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Aggressiva e vogliosa: si è rivista l’Atalanta che merita di restare in A fotogallery

Il nostro Bore analizza e commenta vittoria strappata dai nerazzurri domenica contro il Sassuolo tanto bella quanto importante, grazie alla doppietta del Tanque. Tre punti fondamentali per la salvezza nella massima serie, ora più vicina grazie al +7 sul Cesena terz'ultimo.

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Dopo la brutta sconfitta di domenica scorsa con il Torino, l’Atalanta era attesa dalla prova d’orgoglio, dalla gara che poteva decidere una bella fetta di salvezza, con il piccolo vantaggio di poter giocare sapendo della sconfitta sia del Cagliari che del Cesena. E questa volta i nerazzurri sono tornati alla vittoria, dopo oltre due mesi dall’ultima gara vinta e ipotecando davvero seriamente la permanenza nella massima serie.

Formazione di partenza con un 4-2-3-1, i piccoli Maxi e Gomez a far da supporto all’unica punta Denis (schierato nell’undici iniziale anche per la forzata assenza dello squalificato Pinilla). Durante i primi 45 minuti la gara è stata molto equilibrata ed entrambe le squadre hanno avuto un’occasione per passare in vantaggio, l’Atalanta su una percussione di Gomez salvata da un bell’intervento di Consigli, il Sassuolo su un missile da fuori area di Cannavaro che ha scheggiato il palo. Quando sembrava che le squadre andassero al riposo sullo 0-0 ecco la svolta della partita: azione da manuale di Cigarini che si fa vedere su una rimessa laterale, mette al centro dell’area di tacco dove Maxi colpisce di testa per Denis che si esibisce in una rovesciata da cineteca per il vantaggio nerazzurro. Grande gioia sugli spalti ed in campo anche e soprattutto perché il Tanque si è sbloccato dopo molti mesi di astinenza e di prove davvero opache.

Il secondo tempo vede la squadra emiliana condurre le danze alla ricerca del pareggio tanto che mister Di Francesco inserisce Zaza al posto di uno spento Floccari. Non ci mette molto il Sassuolo a riequilibrare la gara, infatti dopo un quarto d’ora su una delle solite disattenzioni a centrocampo, Berardi se ne va in contropiede e solo davanti a Sportiello tira. Una leggera deviazione di Benalouane, in una disperata scivolata, fa si che la palla prenda una traiettoria imprendibile per l’estremo difensore nerazzurro. Qui la squadra di Reja, invece che perdersi d’animo come spesso accaduto ultimamente, riprende ad attaccare e dopo soli 4 minuti Maxi va a procurarsi intelligentemente un calcio di rigore costringendo Brighi al fallo. Il Tanque non bada a fronzoli e insacca con un missile centrale. A metà secondo tempo si assiste al rientro dopo tanti mesi di Estigarribia che sostituisce Zappacosta. La gara sembra mettersi al meglio quando Missiroli commette un ingenuo fallo e si becca il secondo giallo e la conseguente espulsione. L’Atalanta invece che continuare ad attaccare e cercare di mettere il risultato al sicuro, arretra inspiegabilmente il raggio d’azione di una quindicina di metri lasciando che il Sassuolo prenda in mano di nuovo le redini della partita pur senza mai rischiare seriamente di prendere il gol del pareggio. Ma all’Atalanta evidentemente non piace giocare in superiorità numerica e quindi Biava commette un ingenuo fallo e fa la stessa fine di Missiroli. In parità numerica la Dea deve soffrire fino alla fine ma il triplice fischio di Doveri mette fine alla sofferenza nerazzurra.

Complessivamente bisogna dire che l’Atalanta ha come sempre denunciato dei limiti nel proprio gioco, faticando non poco a costruire manovre offensive pericolose. Buono l’approccio di aggressività dimostrata, segno della voglia dei giocatori di vincere assolutamente questa gara.

Parlando dei singoli, invece, prova molto positiva, dopo tanto tempo, di Denis che oltre a segnare i due gol ha anche lottato come un leone. Di grande intelligenza e qualità la gara di Maxi, mentre leggermente sotto tono sono apparsi sia Gomez che Zappacosta.

Devo invece purtroppo constatare che l’Atalanta non è in grado di schierare un terzino sinistro all’altezza della situazione, visto che Dramè non è a mio avviso un giocatore degno di tale nome. Impacciato e inconsistente in fase offensiva, assolutamente incapace di giocare la fase difensiva.

Infine, grande gioia per aver rivisto in campo Estigarribia, che peraltro è apparso già in una forma decisamente soddisfacente: una possibile arma in più per l’arroventato finale di stagione che attende la Dea.

Arrivati a questo punto del campionato e con questa situazione di classifica non conta più vedere del bel calcio (anche perché questa squadra abbiamo capito non ne riesce ad esprimere), occorrono i punti. E domenica l’Atalanta ha fatto quello che doveva fare: vincere e portare a casa tre punti che potrebbero davvero essere fondamentali per la salvezza. Quindi atteggiamento giusto, ma attenzione a non pensare di aver già raggiunto l’obiettivo, sarebbe l’errore più grande che si possa commettere. Tra una settimana si va a Roma e lo si deve fare con una certa serenità ma anche con la convinzione che non sia un’impresa impossibile portare a casa punti.

Il Bore

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Commenti

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  1. Scritto da Zanzara

    Solita Atalanta che arretra troppo dopo un vantaggio, oltretutto con una difesa “ballerina”. Dramè troppo lento e pesante, forse meglio provare Del Grosso, anche se non è un difensore. Giocatori, comunque, sempre troppo nervosi. Manca un “gioco a memoria” con qualche ragionamento in più.
    Palloni persi stupidamente.

  2. Scritto da Francesco

    Sinceramente a me è sembrata la solita Atalanta, incapace di costruire azioni offensive degne di tale nome, per fortuna sono comunque arrivati i 3 punti che sono la cosa più importante ma quello che manca in campo sono grinta e concentrazione. Condivido in pieno su Dramé, ennesima conferma della bassa qualità della serie A.

    1. Scritto da Alberto

      L’Atalanta di quest’anno è’ questa. Inutili gli esercizi di trionfalismo. Teniamoci questa salvezza grazie a Parma e a Zeman. Non aveva gioco quella del Cola. Ancor meno quella di Reja. Ha dovuto recuperare il 4.4.1,1 e abbandonare gli esperimenti. La saggezza recuperata di un mister antico. Serve rifondare partendo anche dalla panchina Grazie Sassuolo