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Riapre l’accademia Carrara Un’inaugurazione magica Guarda foto, video e social fotogallery video

Una dama leggiadra vola nel cielo, si libra nell'aria grazie a una nuvola di palloncini. Arlecchino cammina sulla facciata impreziosita dalla luce sfidando la forza di gravità. L'accademia Carrara riapre con un'inaugurazione magica.

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di Paola Suardi

TORNATE A CASA! NON SIAMO PRONTI!” Arlecchino spalanca una finestra dal secondo piano dell’edificio che dal 1796 è l’Accademia Carrara e si rivolge alla folla che gremisce Piazza Carrara. Stupore, incanto e meraviglia sono stati i sentimenti che hanno attraversato occhi, cuore e mente di chi era lì a godersi la riapertura della prestigiosa pinacoteca.

Dopo sette anni di chiusura per il restauro dell’edificio e il riallestimento del museo, la Carrara riapre con una performance di piazza del Teatro Tascabile di Bergamo.

Un intervento spettacolare creato appositamente per la cerimonia di inaugurazione; una successione di quadri che propongono colori, luci e musiche di grande suggestione.

I colori sorgono dal nero e fluttuano, danzano in gioiose e poetiche scenografie volanti.

A far da padrone di casa un personaggio di indiscussa autorità e popolarità , Arlecchino appunto, che prima con le gambe a ciondoloni dalla finestra poi calandosi lungo la facciata ci spiega che non si può inaugurare perché “i Russi si son tenuti il Lionello di Pisanello” (il ritratto di Lionello d’Este, dipinto attorno al 1441).

E tutti stupiti, attenti, a chiedersi dove si vuole andare a parare.

Ma arrivano i Russi, in Jeep Renegade, e paludati da sbuffi di fumo riportano il Pisanello. Allora si può incominciare! Lo stupore lascia il posto all’incanto: grossi palloni colorati emergono dal buio nel cortile della Carrara e abilmente manovrati danzano al ritmo di musica russa, poi si librano nel cielo di questa mite serata d’aprile.

Gli occhi di tutti li seguono verso l’alto ma poi tornano giù, alla corte, dove è cambiata la musica e sono apparse bandiere e sbandieratori.

E tornano altri palloni che questa volta levandosi rivelano di portare con loro piccoli fuochi, difatti i palloni si disfano e liberano una pioggia di grossi coriandoli, come petali, su tutti i presenti.

Che bello!

Poi di nuovo il buio e dal nero angeli bianchi – se non fosse per le ali potrebbero essere gli eleganti fantasmi dei collezionisti e benefattori del passato che hanno fatto grande la Carrara con le loro donazioni – che introducono un altro quadro.

Ed è meraviglia: dal cielo giunge un enorme grappolo di palloncini bianchi al quale è attaccata una ballerina, un’acrobata, una fata?

Sono momenti emozionanti, tutti col naso all’insù, la gente è felice, scatti e video non si contano.

Molti ragazzi parlano al cellulare con gli amici che sono lì, ma chissà dove in mezzo alla folla nella bella e vivace via San Tomaso, e si capisce una certa sorpresa. Non si aspettavano tutto questo. (Ma allora i bergamaschi non si entusiasmano e riempiono le strade solo per gli Alpini…).

Quando lo spettacolo termina sul cancello della corte compaiono le autorità.

Il sindaco Giorgio Gori ringrazia tutti i concittadini venuti a onorare questo momento e monumento così importante per la cultura di Bergamo, sottolinea la volontà di riuscire a inaugurare in coincidenza con l’inizio di EXPO.

Ringrazia le passate amministrazioni e tutti coloro che tenacemente han reso possibile la riapertura.

Legge il messaggio pervenuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che parla di “imponente opera di ristrutturazione” e quello del ministro dei Beni e delle Attività Culturali Franceschini che ritiene la Carrara “un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, da emulare”.

Tocca ad Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco, che ricorda il ruolo di discreto accompagnamento e sostegno di chi ha duramente lavorato.

Poi Tito Lombardini, presidente del Consiglio d’Amministrazione della Carrara, sull’onda dell’entusiasmo che si è creato ed è palpabile, si rivolge idealmente al conte Carrara, gli dà del tu, si congratula con lui e lo saluta: ciao Giacomo!

Chiude l’assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti che torna a sottolineare il valore civile espresso dal collezionismo antico e dal mecenatismo della città – e non solo – a favore della pinacoteca. Garbo e entusiasmo, cultura e piazza, radici e apertura, stupore e incanto.

E la meraviglia continua per chi attende paziente – e sono tanti- di visitare la pinacoteca dove sono tornate a brillare le vere “stelle”, i capolavori.

Ha ragione Piazzoli quando dice con Dante, accennando alle vicissitudini di questi sette anni, “e uscimmo a riveder le stelle”. Ora la Carrara rifulge nuovamente, lasciamoci illuminare visitandola spesso, portandoci parenti, amici vicini e lontani, c’è tanto da scoprire e da godere nel nuovo allestimento. 

Immagini e Video di Isaia Invernizzi

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Commenti

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  1. Scritto da simone

    di certo non avete problemi voi che vivete a 20 km da bergamo in mezzo a campi…

  2. Scritto da Simone

    Chieda ai residenti se è davvero tutto cosi bello…

    1. Scritto da Bernardo

      Pensa che le persone come Simone esistono davvero e poi le incontri alle riunioni di condominio . E’ qui che scatta il desiderio di vivere su altri pianeti.

    2. Scritto da Ci Mancavi

      Poverini, mò la buttiamo giù a spese del comune e facciamo un bel parcheggio gratuito per residenti . Vuoi anche un po’ di verde privato ? Cuntent ?

    3. Scritto da Buona notte

      Perché?’ Gli hanno disturbato il sonno?

  3. Scritto da Renato

    Finalmente qualcosa di bello. Purtroppo non c’ero ma le descrizioni e le foto parlano