BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il reporter aggredito dagli antagonisti a Treviglio: “Ho fatto solo il mio lavoro”

Ha filmato tutta la protesta senza perdere nemmeno un secondo delle urla che hanno disturbato il sindaco Beppe Pezzoni durante la cerimonia del 25 aprile. Emilio, reporter di Treviglio Tv, ha fatto semplicemente il suo lavoro. E per questo motivo è stato aggredito a casa sua da due antagonisti che in mattinata avevano partecipato al presidio non autorizzato.

Ha filmato tutta la protesta senza perdere nemmeno un secondo delle urla che hanno disturbato il sindaco Beppe Pezzoni durante la cerimonia del 25 aprile. Emilio, reporter di Treviglio Tv, ha fatto semplicemente il suo lavoro. E per questo motivo è stato aggredito a casa sua da due antagonisti che in mattinata avevano partecipato al presidio non autorizzato. “Si sono presentati di fronte al cancello di casa mia – spiega Emilio -. Hanno iniziato a insultarmi e minacciarmi. “Ti spacchiamo la testa” – dicevano. Io sono entrato nel cortile e uno dei due mi ha seguito. Mi sono spazientito e ho gli ho detto di andarsene. A quel punto mi ha sferrato un pugno e dopo una breve colluttazione sono finito in una siepe. Lui mi si è messo sopra e mi ha schiacciato. Ho deciso di andare all’ospedale per farmi curare. Poi sono passato al commissariato dove presenterò denuncia”.

La Polizia è già sulle tracce dei colpevoli. “Mi hanno detto che i due aggressori sono noti, fanno parte di un collettivo attivo nella Bassa. Noi non abbiamo fatto nient’altro che documentare quello che stava accadendo. Eravamo in piazza per le celebrazioni ufficiali, non certo per la protesta di cui abbiamo appreso solo in quel momento. Ironia della sorte quelle scene sono state immortalate su tanti smartphone, anche quelli di cittadini. Tutti hanno visto e filmato i manifestanti, ma sono venuti ad aggredire me”.

Emilio ha ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà: “Mi ha fatto molto piacere, anche perché sono arrivati da ogni parte politica in modo trasversale. A Treviglio non è mai successa una cosa del genere e spero non accada mai più”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Luis

    I fascisti sono sempre uguali, qualunque sia la bandiera sotto cui si nascondono alla fine quello che gli interessa è il bastone…gli stessi intolleranti che fischiano la Brigata Ebraica che ha rischiato la pelle per liberarci 70 anni fa, schierandosi contro la storia ed i valori che a parole dovrebbero onorare, sono solo fascisti mascherati, e poi è facile prendersela con uno armato solo di videocamera…

    1. Scritto da Coppa Italia 62/63

      Forse ho capito male,ma non sono stati i rossi a menarlo?

      1. Scritto da Luis

        Era ironia, evidentemente sprecata, rossi o neri, se uno mena un altro solo per intolleranza è sempre e comunque un FASCISTA, qualunque bandiera usi, infatti per me i terroristi sono stati tutti totalitari e faziosi, le idee sono un conto, menare ed ammazzare sono solo prepotenza, ferocia e crudeltà, quindi tirate voi le conclusioni…

  2. Scritto da aldo

    a questi 3 mesi di carcere nell 41 bis ..e risarcimento sostanzioso