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Il pirata di Grassobbio si avvale della facoltà di non rispondere fotogallery

Il pirata della strada di Grassobbio, che nella mattinata di giovedì 16 aprile ha causato la morte dell'assessore Francesco Pavone si è avvalso della facoltà di non rispondere agli inquirenti, venerdì, in carcere a Bergamo.

Il pirata della strada di Grassobbio, che nella mattinata di giovedì 16 aprileal volante del suo furgone ha causato la morte dell’assessore Francesco Pavone (leggi) si è avvalso della facoltà di non rispondere agli inquirenti, venerdì, in carcere a Bergamo.

Per Matteo Vitali, 44 anni, titolare del Car Wash di Zanica, a cui la patente era stata sospesa per 4 volte, condannato per aver coltivato piante di marijuana in casa, la decisione del gip Bianca Maria Bianchi è arrivata qualche ora dopo: con la conferma della misura cautelare del carcere ma senza la convalida del fermo.

Intanto il pirata che dopo aver travolto il 57enne Pavone non si è fermato, ha provocato un altro scontro ed è stato preso all’ospedale di Seriate dove si era recato per medicare le ferite, resta in cella con l’accusa di omicidio colposo, omissione di soccorso e fuga.

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