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Ordinanza anti-ebola sospesa a Telgate: si cerca accordo con ricorrenti

Il Tribunale di Bergamo ha momentaneamente sospeso l'ordinanza anti-ebola a Telgate: le parti proveranno a raggiungere un accordo su un testo condiviso e si riaggiorneranno nuovamente davanti al giudice l'11 giugno.

Il Tribunale di Bergamo ha deciso di sospendere momentaneamente la cosiddetta ordinanza anti-ebola attiva a Telgate dal 26 novembre scorso in seguito al ricorso presentato da Asgi, Cooperativa Ruah, Cgil di Bergamo e Anolf Cisl.

Le parti torneranno ad aggiornarsi l’11 giugno prossimo: Comune e ricorrenti hanno dimostrato volontà reciproca di arrivare a un testo condiviso sulla questione, che porti al raggiungimento del medesimo risultato di tutela della salute di tutti i cittadini. Per farlo sono state stese delle linee guida di confronto: l‘obiettivo è di arrivare a mettere in contatto il medico con il richiedente dimora, eliminando la parte che secondo le 4 associazioni sarebbe discriminatoria.

Il confronto tra le parti dovrebbe poi portare alla stesura di una nuova ordinanza: “Spero di aver dimostrato i pregi di questa ordinanza – commenta il sindaco Fabrizio Sala – La volontà è quella di tutelare la salute di tutti i cittadini di Telgate, a prescindere dalla loro nazionalità. Ringrazio le associazioni ricorrenti per l’apertura che hanno dimostrato: l’amministrazione vuole arrivare a dare risposte certe ai problemi igienico-sanitari posti dai cittadini”.

L’amministrazione decise di emettere l’ordinanza “per contrastare il diffondersi di malattie infettive, in particolare tubercolosi, ebola, epatite e scabbia”: un provvedimento per il quale, tre mesi più tardi, le associazioni ricorrenti decisero di rivolgersi al Tribunale di Bergamo, chiedendo l’accertamento del carattere discriminatorio della delibera, la revoca e la condanna al risarcimento di minimo tremila euro per ogni associazione.

L’ordinanza di Telgate è stata la prima di questo tipo in Lombardia, mutuata da una simile adottata un mese prima dal sindaco di Padova Massimo Bitonci: prevedeva il divieto di dimora, anche occasionale, presso qualsiasi struttura di accoglienza, per persone prive di regolare documento di identità e di tessera sanitaria o di regolare certificato medico rilasciato dalla competente Unità Socio Sanitaria attestante le condizioni sanitarie e l’idoneità a soggiornare. Divieti e obblighi, come quello per soggetti privi di regolare permesso di soggiorno ed individuati nel corso di accertamenti da parte della Polizia Locale di sottoporsi entro 3 giorni a visite mediche allo scopo di verificare le condizione sanitarie.

Su richiesta del prefetto l’ordinanza era stata modificata, togliendo le parti relative alla minaccia all’incolumità pubblica e alla pubblica sicurezza che avevano portato alla bocciatura, da parte del Tar del Veneto, del provvedimento adottato dal Comune di Padova.

Nel percorso di avvicinamento alla sentenza, nei primi giorni di aprile proprio a Telgate l’Asl aveva individuato un caso di tubercolosi, riscontrata in un ragazzo extracomunitario che gioca per la locale squadra di calcio.

Commenti

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  1. Scritto da libero

    Gia che fine ha fatto l’epidemia di Ebola in Africa? E sparita o ormai non fa piu notizia?

  2. Scritto da Telghebola

    Già leggendo il titolo si può solo scoppiare a ridere. Povera Italia.

  3. Scritto da milady

    tra l’altro ebola è ormai sotto controllo pure in Africa. povera Telgate!