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Giuseppe Remuzzi: “Il digiuno fa bene, forma nuovi neuroni”

Il professor Giuseppe Remuzzi, coordinatore delle Ricerche all’Istituto Mario Negri di Bergamo, spiega una nuova ricerca che suggerisce di astenersi dal cibo almeno una volta alla settimana, perché farebbe bene al nostro corpo e aiuterebbe a combattere alcune malattie.

Il professor Giuseppe Remuzzi, coordinatore delle Ricerche all’Istituto Mario Negri di Bergamo, spiega su "Il Corriere della Sera" una nuova ricerca che suggerisce di astenersi dal cibo almeno una volta alla settimana, perché farebbe bene al nostro corpo e aiuterebbe a combattere alcune malattie.

 

DI GIUSEPPE REMUZZI

Gesù fu condotta nel deserto per essere tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti alla fine ebbe fame. Il tentatore gli disse: «Se sei figlio di Dio fa che queste pietre siano pane». Egli rispose: «Non di pane soltanto vivrà l’uomo». Giudaismo, Cristianesimo, Islam le maggiori religioni suggeriscono che si debba digiunare, qualche volta almeno, quando non per un mese intero dall’alba al tramonto. Vi siete mai chiesti perché? Topi e uomini che stanno senza mangiare per un po’ – bastano 16 ore, più o meno come nel Ramadan – si ammalano di meno. Ma andiamo con ordine.

DODICI ORE DI DIGIUNO

Siamo stati cacciatori e così si mangiava quando capitava, due o tre volte la settimana e nemmeno sempre. Un tempo procurarsi il cibo per l’uomo era così difficile che occorreva aguzzare l’ingegno e chissà che le nostre capacità cognitive non si siano evolute proprio da allora. Per prevalere sugli animali poi era importante per gli uomini poter comunicare tra loro, insomma serviva un linguaggio e l’abbiamo inventato. Quelli che riuscivano a procurarsi il cibo mangiavano comunque soltanto di giorno poi col calare del sole più nulla fino all’alba.

Sono almeno 12 ore di digiuno. Con la luce artificiale è cambiato tutto si mangia sempre fino a tardi e c’è persino chi si alza di notte per mangiare ma l’uomo non è fatto per mangiare quattro volte al giorno. Siamo stati progettati per farlo quando capita e i nostri geni sono ancora quelli di allora. Del resto, se non fosse così perché dovremmo avere ancora oggi organi – il fegato per esempio – capaci di conservare energia per poi renderla disponibile quando serve? Le riserve di zucchero che si accumulano nel fegato sotto forma di glicogeno dopo 10-12 ore di digiuno tendono però a esaurirsi.

Questo richiama acidi grassi dal tessuto adiposo, il fegato li trasforma in chetoni che tornano nel sangue e raggiungono muscoli e cervello per essere fonte di energia.

ASTENERSI DAL CIBO: NUOVI NEURONI

Parte del segreto dell’effetto favorevole del digiuno è proprio qui, tanto che basta astenersi dal cibo per 24 ore perché nel cervello si formino nuovi neuroni. Insomma il nostro organismo si difende dallo stress di stare qualche ora senza cibo adottando una serie di precauzioni che col tempo proteggono i nostri tessuti da guai peggiori.

Stare un po’ senza mangiare fra l’altro riduce l’infiammazione, migliora la risposta immune e potenzia la capacità delle cellule di liberarsi da sostanze di scarto. E non basta, il digiuno rallenta persino la crescita dei tumori, almeno nei topi; anche le cellule del cancro hanno bisogno di energia ma non sanno farlo utilizzando i chetoni. Così in animali che mangiano un giorno sì e uno no il tumore non cresce.

LE NOSTRE ABITUDINI ALIMENTARI SONO DAVVERO CORRETTE?

Come si conciliano gli effetti favorevoli del digiunare uno o due giorni alla settimana con le abitudini dell’uomo moderno? Malissimo. Ed è persino possibile che le abitudini alimentari che si sono consolidate negli ultimi cento anni siano sbagliate. Che evidenza c’è per esempio che la famosa “colazione abbondante del mattino” faccia bene? Quasi nessuna.

E della merendina a scuola per i bambini? Nemmeno. Abbiamo più bambini in sovrappeso di qualunque altro paese d’Europa salvo Cipro. Le diete che vengono proposte prevedono di ridurre la quantità di calorie o che si mangino soltanto certi cibi; solo frutta e verdura per esempio oppure solo proteine e ancora dieta dissociata, dieta zona o dieta del gruppo sanguigno. In realtà tutti questi sistemi fanno perdere un po’ di peso all’inizio ma alla lunga non portano a nessun vantaggio.

UN TOCCASANA PER CHI STA MALE

E allora? Si potrebbe provare a digiunare uno o due giorni la settimana oppure mangiare solo in certe ore del giorno e saltare qualche pasto (comunque bisogna bere, almeno due litri al giorno). Per diabetici, per chi soffre di cuore e forse anche per chi ha un tumore sarebbe un toccasana.

Questo per lo meno è quello che pensano Mark Mattson di Baltimora e tantissimi altri scienziati americani ed europei – fra loro c’è anche un italiano, Luigi Fontana – che hanno pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences un lungo articolo per ricordare alla comunità scientifica i vantaggi e le basi teoriche del mangiare solo ogni tanto.

Ma se uno sta bene e non ha problemi di sovrappeso? Di sicuro non lo sappiamo, serve altra ricerca per sapere se saltare qualche pasto aiuterebbe anche le persone sane. Si tratta di confrontare per esempio chi mangia tre volte al giorno con in più uno spuntino, con chi mangia solo a mezzogiorno e sera, con chi per almeno due giorni la settimana sta senza mangiare per 16 ore o anche di più. Se poi si dimostrasse che per quanto riguarda l’alimentazione noi uomini non siamo così diversi dai topi se ne dovrebbe prendere atto e adattarsi a stili di vita più compatibili con quello per cui il nostro organismo è stato progettato.

Commenti

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  1. Scritto da Luisa

    Di fronte a queste affermazioni, cosa ci dicono i nostri dietologi che fino ad oggi ci hanno martellato con l’idea che digiunare e saltare i pasti sarebbe molto dannoso al nostro organismo?
    A chi dobbiamo dare retta?
    Io penso al nostro buon senso, porzioni moderate, dieta varia
    e poi ognuno si regoli come crede!

  2. Scritto da Alex

    Quale e’ la novità? Nessuna. Mio nonno, che di fame ne sapeva qualcosa, povertà prima, due guerre mondiali poi, quando stava male, digiuno quasi completo per tutto il giorno per poi tornare completamente in forma. Uno che a 70 anni suonati si sparava 80 km in bici da corsa …

  3. Scritto da Andy Baumwolle

    Invece mangiare meno cose più sane e un po’ di tutto no?
    Ma perché la normalità non fa mai notizia è questi “estremismi ” hanno sempre un gran risalto?

  4. Scritto da decidetevi

    Prima bisogna mangiare 6 piccoli pasti al giorno per evitare cali glicemici, ora bisogna digiunare ogni tanto, poi la dieta del cetriolo, poi la pasta fa male, anzi fa bene ma se è integrale. Decidetevi! Non è che l’alimentazione corretta è un abito su misura che ognuno si sceglie?

    1. Scritto da Marina

      Se passa il messaggio di mangiare di meno (che è corretto, perché siamo tutti in eccesso di fabbisogno calorico grazie ai cibi raffinati e alle quantità a piacimento di cui possiamo disporre, anche se non tutti assimilano e metabolizzano dannosamente) mezza industria del made in Italy va in crisi. Il latte (e i suoi derivati): siamo gli unici mammiferi a ingerirlo dopo l’età neonatale, provi a fare una crociata contro Parmigiano, Grana, Gorgonzola, etc…. La crocifiggono!