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Per il centro commerciale di Quintano, Rifondazione annuncia: “Sarà battaglia”

Il Consiglio di Stato, con sentenza depositata in data 20.04.2015 ha riaperto la questione del centro commerciale di Quintano in seguito alla nuova legge regionale che non prevede la Via per strutture inferiori a 15 mila metri quadrati.

Il Consiglio di Stato, con sentenza depositata in data 20.04.2015 ha riaperto la questione del centro commerciale di Quintano di Castelli Calepio.

Con precedente sentenza lo stesso Consiglio di Stato aveva annullato l’autorizzazione commerciale n.1 del 5 giugno 2009 rilasciata dal Comune di Castelli Calepio rilevando gravi vizi nel procedimento autorizzativo (mancanza di esecuzione della V.I.A).

Ora la nuova sentenza prende atto che nel 2010 la Regione Lombardia ha emesso una legge (L.R. 5 2010) che esclude la VIA per i centri commerciali con superficie di vendita inferiore a 15.000 metri quadrati (il centro di Quintano prevede 14.990 metri quadri di superficie di vendita) e quindi indica al Comune di Castelli Calepio, che aveva ricorso in appello contro la prima sentenza, che può concedere una nuova autorizzazione commerciale sulla base degli atti del vecchio procedimento anche in mancanza di VIA, non più necessaria dopo la pubblicazione della legge regionale citata.

A dare battaglia al centro commerciale, in prima fila è da sempre iRifondazione comunista che, nel segnalare la novità, commenta: "Nel rilevare l’assurdità di quanto previsto dalla regione Lombardia (in tutta Europa la VIA è obbligatoria per interventi così impattanti) osserviamo anche la sollecitudine del sindaco Benini e della sua amministrazione nel ricorrere alle vie legali per consentire all’operatore di ripartire con la speculazione sul territorio di Castelli Calepio. Non altrettanto sollecitudine ha dimostrato nel chiedere allo stesso operatore, che si dimostrato non rispettoso degli impegni sottoscritti di portare a termine gli interventi di bonifica ormai fermi da quasi 2 anni".

Rifondazione Comunista, a livello locale e provinciale, ha sostenuto con convinzione la battaglia condotta dai cittadini del ‘Comitato contro il megacentrocommerciale’: "Di fronte ad una nuova eventuale autorizzazione riprenderemo la lotta sempre più convinti di essere di fronte ad una colossale speculazione finanziaria completamente sganciata dalle reali esigenze del territorio. Al sindaco Benini, così sollecito a ricorrere agli avvocati per salvaguardare l’operatore, chiediamo cosa aspetti invece a farsi carico del diritto dei cittadini alla salute e far portare a termine nel più breve tempo possibile i lavori di bonifica".

Commenti

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  1. Scritto da luca lazzaretti

    Abbiamo un megacentro a pochi chilometri completamente chiuso e fallito e non riaprirà mai più,le Acciaierie di Cortenuova.. a Orzinuovi un centro commerciale nuovo di pacca già chiuso e fallito dopo 4 anni dall’apertura…è chiaro che si tratta solo di speculazioni e i sindaci sono complici o ingenui a seconda del caso. Vedasi piscine Cologno al Serio, chiuse e fallite dopo due anni circa.