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Scompenso cardiaco: i segni precoci di una ricaduta

In presenza di scompenso il muscolo cardiaco pompa con ridotta efficienza facendo fluire una minor quantità di sangue a tutti gli organi con un conseguente scarso apporto di ossigeno ai diversi organi e accumulo di liquidi in periferia.

A cura della Clinica Castelli

Pochi passi e, nonostante l’andatura lenta, la mancanza di fiato costringe a uno stop. E quando la malattia avanza, manca il fiato anche se si sta seduti in poltrona o stesi nel letto. Sono i sintomi dello scompenso cardiaco o insufficienza cardiaca. Il cuore è un organo che ha la funzione di pompare sangue nell’organismo.

La parte destra del cuore pompa il sangue ai polmoni, dove viene depurato dall’anidride carbonica ed ossigenato, dai polmoni il sangue ritorna alla parte sinistra del cuore per essere spinto a tutti gli organi del corpo che così acquisiscono ossigeno e nutrimento. In presenza di scompenso il muscolo cardiaco pompa con ridotta efficienza facendo fluire una minor quantità di sangue a tutti gli organi con un conseguente scarso apporto di ossigeno ai diversi organi e accumulo di liquidi in periferia. Pertanto, lo scompenso cardiaco inizia come malattia del cuore per poi estendersi ad altri organi come muscoli, reni, cervello per citarne solo alcuni.

E’ una condizione molto comune ed in continuo aumento: si stima che 1 persona su 6 avrà una diagnosi di scompenso nella vita. L’incidenza dello scompenso sintomatico è 0,5%-1% e la prevalenza 1-2%, mentre l’insufficienza asintomatica del ventricolo sinistro ha una prevalenza, nella popolazione adulta, che varia dall’1% al 5%, a seconda della prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare in quella popolazione. Prevalenza ed incidenza dello scompenso cardiaco aumentano in modo quasi esponenziale con l’età, per questo motivo l’età media d’insorgenza dei sintomi si colloca intorno ai 76 anni. La mortalità a 5 anni varia tra il 26 e il 75% mentre negli stadi più avanzati la mortalità è dello stesso ordine, ma ad un anno. Il 16% dei pazienti è ricoverato nuovamente in ospedale per scompenso cardiaco nei sei mesi successivi al primo ricovero tanto che lo scompenso cardiaco è la causa principale di ricovero ospedaliero dopo il parto.

Lo scompenso cardiaco è quindi la causa principale di morbilità e mortalità nell’ambito delle malattie cardiovascolari. La motivazione è correlata a diverse componenti cliniche della sindrome da insufficienza cardiaca che, nel tempo, si sono dimostrate elementi causali e concausali della sua pandemia. Una prima componente è legata proprio all’esito delle cure impiegate: efficaci per limitarne temporaneamente la progressione, ma quasi mai in grado di ristabilire il completo recupero funzionale del cuore mantenendo in situ le condizioni che, nel tempo, riportano alla comparsa e alla progressione dello scompenso di circolo.

In questo contesto un secondo fattore epidemiologico si è rilevato cruciale: l’invecchiamento. Proprio il progressivo invecchiamento della popolazione nelle società avanzate, in combinazione con i miglioramenti della medicina moderna, ha creato un nuovo problema di salute pubblica, quello della co-morbilità, una condizione di poli-patologia che coesiste con la malattia primaria cronicizzata. Nel paziente con scompenso cardiaco l’onere delle co-morbilità è particolarmente elevato: oltre il 40% dei pazienti che ne soffrono associa cinque o più patologie croniche tanto che solo un terzo dei pazienti, che correntemente accedono ai Dipartimenti di Emergenza per scompenso cardiaco acuto, manifesta un quadro cardiologico isolato, mentre i restanti due terzi associano altre componenti cliniche di diverso peso e gravità in ogni specifico caso.

Ma quali sono i campanelli d’allarme da considerare?

"Quando gli organi periferici ricevono meno ossigeno – spiega Simona Bruno, cardiologa e medico aiuto dell’U.O. di Medicina Generale di Clinica Castelli – hanno difficoltà a svolgere le proprie funzioni. Pertanto, il ridotto apporto di sangue ai tessuti si manifesta nei muscoli dell’apparato scheletrico (gambe e braccia) portando ad una progressiva astenia, facendo sentire la persona incapace di compiere le abituali attività fisiche per precoce comparsa di stanchezza. Le alterazioni ormonali associate all’insufficienza cardiaca riducono la capacità di eliminare liquidi che, in eccesso, si accumulano in periferia provocando la formazione di edemi a gambe, caviglie e piedi (gonfiori) o a livello polmonare (versamento pleurico e stasi interstiziale). L’interessamento dei polmoni si manifesta con difficoltà respiratorie (fiato corto e/o tosse) inizialmente durante sforzi intensi, poi anche per sforzi modesti e da ultimo anche a riposo. Un’inadeguata irrorazione del cervello può dar luogo a manifestazioni neurologiche (vertigini, stato confusionale, …)".

In caso di sospetto di scompenso cardiaco sono necessari una visita cardiologica, esami laboratoristici e strumentali (radiografia del torace, elettrocardiogramma; ecocardiogramma; elettrocardiogramma dinamico (Holter), test da sforzo cardiopolmonare (prova da sforzo cardio-respiratoria). Le cause di scompenso cardiaco sono numerose, ma le più frequenti sono riconducibili a: cardiopatia ischemica (dovuta ad insufficiente apporto di sangue al cuore per ostruzione delle arterie coronarie); miocardiopatia (malattia del muscolo cardiaco dovuta a cause infettive, tossiche, farmacologiche, ecc), ipertensione arteriosa (pressione alta), valvulopatie; da ultimo esistono malattie che contribuiscono ad indebolire il cuore, quali il diabete e le malattie renali.

L’obiettivo del trattamento dello scompenso cardiaco è quello di rallentare la progressione della patologia, ridurre l’ospedalizzazione, aumentare la sopravvivenza e ridurre i sintomi al fine di migliorare la qualità della vita. I trattamenti spaziano dalla terapia farmacologica, alla modifica dello stile di vita, dall’impianto di dispositivi, all’intervento chirurgico.

La diagnosi e il trattamento precoce consentono spesso di ridurre i sintomi e molti pazienti possono tornare a condurre una vita attiva. Il paziente soggetto a scompenso cardiaco deve eseguire delle visite di controllo periodiche che permettano di valutare le condizioni fisiche generali e lo stato della malattia. Le modificazioni allo stile di vita che possono contribuire ad alleviare i sintomi dello scompenso sono: riduzione della quantità di sale assunta con la dieta (l’eccedenza di sodio porta l’organismo a trattenere liquidi, peggiorando i sintomi dello scompenso); apporto di liquidi costante e ridotto (al max 1-1.5 litri di acqua al giorno); attività fisica moderata (l’esercizio, in particolare quello aerobico, è un buon metodo per rinforzare il cuore ed il sistema cardiovascolare, portando il cuore a pompare con più efficacia); abolizione del fumo; limitazione dello stress; riposo adeguato.

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