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No terrorismo o estorsione: “Al Maguire’s Gigi Parma ha fatto tutto da solo” fotogallery video

Secondo gli inquirenti il titolare del pub devastato dall'incendio lo scorso 7 aprile avrebbe agito in completa solitudine per riscuotere il risarcimento dell'assicurazione (rinnovata quindici giorni prima) di 500mila euro, per ripianare i grossi debiti cresciuti negli ultimi anni e arrivati a sfiorare proprio la cifra di 500mila euro. "La moglie e il barista Sergio Moro sono assolutamente estranei ai fatti".

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La tragedia del Maguire’s Pub, nella quale il 7 aprile scorso il titolare del locale Gigi Parma ha perso la vita, non è riconducibile a un attentato terroristico o alla criminalità organizzata: "Ogni fatto è stato ideato da Parma stesso, che avrebbe agito con premeditazione e in assoluta solitudine". A comunicarlo in via ufficiale ci hanno pensato il procuratore capo Francesco Dettori, il capo della squadra mobile Giorgio Grasso e il questore di Bergamo Girolamo Fabiano.

"Parma aveva una situazione debitoria abbastanza grave – ha spiegato il coordinatore delle indagini Grasso -, che l’ha portato a studiare il piano quasi alla perfezione per poter riscuotere il risarcimento di un’assicurazione che aveva rinnovato quindici giorni prima del fatto. Secondo i dati in possesso del suo commercialista, Parma aveva debiti che arrivavano fino ai 500mila euro, la stessa cifra che avrebbe potuto ricevere dall’assicurazione appena rinnovata se il suo locale fosse andato distrutto anche da un grosso incendio".

Secondo le ricostruzioni fatte dagli inquirenti, Gigi Parma lunedì 6 aprile è rimasto al Maguire’s Pub fino all’orario di chiusura assieme al barista Sergio Moro e a un abituale cliente: "Alle 3.15 Parma avrebbe chiuso il locale e, cosa assolutamente insolita, avrebbe ritirato tutto il fondo cassa e si sarebbe portato a casa dei pregiati sigari che solitamente lasciava all’interno del bar – ha spiegato ancora Grasso -, cosa che, una volta scoperta, ci ha dato il primo campanello d’allarme. Avrebbe dato un passaggio con il suo scooter al cliente rimasto nel locale con lui e Moro fino alla chiusura e, intorno alle 3.30, avrebbe chiamato la moglie sul cellulare per avvisarla del suo ritorno a casa, come faceva sempre".

Quella notte, però, Gigi Parma non sarebbe tornato a casa per coricarsi, ma per prendere le taniche di benzina e gasolio che aveva preparato in precedenza: "Una volta giunto nella sua abitazione in città Alta, Parma ha lasciato i tre cellulari ed è tornato in via Previtali, per appiccare l’incendio come aveva premeditato – ha continuato il capo della squadra mobile -. Una volta tornato al Maguire’s sarebbe entrato nell’ingresso secondario e avrebbe sparso il liquido infiammabile per tutto il locale: circa 25 litri tra benzina e gasolio che hanno saturato l’ambiente e, alla prima scintilla, causato il fortissimo scoppio che ha devastato il pub e portato danni ingenti anche al primo piano della palazzina. Questo, ovviamente, Parma non l’aveva previsto".

Durante i rilievi sono state trovate cinque taniche di benzina da cinque litri ciascuna e il casco nero che Parma aveva posizionato all’ingresso principale del pub per completare la fuga a bordo del suo scooter, parcheggiato non al solito posto nel cortile di via Previtali ma in un parcheggio situato a una trentina di metri dal locale.

Secondo gli inquirenti Parma non avrebbe avuto nessun complice: "Né la moglie, né il barista Sergio Moro sono minimamente coinvolti in questa vicenda – ha spiegato Dettori -. Il titolare del Maguire’s ha fatto tutto da solo. E probabilmente, ma di questo non abbiamo nessuna certezza, anche le minacce di morte ricevute qualche giorno prima erano state costruite dallo stesso Parma per rendere ancora più credibile il suo piano".

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