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Facebook smorza la crisi Pagina per lavori saltuari a Bergamo fa pieno di utenti

Lavori saltuari offerti o cercati tramite Facebook come parziale antidoto alla crisi: l'idea di un ragazzo bergamasco piace e ha già quasi 6mila iscritti che sono diventati una sorta di grande famiglia che cerca di sfuggire ai problemi economici.

Nell’era dei social network una parziale risposta alla crisi non può che venire da Facebook: aperto da circa undici mesi, il gruppo “lavori saltuari offresi/cercasi Bergamo” ha già raccolto oltre 5.700 iscritti che, ogni giorno, si confrontano e vanno alla ricerca di un’occupazione che, anche se parziale, può comunque rappresentare una boccata d’ossigeno in un momento di difficoltà.

“In un’epoca in cui ci si fa la guerra tra poveri, l’unico modo per sopravvivere è restare uniti e aiutarsi a vicenda”: è lo slogan che gli utenti leggono ogni volta che si collegano al gruppo e che ne riassume perfettamente lo spirito.

A fondarlo è stato Stefano Bertoli, 35enne bergamasco che, insieme ad altri quattro amministratori, si occupa di “dirigere il traffico” e di favorire la pacifica convivenza tra gli utenti: alla base della sua decisione c’era inizialmente la volontà di aiutare alcuni amici ma, in poco tempo, si è reso conto della reale portata della sua idea.

“Sinceramente quando ho creato il gruppo pensavo fosse una cosa da 50, massimo 100 iscritti – ammette Stefano Bertoli – In realtà ogni giorno vengo sommerso dalle richieste, nell’ordine delle 200-300. Ci sono tantissimi studenti ma anche padri e madri di famiglia che fanno di questi piccoli lavoretti la loro unica entrata. La maggior parte degli iscritti, ovviamente, cerca lavoro ma sono quasi tutti privati o, al massimo, gente che rintraccia un’offerta e la mette a conoscenza anche degli altri: si cercano occasioni saltuarie ma anche part-time e qualcosa di più stabile”.

Il meccanismo è molto semplice: il singolo utente può pubblicare liberamente la propria offerta o la propria richiesta, con l’unica regola di non postare numeri di cellulare o compensi economici. Il successo dell’iniziativa, in sostanza, dipende tantissimo dall’onestà e dalla correttezza di chi partecipa: “Per ora nessun utente ha creato particolari problemi ma capita di dover cancellare un post o eliminare qualcuno che esagera con commenti o non sta alle regole. In gioco c’è la privacy delle persone e bisogna stare molto attenti. Se c’è rispetto il gruppo va avanti, con la crisi che c’è oggi fare polemiche sterili o inutili è controproducente e non va a vantaggio di nessuno”.

Tramite il gruppo c’è anche chi ha trovato un’occupazione fissa e, ammette Stefano, “mi ringrazia quasi quotidianamente per quello che ho fatto. Io ho aperto il gruppo senza alcun fine personale, mi fa piacere aver creato una vetrina in grado di aiutare la gente ad avere un lavoro ed essere felice. Con la scusa del gruppo si è creata anche una sorta di grande famiglia, stiamo organizzando qualche evento per conoscerci di persona, provando a rimediare alla crisi anche dal punto di vista emotivo, per evadere un po’ dai pensieri quotidiani”.

Commenti

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  1. Scritto da alex

    Salve a tutti.nn conosco bene come funziona questo sito quindi saro’ breve.facevo il magazziniere fino tre anni fa,questi hanno chiuso per la crisi!!nn sono piu riuscito a trovare lavoro da allora,sono disoccupato,mi vanno bene anche piccoli lavori logicamente.grazie a tutti e saluti!!!!!!