BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Fa sesso con un anziano, lo ricatta e poi lui muore: 26enne rinviata a giudizio

Una mendicante di origine rumena ma residente a Capriate San Gervasio è stata rinviata a giudizio da Gup Alberto Viti circonvenzione di incapace, ai danni di un 76enne poi deceduto. I due avevano avuto un rapporto sessuale, dopo il quale la giovane iniziò a ricattare l'uomo con richieste di denaro

  Quello che pensava potesse essere un sogno, si è trasformato presto in un incubo. Fino alla morte. Una 26enne di origine rumena ma residente a Capriate San Gervasio è stata rinviata a giudizio dal Gup Alberto Viti per il reato di circonvenzione di incapace, ai danni di un 76enne di Dalmine, poi deceduto. 

Una – brutta – storia iniziata in un freddo pomeriggio di novembre del 2013. La ragazza, ai tempi 24enne, stava mendicando con in braccio il proprio figlioletto all’esterno del cimitero di Sforzatica di Dalmine dove l’uomo, M.R., si era recato per far visita ai parenti defunti. Notata la rumena, il pensionato si fece impietosire e qualche giorno dopo le portò qualche genere alimentare e un pacchetto di sigarette.

Le offerte proseguirono per qualche settimana e il rapporto di amicizia tra i due si consolidò fino a quando, il 20 dicembre, il bergamasco invitò la mendicante a pranzo in un ristorante della zona. Una volta terminato di mangiare, i due si recarono a casa dell’uomo, dove ebbero un rapporto sessuale. 

Un paio di giorni dopo la donna telefonò all’uomo dicendogli che avvertiva forti dolori addominali e che si sarebbe recata in ospedale per una visita di controllo. L’esito due giorni più tardi, quando la rumena lo richiamò per dirgli che era incinta, che voleva abortire e che aveva bisogno di 5300 euro. L’anziano, spaventato, le diede la somma richiesta. 

Ma le pretese economiche non terminarono lì, perchè una settimana più tardi la donna telefonò nuovamente al pensionato, chiedendogli altri 3500 euro per completare l’aborto e per non farle raccontare in giro del rapporto sessuale che avevano avuto.

L’uomo si recò allora in banca per prelevare la cifra ma l’impiegata, insospettita dal suo atteggiamento, bloccò l’operazione. 

Il 2 gennaio 2014 allora la rumena si presentò a casa dell’uomo, per insistere e ottenere i soldi che voleva. Ma la visita della cognata rovinò i suoi piani.

Il pensionato, esasperato per le continue richieste della rumena, decise allora di presentare denuncia ai carabinieri. Era il 5 gennaio. Qualche giorno più tardi, il 13 gennaio, mentre stava salendo le scale di casa, morì stroncato da un infarto a 76 anni

Ora i  suoi familiari sperano di avere giustizia nel processo contro la 26enne rumena, che prenderà il via il 26 febbraio 2016 al tribunale di Bergamo. 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.