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A 81 anni a processo per rapina: nel 2013 colpo alle poste di Caprino

Il 27 gennaio prossimo Vincenzo Bornino, calabrese residente a Calolziocorte, si presenterà davanti al giudice per rispondere della rapina del 19 febbraio di due anni fa all'ufficio postale di Caprino: insieme ad un complice si era fatto consegnare circa 900 euro.

Vedendolo entrare in Posta a Caprino, il 19 febbraio 2013, in molti pensavano che probabilmente si sarebbe messo in coda per ritirare la pensione: invece Vincenzo Bornino, 81enne originario di Vibo Valentia e residente a Calolziocorte, quell’ufficio postale lo ha rapinato insieme ad un complice. Armato di pistola aveva minacciato l’impiegato e si era fatto consegnare circa 900 euro per poi dileguarsi a piedi.

Ora, per quell’episodio, il gup Alberto Viti lo ha rinviato a giudizio con l’accusa di rapina: gli inquirenti sono arrivati a lui grazie all’aiuto di una donna, testimone oculare, che lo ha immediatamente riconosciuto tra una serie di fotografie che le erano state mostrate dai carabinieri.

Un episodio non isolato, anzi: il 12 aprile dello stesso anno Bornino replicò all’ufficio postale di Gerosa. In quell’occasione ad accompagnarlo un 67enne e un 69enne residenti a Lecco, che componevano la cosiddetta “banda dei vecchietti”, e il bottino fu addirittura di 10.500 euro: i tre, armati di pistola e coltelli, erano riusciti ad arrivare alla cassaforte dopo aver sequestrato e minacciato sette persone tra dipendenti e clienti ed erano poi fuggiti a bordo di un furgone.

Una fuga durata solo qualche ora perchè i carabinieri li avevano scovati in un bar di Ballabio, nel Lecchese, con la refurtiva ancora occultata sotto il pianale del furgone. Per quella rapina, a giugno 2013, erano stati condannati a 3 anni di reclusione ciascuno: il gup Bianca Maria Bianchi alla fine dell’udienza aveva ironizzato dicendo ai tre che forse era giunto il momento di andare in pensione.

Ma Vincenzo Bornino non era certo uno sprovveduto: i due colpi in provincia di Bergamo sono solo le ultime imprese di una carriera criminale lunghissima e di una fedina penale che si può dire completa. Un rapimento a fini di matrimonio quando aveva appena 20 anni che gli era costata una condanna a un anno e 4 mesi, 18 anni per un omicidio nel 1962, e poi ancora furti e rapine, come quella a Venezia nel 1977 per cui era stato condannato a 8 anni di reclusione. Carriera che sembrava terminata nel 1999: una nuova condanna per un furto in provincia di Brescia aveva spento per 14 anni la sua voglia di delinquere. Fino alla rapina alle poste di Caprino che ha riacceso in lui la vecchia propensione.

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