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Calcioscommesse, Doni: no combine col Crotone e non ricordo la chat

"Non ricordo quella chat, ma Crotone-Atalanta non fu truccata". E' quanto avrebbe dichiarato Cristiano Doni in procura a Cremona di fronte al pm Roberto di Martino, titolare dell’inchiesta sul calcioscommesse.

 "Non ricordo quella chat, ma Crotone-Atalanta non fu truccata". E’ quanto avrebbe dichiarato Cristiano Doni in procura a Cremona di fronte al pm Roberto di Martino, titolare dell’inchiesta sul calcioscommesse.

L’ex capitano nerazzurro era stato chiamato, su richiesta di Stefano Colantuono, per spiegare la chat con Santoni del 21 aprile 2011 nella quale si parla della gara di Crotone e si fa riferimento a un "Mr" e a un "Ds", che potrebbero significare Mister e Direttore sportivo. Per questo sono finiti nella lunga lista degli indagati l’allenatore di allora Colantuono e il dirigente Gabriele Zamagna. Per gli inquirenti c’è stato un tentativo di combine, che avrebbe coinvolto anche la società nerazzurra. Ora dalle risposte che ha dato Doni, dipende il loro futuro processuale e anche quello dell’Atalanta (a rischio deferimento sportivo). 

La procura di Cremona entro maggio chiuderà l’indagine, poi ci saranno le richieste per circa 60 indagati (giocatori, dirigenti e tecnici) di varie squadre. 

Nel frattempo il commissario tecnico della nazionale Antonio Conte ha scritto una lettera per spiegare la sua verità sulle contestazioni mosse dagli inquirenti cremonesi. L’ex tecnico dell’Atalanta è indagato per frode sportiva: due gare nel mirino, entrambe legate al periodo nel quale sedeva sulla panchina del Siena. Secondo gli inquirenti i match del 2011 di Novara (2-2) e a Bergamo con l’AlbinoLeffe (1-0) furono combinati anche per favorire scommesse illegali. E per la Procura Conte avrebbe partecipato al reato. 

Nel suo memoriale il tecnico ribadisce la totale estraneità ai fatti contestati: sottolinea di non essere mai stato informato dai suoi giocatori di un accordo preso con gli avversari (accordo che è stato confermato al pm anche dai giocatori dell’AlbinoLeffe che hanno incontrato i colleghi del Siena, alla vigilia del match, fuori dall’albergo dove erano in ritiro) e solo dopo l’avvio dell’inchiesta si era reso conto di quello che era accaduto alle sue spalle.

Commenti

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  1. Scritto da Ste

    Era forte però…

  2. Scritto da Renata

    Perchè ci si accanisce solo e soltanto con ex Doni e L’Atalanta e non con Conte ? la Roma ? e non con tante altre squadre che hanno commesso questi reati ?

    1. Scritto da fregapoco

      e’ il discorso che fanno tutti i ladri presi con le mani nel sacco! Da tifoso della Dea, degli altri frega davvero poco. Se qualcuno oltre a Doni ha combinato delle cavolate con la mia squadra e’ giusto che venga punito a prescindere di quello che la giustizia fara’ con altri. Qui la puzza che la dirigenza fosse coinvolta diciamocelo francamente e’ molto forte. Un solo giocatore non puo’ influire sul risultato in alcun modo… nemmeno se e’ maradona. Ergo tanti mancano a questo scomodo appello

  3. Scritto da Gimondi

    No dai davvero almeno un po’ di rispetto all’intelligenza degli sportivi. Chi non conosce la verità e la coltiva non conoscerà mai lo sport.

  4. Scritto da scommettiamo?

    vista l’enorme bontà che il nostro presidente ha verso chi ha smarrito la retta via sono arcisicuro che Doni si guardera’ bene dal coinvolgere la societa’ cosi’ come gli ultras si guarderanno bene dal contestare la dirigenza…. e pensare che c’e’ chi crede che al mondo certe cose non abbiano prezzo…