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Associazione a delinquere Banda di ladri e truffatori sgominata ad Antegnate-Video

La Polizia di Stato della Questura di Bergamo e la Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia hanno sgominato un'associazione a delinquere basata ad Antegnate dedita a furti in appartamento, truffe, ricettazione e utilizzo di carte di pagamento clonate: 3 custodie cautelari in carcere, un soggetto agli arresti domiciliari e 7 indagati con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Tre misure di custodia cautelare in carcere, un soggetto agli arresti domiciliari e sette indagati con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: è questo il risultato di una maxi operazione conclusa nelle prime ore del mattino di mercoledì 22 aprile dalla Polizia di Stato della Questura di Bergamo e dalla Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia che hanno sgominato un’associazione a delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio basata ad Antegnate e dedita a furti in appartamento, truffe, ricettazione e utilizzo di carte di pagamento clonate

Circa 140 gli agenti schierati, con la collaborazione anche del Commissariato di Treviglio, del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, al comparto AT.P.I. Della Guardia di Finanza di Bergamo e Brescia, del Reparto Volo di Milano, dei Reparti dei Cinofili di Milano e Brescia, che si sono coordinati in perquisizioni condotte tra le province di Bergamo, Brescia, Cremona e Milano.

Nel mirino degli agenti soprattutto un immobile al numero 44 di via Frati Cappuccini ad Antegnate, pignorato in seguito al fallimento di una società immobiliare e diventato la sede e zona franca dell’organizzazione criminale: al momento dell’irruzione della Polizia all’interno dei 18 appartamenti e dei 18 box c’erano 67 persone, di cui 64 stranieri, 5 ancora da identificare e 18 minori.

Provvedimenti di custodia cautelare in carcere per Rosa Roncalli detta “Titti”, 44enne pregiudicata bergamasca, e per Vlasin Ciprian Mucurel detto “Dario”, 32enne romeno suo convivente: un terzo uomo, un altro cittadino romeno destinatario della stessa misura cautelare, è tuttora ricercato. Sono loro tre, secondo chi indaga, i promotori dell’associazione a delinquere.

Rosa Roncalli in passato era stata denunciata anche per aver tentato di favorire la permanenza su suolo italiano di un cittadino marocchino senza regolare permesso, dietro pagamento di mille euro: la Polizia era intervenuta durante il matrimonio fittizio tra i due che si stava celebrando ad Antegnate, favorito da un altro straniero, espellendo poi il marocchino.

Agli arresti domiciliari è finito invece Franco Bonizzoni, nato nel 1940 nel Cremonese ma residente a Romano di Lombardia, a carico del quale ci sono 84 denunce per truffa, mentre un cittadino albanese è stato arrestato in flagranza di reato mentre, durante l’irruzione, tentava di sbarazzarsi di una pistola a tamburo risultata provento di un furto in via XXIV maggio a Bergamo.

Per altre sette persone l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: si tratta di Pietro Arici con i nipoti Luca e Marco Arici, Angelo De Chiara, nato a Fisciano in provincia di Salerno nel ’47, Danilo Cavenati, seriatese del ’48, e due cittadini egiziani ancora ricercati.

L’operazione di mercoledì 22 aprile è frutto di due indagini distinte della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza: svolte rispettivamente tra la fine del 2013 e la metà del 2014 e tra luglio e ottobre del 2014, hanno portato allo stesso risultato, con i reati contestati imputati ai medesimi soggetti.

L’attività della Polizia era iniziata dopo il ritrovamento di un’auto all’interno della quale furono rinvenuti bossoli, un passamontagna e un telefono cellulare poi attribuito a Marco Arici: da qui una lunga sfilza di intercettazioni consente prima di attribuire a lui e ai nipoti un furto in appartamento e poi di arrivare al collegamento con i vertici dell’associazione a delinquere.

Il contatto con Rosa Roncalli e i due cittadini romeni, che li introducono nel mondo delle truffe, è quello decisivo.

All’altro capo dell’indagine si trova la Guardia di Finanza di Brescia che, nel luglio del 2014, durante una perquisizione a Carpenedolo trova in casa di un italiano, arrestato nel giugno scorso, 230 carte di credito e carte carburante clonate. Da successivi accertamenti l’uomo viene collegato con l’organizzazione di Antegnate che utilizzava le carte per qualsiasi tipo di spesa, dai generi alimentari ai massicci prelievi di carburante ai danni di imprese ignare di tutto e alle quali venivano spillati quasi 60mila euro al mese, spesso riposti in grossi barili in un deposito di Pozzuolo Martesana.

I reati rilevati dalla Polizia e quelli rilevati dalla Guardi di Finanza convergevano dunque sugli stessi soggetti: sono state eseguite 8 delle undici misure cautelari disposte dal Gip Ezia Maccora e contestualmente perquisiti altri 51 locali, tra cui 16 cantine ad Antegnate.

La certezza di chi indaga sin dai primi passi dell’indagine era che non si trattasse di sprovveduti, che agivano con utenze fittizie o intestate a persone ignare, capaci di aggirare la videosorveglianza dei distributori per non far rintracciare la targa dei veicoli che rifornivano. Dalle perquisizioni sono stati ritrovati e sequestrati in una cascina di San Paolo d’Argon anche quadri e candelabri frutti di furti in alcune chiese.

Commenti

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  1. Scritto da mario59

    Bene ..complimenti alle forze dell’ordine che hanno svolto le indagini che gli hanno permesso di individuare i responsabili e arrestarli.
    Ma adesso chi è finito in galera quanto ci rimarrà..? una settimana? forse 2..e tutti gli altri agli arresti domiciliari…?
    Vabbè loro in qualche modo potranno riprendere le loro redditizie attività…in attesa dell’imminente scarcerazione dei loro compari.
    Grazie ancora a chi li ha presi..ma ho poca fiducia per non dire neanche un po’, su come finirà