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Simona Bonaldi: “Coltivo talenti al femminile con i Cuori in movimento”

L'ad del Gruppo Bonaldi protagonista alla Fiera dei librai sabato 25 Aprile con Riccarda Zezza: insieme parleranno dei talenti delle persone e dell'importanza per il mondo delle imprese di valorizzare il "quid" in più che offre l'essere mamma, teoria che prende concretezza, nell'azienda automobilistica bergamasca, con Donne ad alta velocità all'interno del progetto "Cuori in movimento".

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Le donne sono tutto cuore, anche la testa. E non è un male, anzi….

Con questa convinzione il Gruppo Bonaldi, l’amministratore delegato Simona Bonaldi in particolare, ha lanciato Cuori in movimento, iniziativa che voleva snodarsi lungo un triennio, ma che invece continuerà senza limiti per fare del progetto un riferimento quasi naturale.

Cosa sono i Cuori in movimento? Sono i talenti che dentro l’azienda devono trovare il modo di essere valorizzati. Come? Rendendo in primo luogo sostenibile coniugare vita lavorativa con vita famigliare.

Già perché, per esempio, chi l’ha detto che una mamma, una moglie non possa essere portatrice di un "quid" in più, invece di sottrarre energia e tempo al lavoro? Simona Bonaldi è convinta che sia proprio così e lo racconterà sabato 25 aprile alla Fiera dei librai (ore 11.30) in un dialogo con Riccarda Zezza che ha recentemente dato alle stampe un libro dedicato proprio alla maternità come "master".

Se Riccarda Zezza è promotrice della teoria, lei Simona Bonaldi è fautrice della concretizzazione di questa ipotesi, proprio attraverso il suo progetto Cuori in movimento, con le varie declinazioni. Ce lo spiega?

Vuole essere progetto dell’azienda che va a stanare e poi premiare le capacità attraverso la formazione, la valorizzazione delle professionalità con percorsi specifici. Il tema cardine è la sostenibilità della vita lavorativa con la vita famigliare.

Perché questa decisione in una azienda che conta 240 dipendenti di cui 53 donne, per di più in un settore fortemente maschile come quello dell’auto?

Ritengo che mettere al centro la persona, non solo la donna, sia utile a farla esprimere nel modo migliore a vantaggio del sistema azienda. Per noi è importante un coinvolgimento sui marchi (quelli Bonaldi vanno dalla Volkswagen alla Porsche, dalla Skoda all’Audi alla Seat alla Lamborghini…) ma ancor più la valorizzazione del marchio Gruppo Bonaldi, per noi viene prima delle case automobilistiche. Riuscire a coinvolgere chi lavora nell’orgoglio di far parte del nostro gruppo vuol dire dare una forte motivazione anche per affrontare le difficoltà, persino i sacrifici.

Come si è declinato in questo primo anno e mezzo di vita Cuori in movimento?

Con una serie di attività, dal supporto alla genitorialità, al primo open day con l’azienda aperta a tutti i famigliari dei dipendenti, dai parcheggi aziendali per donne incinte, ai seggiolini da auto per i neonati, alla sala lunch che aprirà a maggio (non una mensa, uno spazio per pranzare) e poi… Donne ad alta velocità.

Cos’è?

Sono iniziative per far uscire e mettere a disposizione dell’azienda, ma anche della città di Bergamo, le caratteristiche tipicamente femminili, non alternative ma complementari a quelle maschili.

Ci faccia qualche esempio.

Abbiamo incontrato Francesca Moro, financial manager delle Roche, che ha fatto carriera nonostante (o forse proprio grazie alle) le maternità ed è lei che ha spiegato come ha fatto a conciliare lavoro di mamma con lavoro d’azienda. Abbiamo poi conosciuto Silvana Iseni che alla Coca Cola si occupa di risorse umane e lei ci ha fatto capire quanto sia importante che ognuno conosca non solo il proprio segmento di progetto lavorativo, ma l’intero progetto. Grazie alle sue indicazioni è nato il percorso Job rotation.

Job rotation?

E’ in pratica uno scambio di mansioni affinché si capisca quello che sta prima e quello che sta dopo il segmento di lavoro fatto dal singolo. Serve a comprendere l’insieme ma anche l’importanza del tuo ruolo. Lo fanno abitualmente in Coca Cola. Chi si occupa di marketing viene messo per un periodo a riempire i frigo delle bibite per capire che etichetta serva in un determinato spazio. Ma ci sono anche interventi che aiutano a capire, magari col disegno, come è percepita la propria situazione in azienda e come la si vorrebbe… Sono azioni utili sempre, ma ancor più in un contesto come l’attuale che non è certo facile, che obbliga a cambiamenti continui, ad anticipazioni dell’interesse del mercato con la mobilità che si rivoluziona in città e non solo.

La velocità, la prontezza, sono qualità femminili?

Diciamo che la capacità organizzativa delle donne è per forza di cose più "allenata". Si sa che le donne devono essere capaci di conciliare la famiglia col lavoro, di velocizzare i loro tempi, di organizzarsi la giornata, di risolvere con immediatezza i problemi… Ecco, per questo l’oggi necessità di rapide riorganizzazioni e ha bisogno delle donne.

Come reagiscono i maschi in azienda?

I maschi? Per ora osservano.

Come si pone il Gruppo Bonaldi nei confronti delle richieste di part-time dopo una maternità?

Non ci sono sì o no per principio, ci sono possibili funzioni all’interno di parametri e limiti. Chi ha ruoli verso il pubblico ha limiti d’orario, chi invece è all’interno di un ufficio ha maggiore elasticità. E’ chiaro che di fronte a seconda e terza maternità si cerca di trovare una reciproca disponibilità, un patto fra esigenze.

Che ruolo rivestono da voi le 53 donne?

Prevalentemente di tipo amministrativo, svolgono ruoli importanti perché sono quelli legati ai momenti topici della relazione col cliente che dev’essere soddisfatto, non ci son santi.

Parliamo del successo, con lei che senza dubbio ha raggiunto traguardi importanti, come 50 milioni di fatturato annuo: come commenta l’ufficializzazione della candidatura di Hillary Clinton, che potrebbe diventare il primo presidente donna degli Stati Uniti?

Premetto che ho potuto e posso affrontare le sfide del mio settore, prevalentemente maschile, con una certa serenità che mi deriva dall’esempio di mia mamma la quale, fondatrice della attività nel 1946 con mio papà, ha messo a disposizione negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta le sue peculiarità senza sgomitare, con una certa naturalezza. Perciò ho sempre fatto un po’ fatica a infilarmi nel concetto del femminismo, delle donne che devono lottare per conquistare spazi, anche se sono consapevole del fatto che non ci sono ancora oggi certi equilibri, in fondo doverosi. Per questo l’idea di avere il presidente più potente del mondo donna è certo grandissimo motivo d’orgoglio, ma lo sarà di più se Hillary Clinton dimostrerà che sarà davvero la numero uno.

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Commenti

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  1. Scritto da Tino

    complimenti a Simona Bonaldi per l’attenzione al tema.
    Anche in Scame part-time e rotazione sono cardine della policy aziendale per le collaboratrici, anche se tutto sommato le persone si affezionano alla propria mansione

  2. Scritto da lino

    Quando si ha un marchio che tira come la W tutto diventa facile?

    1. Scritto da Alberto

      i marchi non “tirano” da soli o per grazia ricevuta, forse ci vuole anche un pizzico di capacità,esperienza,passione……non era meglio fare un commento più attinente?