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Addio Riccardo Allorto, gigante della musica, per l’Italia e per Bergamo

Se ne è andato in silenzio, quasi tra l’indifferenza generale: Riccardo Allorto aveva appena compiuto 94 anni. In tutta Italia e in tutti i conservatori, Storia della musica, per cinquant’anni corrispondeva a un solo nome, il suo. Donizetti gli è grato, i bergamaschi che amano Donizetti e la musica pure.

Se ne è andato in silenzio, quasi tra l’indifferenza generale, venerdì 17 aprile.

Riccardo Allorto aveva appena compiuto 94 anni.

Allorto è stato un gigante della musica.  Per l’Italia, per Bergamo in particolare.

Forse Bergamo, non l’ha capito abbastanza, per lo meno non l’ha capito quando Allorto, musicologo e musicista di vaglia, dopo le esperienze milanesi, con la Scala e l’Orchestra Angelicum – di cui fu direttore artistico dal 1959 al 1967 – approdò a Bergamo, dapprima come direttore dell’Istituto Musicale Donizetti, e poco dopo, visto la sua sostanziale indisponibilità a certi compromessi, come direttore artistico del Teatro Donizetti, dal 1969 al 1998, fino ai festeggiamenti per i bicentenari Donizettiani.

Allorto fu un pioniere musicista: era musicista, compositore, maestro di coro ma anche studioso di faccende letterarie e storiche.

Era era laureato in lettere, oltre che nelle discipline musicali. La sua formazione fu a trecentosessanta gradi, dalla lirica alla storia della musica, dalla didattica alla vocalità e le voci. La sterminata quantità di produzioni ed edizioni, voci di dizionari da lui vergate – che qui tralasciamo – ne fecero un indiscusso leader della moderna concezione della musica e della didattica musicale.

Fa sorridere pensare che la sua (anzi le tante edizioni delle sue) “Storia della Musica" da alcuni fu bollata e criticata perchè troppo didascalica e schematica. Qualche critico non mancava nemmeno a Bergamo.

Eppure in tutta Italia e in tutti i conservatori, Storia della musica, per cinquant’anni corrispondeva a un solo nome, il suo.

Per Donizetti fece l’impossibile, a quei tempi, a partire dalla fondazione del Festival “Donizetti e il suo tempo” che oggi, gira e rigira, dimostra quanto si basasse su una formula azzeccata e profetica.

Con buona pace di chi aveva sempre da ridire per questioni varie, filologiche o altro.

Ricordiamo almeno due rare qualità di Riccardo Allorto: la fiducia nei giovani, che ha lanciato e aiutato dando una chance nel mondo della lirica e della musica, e la schiettezza intellettuale, anche a prezzo di esser scomodo.

Donizetti gli è grato, i bergamaschi che amano Donizetti e la musica pure.

Addio maestro, riposa in pace nel tuo paese, Mosso di Santa Maria, in quel di Vercelli.

Trentatré

Commenti

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  1. Scritto da darioflautista

    grande e – cosa non trascurabile – affabile e non retorico con gli umili oltre che con i potenti