata di sabato 25 aprile. Due persone lo hanno aspettato sotto casa, uno degli aggressori gli ha sferrato un pugno e lo ha sbattuto contro una siepe. Zanenga è poi andato all’ospedale di Treviglio per farsi medicare le ferite e in seguito ha presentato una denuncia al commissariato. Il blogger aveva filmato con il suo smartphone la contestazione al sindaco Beppe Pezzoni da parte di alcuni esponenti di “Treviglio antifascista”. Uno sparuto gruppo di manifestanti ha iniziato a urlare proprio mentre il primo cittadino si accingeva a leggere il discorso preparato per celebrare la liberazione dal nazifascismo.

E’ proprio il sindaco Pezzoni a condannare l’episodio: “L’intolleranza non ha colore, può essere nera o rossa, verde o bianca, può venire da una parte o dall’altra. Ed anche la violenza non ha colore, ma solo vittime ed artefici. Non esiste che qualcuno possa pensare di rovinare una mattinata di festa, il più possibile condivisa, in nome delle sue ragioni che gli paiono essere "più ragionevoli" di quelle di chi la pensa diversamente da lui.  Non esiste che, in nome della libertà, la propria, si possa limitare quella di altri.  Non esiste che una Città, ancora una volta, debba vedere l’intervento delle forze dell’ordine per limitare gli eccessi di pochi facinorosi che si arrogano il diritto di fare quello che vogliono, impedendo ad altri l’espressione delle proprie idee.  Non esiste che li si giustifichi perché "sono ragazzi", perché "li conosco e non farebbero mai cose simili". Non esiste che un videogiornalista locale venga atteso sotto casa, la notte, e minacciato e malmenato per aver fatto il suo lavoro, documentando quanto accaduto. La mia piena solidarietà ad Emy Zanenga; anche il suo lavoro è garanzia di informazione e si basa sulla libertà di espressione e di cronaca, duramente conquistate. Quelle libertà che anche ieri qualcuno, in nome di non so che cosa, ha voluto negare agli altri”.

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