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Turismo, Confesercenti: “Stop al far west delle strutture anomale”

Confronto sul progetto di legge che dovrebbe riformare il settore. Il presidente Ambrosioni: “Servono regole nuove, che pongano le imprese al centro. Stop al far west delle strutture anomale”. Barboni: “Il turismo lombardo deve evolversi”. Anelli: “Alzare gli standard ricettivi”.

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“Il turismo ha un peso crescente nell’economia lombarda, è quindi fondamentale che si doti di uno strumento legislativo moderno, adeguato al contesto imprenditoriale e che risponda alle mutate esigenze del mondo dell’ospitalità”. Giorgio Ambrosioni, presidente di Confesercenti Regionale Lombardia, commenta così la decisione di Regione Lombardia di intervenire riscrivendo la L.R. 16 LUGLIO 2007 N.15, Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo. Lunedì mattina in Confesercenti si è tenuto un confronto sul progetto di legge attualmente in discussione, cui hanno partecipato i consiglieri regionali Mario Barboni, Dario Violi, Lara Magoni e Roberto Anelli.

“Ci sono alcune aree del pdl su cui è ancora necessario intervenire – afferma Ambrosioni -. Va in particolare rafforzata la volontà di porre le imprese al centro del settore turistico lombardo, adottando con determinazione misure in grado di contrastare i fenomeni di “atipicità”,, che oggi introducono elementi distorsivi del mercato. Il settore turistico può crescere solo con il rispetto delle regole. Non può esserci il far west. Non siamo contro i B&B, ma devono giocare ad armi pari con alberghi e ristoranti. In più, la tradizione ricettiva lombarda va tutelata e valorizzata, non ci si può affidare all’improvvisazione".

La posizione di Confesercenti è chiara. “Bisogna ridefinire rapporto tra Regione e autonomie locali per progettare in modo efficace la strategia turistica. Occorre individuare gli strumenti adatti, come ad esempio cabine di regia territoriali, che si interfaccino con la Regione. Un suggerimento che è arrivato recentemente anche dall’Ocse. Da parte sua, la Regione dovrebbe fare una forte promozione all’estero di tutte le attrattive lombarde. Di contro, le strutture ricettive devono alzare lo standard qualitativo" aggiunge Giacomo Salvi, direttore di Confesercenti Bergamo. Partendo da questi presupposti, e nell’intento di portare un contributo costruttivo nella stesura del nuovo provvedimento, Confesercenti Regionale Lombardia ha predisposto un ricco pacchetto di osservazioni al progetto di legge.

I consiglieri regionali intervenuti hanno condiviso in buona parte le osservazioni, spiegando il loro punto di vista. "Non c’è molta distanza tra pdl in discussione e le osservazioni di Confesercenti, vedo piuttosto unita d’intenti – ha detto Roberto Anelli -. Gli albergatori vanno tutelati, le regole vanno rispettate. La singola pro loco poi non basta più, occorre pensare in termini più ampi".

Mario Barboni ha spiegato che "su questi temi si sta lavorando bene: in preparazione c’è una riforma profonda, da elaborare con prospettiva sui prossimi anni. Ben vengano perciò le osservazioni delle associazioni. Le piccole nicchie non servono più, bisogna ragionare in termini globali e sviluppare un percorso che porti a un’evoluzione del sistema turistico lombardo, in modo da poter offrire un prodotto vincente sul mercato mondiale". Dario Violi si chiede invece “se ci sia davvero urgenza di rifare il testo di legge. Meglio ponderare un eventuale nuovo assetto. Anche perché tra qualche mese il governo potrebbe prendersi tutte le competenze in materia turistica. Forse vale la pena aspettare che il quadro si chiarisca. Il mercato va comunque disciplinato". Lara Magoni ha rilevato che “si investe troppo poco nel turismo, che è un settore sempre più importante per la Lombardia. Non siamo competitivi con le altre regioni, gli alberghi meritano maggior sostegno. Nel pdl ci sono molti elementi innovativi, ma altri che non vanno bene: non esiste che i B&B possano somministrare anche cibo”.

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Commenti

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  1. Scritto da MAURIZIO

    La voracità distruttiva dei partiti politici e della pubblica amministrazione ha creato la nostra fine : 1. un eccesso di norme incomprensibili e inutili e 2. l’assenza di rispetto per le norme utili, civili e di buon senso. Il delirio normativo ha creato la quotidiana trasgressione. Non ne usciamo certamente con nuove norme, ma solo ricreando un ambiente apolitico dove ci sia posto per tutti. I partiti e gli imprenditori-con-i-soldi-pubblici, però, non lo vogliono.

  2. Scritto da MAURIZIO

    Le norme non creano sviluppo. Il desiderio di fare sì. Il buon Far West può portare anche speranza, entusiasmo e sviluppo. Le folli norme burocratiche italiane invece al cattivo Far West nel quale lavorano e guadagnano solo pochi privilegiati.

  3. Scritto da Sergio Nozza

    Il mio vicino di casa ha reso tutto il palazzo un B&B…

    1. Scritto da 081

      Signor Nozza, non si offenda, ma ci metta la faccia e denunci la cosa a chi di dovere. Troppo facile fare il…latore da tastiera.