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A Ernesto Olivero la cittadinanza onoraria di Bergamo

Sabato 11 aprile alle 10 al Teatro Donizetti di Bergamo Consiglio comunale straordinario per il conferimento della cittadinanza onoraria Giovanni XXIII a Ernesto Olivero fondatore del Sermig di Torino. Olivero è noto nel mondo per la sua attività in favore della pace e per la fondazione dei cosiddetti “Arsenali della Pace”,

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Sabato 11 aprile alle 10 al Teatro Donizetti di Bergamo Consiglio comunale straordinario per il conferimento della cittadinanza onoraria Giovanni XXIII a Ernesto Olivero fondatore del Sermig di Torino.

Olivero è noto nel mondo per la sua attività in favore della pace e per la fondazione dei cosiddetti “Arsenali della Pace”, presenti a Torino, a San Paolo del Brasile e a Madaba in Giordania.

Numerosi i riconoscimenti di cui Olivero è stato insignito negli anni scorsi: la Medaglia d’Oro al Merito Civile per il suo servizio verso gli ultimi, il titolo di Al Kawkab di prima classe da parte di re Hussein di Giordania, la piantagione di 18 alberi sulle colline di Gerusalemme in suo onore da parte dell’organizzazione israeliana Keren Kayemeth Leisrael, la nomina di Servitor Pacis da parte della Path to Peace Foundation delle Nazioni Unite, il titolo di Uomo di pace di Betlemme e Gerusalemme.

Al Consiglio parteciperà, oltre ai consiglieri, alla Giunta e al sindaco Giorgio Gori, e oltre a Ernesto Olivero  Ezio Bolis, direttore della Fondazione Papa Giovanni.

Ernesto Olivero (che torneràa  Bergamo al Festival della Cultura il 17 maggio) nasce in provincia di Salerno il 24 maggio 1940, ultimo di nove fratelli; nel 1951 la famiglia si trasferisce alle porte di Torino.

Nel 1964, a 24 anni, insieme alla moglie Maria e ad un gruppo di amici fonda il SERMIG, Servizio Missionario Giovani, con l’obiettivo di sconfiggere la fame con opere di giustizia e di sviluppo, vivere la solidarietà verso i più poveri e dare una speciale attenzione ai giovani cercando insieme a loro le vie della pace e proponendo loro solidi ideali di vita, ispirati al Vangelo.

Si inizia in sordina, con piccole ma efficaci interventi a fianco dei poveri e degli emarginati di Torino.

Il SERMIG negli anni coinvolge un numero crescente di volontari, specie giovani, ed estende il raggio d’azione dei propri interventi. Dal 1983 ha sede nell’ex arsenale militare di Torino, trasformato da tanti giovani volontari in un “Arsenale della Pace”. L’Arsenale della Pace di Torino era appunto un’antica fabbrica di armi in disuso. Oggi è un punto di incontro tra culture, religioni, schieramenti diversi per conoscersi, dialogare, camminare insieme. È un riferimento per i giovani che hanno voglia di dare un senso alla propria vita. È una casa aperta a chi cerca un soccorso: madri sole, carcerati, stranieri, persone che hanno bisogno di cure, di casa, di lavoro. È un luogo di preghiera dove chiunque può sostare, incontrare il silenzio e Dio. È un luogo dove ognuno può restituire qualcosa di sé: tempo, professionalità, beni spirituali e materiali.

Tra le molte attività l’Arsenale della Pace promuove per i giovani week-end e settimane di formazione, laboratori esperienziali e di approfondimento legati ai temi della mondialità, della pace, dell’accoglienza.

Il SERMIG con lo stesso spirito di vicinanza ai poveri, di attenzione alle “periferie” e con la stessa forte impronta spirituale ha promosso la realizzazione di progetti e iniziative di solidarietà in diverse zone del mondo: nasce così l’Arsenale della Speranza nel 1996, a San Paolo in Brasile. In una struttura che ha accolto per la quarantena milioni di migranti da tutto il mondo, oggi si accolgono i più poveri del Brasile, i "sofredores de rua".

Inoltre il Sermig è presente con l’Arsenale dell’Incontro a Madaba, in Giordania, dal 2003. Accoglie bambini e giovani diversamente abili, musulmani e cristiani insieme. Innumerevoli sono le iniziative e i progetti, piccoli e grandi, promossi dal SERMIG in Italia e nel mondo per costruire la pace, la fratellanza, per promuovere la giustizia, l’economia solidale, per sconfiggere con gesti di autentica solidarietà la povertà, lo sfruttamento, l’emarginazione, per lottare contro le tante forme di dipendenza, per promuovere il rispetto di ogni persona e per diffondere i più autentici valori.

Negli anni Novanta i giovani dell’Arsenale hanno dato vita al movimento internazionale “Giovani della Pace”, che si riconoscono in un impegno comune: io ci sto, ci metto la mia faccia per la pace, per un mondo che sconfigga la fame e la sete; ci metto la mia faccia per un mondo dove posso sognare una vita migliore non solo per me. Il manifesto del loro impegno è la “Carta dei Giovani”, nata dal confronto di oltre 400 gruppi provenienti da tutta Italia: Carta dei Giovani Voglio trovare il senso per la mia vita, che è unica ed irripetibile, per viverla senza guerra, violenza, paura e sperare nel futuro.

A cura del SERMIG sono stati realizzati a partire dal 2000 cinque grandi “Appuntamenti Mondiali” dei giovani, l’ultimo dei quali si è svolto a Napoli il 4 ottobre 2014. In tale occasione Ernesto Olivero ha prodotto e diffuso un significativo testo offerto alla riflessione dei giovani, la “Lettera alla Coscienza” (http://www.sermig.org/lettera-alla-coscienza ).

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