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Furgone pirata uccide assessore a Grassobbio: sparito casco della vittima

Il casco di Francesco Pavone, 57 anni, è sparito dal luogo dell'incidente: non è escluso che qualcuno possa averlo rubato. Al guidatore del furgone pirata, risultato positivo alla cannabis, era già stata sospesa la patente nel 2011

 Si tinge di giallo la tragedia di ieri mattina, giovedì 16 aprile, a Grassobbio, dove un motociclista è stato investito e ucciso da un furgone guidato da un 44enne, che è fuggito prima di essere arrestato poco dopo.

Il casco della vittima, Francesco Pavone di 57 anni, è sparito dal luogo dell’incidente, l’incrocio tra via Zanica e via XXV aprile. Appurato che Pavone al momento dello scontro lo indossava, come dichiarato da diversi testimoni, non è escluso che qualcuno possa averlo rubato.

Un macabro gesto che ricorda quello avvenuto in occasione dell’incidente di Eleonora Cantamessa, la dottoressa di Trescore Balneario investita e uccisa da un indiano in via Kennedy a Chiuduno, dove uno dei carabinieri intervenuti rubò la borsetta di una donna che si era fermata per dare una mano ai soccorsi. 

Un particolare che rende ancora più drammatico l’incidente costato la vita all’assessore all’Edilizia e ai Lavori pubblici del Comune di Grassobbio. Francesco Pavone, era un architetto dirigente dell’Aler, e al momento dello schianto stava andando al lavoro a bordo del suo scooter Suzuki Burgman 40.

Mentre stava uscendo dall’incrocio tra via Zanica e via 25 aprile, è stato travolto e trascinato per una decina di metri da un furgone bianco che procedeva nella sua stessa direzione. Alla guida Matteo Vitali, benzinaio di Zanica, che ha accostato ed è sceso per controllare cosa fosse successo. Quando si è reso conto di aver ucciso un uomo, è risalito a bordo del mezzo ed è fuggito.

Diversi testimoni, come detto, hanno assistito all’incidente. Tra loro anche una 25enne di Dalmine che qualche anno fa aveva perso un fratello in circostanze simili, e il titolare di un’azienda vicina di 65 anni che è riuscito a fotografare con il proprio smartphone la targa del furgone. Un’immagine importante, attraverso la quale gli agenti della polizia di Treviglio, guidati dall’ispettore capo Fabio Barzocchini, sono riusciti a identificare il pirata che è stato arrestato poco dopo dai carabinieri di Bergamo all’ospedale Bolognini di Seriate, dove si era recato per farsi medicare dopo aver provocato un secondo incidente, sempre in via Zanica. 

L’uomo, che non ha dichiarato nulla al momento del fermo, ha precedenti per consumo di droga e dopo i primi test è risultato positivo alla cannabis. Serviranno invece esami più dettagliati per capire se possa aver consumato droga ieri mattina. In ogni caso, sul suo furgone, è stato rinvenuta una busta contenente un grammo di marijuana. Nel 2011, tra l’altro, gli era già stata sospesa la patente per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. L’accusa per lui è di omicidio colposo e fuga con omissione di soccorso. 

La morte di Pavone, di origini calabresi ma da anni residente a Grassobbio, ha provocato sgomento in paese. Era una persona conosciuta e ben voluta da tutti, descritto come disponibile e molto professionale nel suo incarico comunale. Lascia nel dolore due figli, uno dei quali gli stava per regalare un nipotino, e la moglie, insegnante alle scuole elementari di Grassobbio. Il funerale sarà celebrato domani, sabato 18 aprile, e per l’occasione è stata indetta una giornata di lutto cittadino. 

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