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“Volti di donne” Al Giovanni XXIII mostra di Medici senza frontiere

Fino al 10 maggio alla Hospital Street dell'Azienda Ospedaliera “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo si può visitare “Volti di donne”, mostra fotografica promossa dal gruppo orobico di Medici senza frotniere. Giovedì 23 la presentazione dell’iniziativa.

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I ruoli che le donne ricoprono sono tanto diversi e sfaccettati quanto i contesti in cui lavora Medici senza frontiere. Attraverso la mostra fotografica “Volti di Donne” allestita in collaborazione con l’azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII, il gruppo locale di Bergamo di Medici senza frontiere vuole testimoniare la forza delle donne che coprono lunghe distanze e affrontano il pericolo quando è in gioco la sopravvivenza della loro famiglia e dei loro cari.

Donne protagoniste, motore trainante delle famiglie in tutto il mondo e al tempo stesso estremamente vulnerabili e costantemente sotto la minaccia di violenze. Fino al 10 maggio alla Hospital Street dell’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII a Bergamo è possibile osservare i 32 scatti, frutto di un progetto realizzato da MSF e dall’Istituto Europeo di Design (IED), di Jodi Bieber, Jonathan Boulet, Filip Claus, Cédric Gerbehaye, Ron Haviv, Benedicte Kurzen, Didier Lefevre, Fiona Lloyd Davies, Paolo Pellegrin, Pim Ras, Clement Saccomani, Sebastiao Salgado, Sven Torfinn, Petterik Wiggers.

Da segnalare che giovedì 23 aprile alle 16 si svolgerà la presentazione dalla mostra alla presenza di alcuni volontari del gruppo locale di Bergamo di Medici Senza Frontiere, con testimonianza di Silvia Mandelli, infermiera all’Azienda ospedaliera "Papa Giovanni XXIII" e operatrice umanitaria rientrata da poco dalla Guinea da un progetto di Medici senza frontiere di lotta al virus dell’Ebola L’ingresso è libero.

La mostra – Il mancato accesso all’istruzione, la mortalità materna, un maggior rischio di infezione da Hiv, le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) e le violenze sessuali sono tra i principali fattori di vulnerabilità delle donne in contesti di crisi. Nei paesi in cui opera MSF, le donne sono di solito le prime a farsi carico del ruolo umanitario: garantiscono la protezione dei loro figli, li nutrono, li educano e gli forniscono cure mediche portandoli presso strutture sanitarie e supervisionando l’assunzione delle medicine quando i figli sono in casa. Svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione della malnutrizione, salvano i loro malnutriti e agonizzanti figli diventando i loro principali assistenti durante il trattamento.

Per queste ragioni, MSF sta ampliando il ruolo svolto dalle madri nel trattamento decentralizzato di bambini che soffrono di malnutrizione e altre malattie come la tubercolosi. Purtroppo, però, in molti dei paesi in cui MSF lavora, la salute e la vita delle donne sono messe in pericolo dalla loro condizione sociale e dall’assenza di cure mediche adeguate. Tutto questo è aggravato durante la guerra. Donne e giovani ragazze diventano spesso potenziali bersagli e vittime di violenza sessuale, con serie conseguenze fisiche e psicologiche. Esse sono facilmente esposte a infezioni sessualmente trasmissibili come l’Hiv/Aids, in conseguenza agli stupri. Nei campi rifugiati, come in Darfur e in Ciad, la mancanza di protezione le espone regolarmente ad un gran numero di pericoli. Esse devono provvedere alle loro famiglie sebbene siano spesso soggette a estorsioni, furti, vessazioni e stupri. Per le donne che vivono in certe città o slum, la povertà e l’assenza di una rete sociale protettiva sono spesso sinonimi di insicurezza fisica e psicologica. Queste donne soffrono a causa di sovrapopolamento, inquinamento, alloggi precari e mancanza di acqua, fognature e elettricità. Infine, in molte aree rurali, la bassa condizione sociale e le povere condizioni di vita delle donne mettono direttamente in pericolo la loro salute.

In molti dei suoi progetti, Medici senza frotniere ha sviluppato diversi programmi e attività di assistenza rivolti alle donne tra cui programmi di salute materno – infantile, assistenza ostetrico-chirurgica d’emergenza, assistenza pediatrica, programmi di pianificazione familiare, assistenza medica e psicologica specializzata per le vittime di violenze sessuali e programmi di prevenzione e cura dell’Hiv e delle malattie sessualmente trasmissibili.

Per informazioni sull’evento: info.bergamo@rome.msf.org www.facebook.com/bergamo.msf www.medicisenzafrontiere.it

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