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Italicum, Area riformista chiede meno nominati Martina guida 70 dissidenti

C'è anche il ministro bergamasco Maurizio Martina tra i firmatari di un documento di Area riformista che chiede al premier Matteo Renzi di riaprire il dialogo sulla riforma elettorale: parti distanti sulla questione del numero dei nominati in lista.

Riaprire il dialogo sull’Italicum per ridurre il numero dei nominati nelle liste dei partiti che non prendono il premio di maggioranza: la richiesta, approdata sul tavolo del premier Matteo Renzi, è di Area riformista, inserita in un documento promosso dal ministro bergamasco Maurizio Martina e già sottoscritto da una settantina di deputati “dissidenti”, tra i quali non figurano Pierluigi Bersani e il capogruppo Pd alla Camera Lorenzo Speranza a cui fa capo la corrente.

Non è escluso che nelle prossime ore i firmatari possano aumentare: tra questi non ci saranno sicuramente i bergamaschi Antonio Misiani e Giovanni Sanga che hanno già annunciato la propria decisione.

Un campanello d’allarme per il presidente del consiglio che, nel giorno in cui inizia in Commissione Affari costituzionali l’esame della riforma elettorale, rischia di andare al muro contro muro con le sinistre dem, che si sommerebbe a quello annunciato da Forza Italia, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Sel.

Renzi dal canto suo è stato categorico nel dire che il testo dell’Italicum non sarà più cambiato: il rischio frattura interno alla maggioranza, qualora il premier veramente non accogliesse l’appello al dialogo di Area riformista, è concreto.

“Le riforme devono poggiare su un terreno largo e questo si è già ristretto – scrivono da Area riformista – E’ solo la maggioranza a fare le riforme e se anche un pezzo del Pd non ci sta rendiamo quel disegno essenziale più debole e non più forte”.

Commenti

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  1. Scritto da TT

    bene bene,intanto il PD a Milano regala biglietti per expo ai giovani neo tesserati…

    1. Scritto da Gino

      Sempre sul pezzo a parlare di … sciocchezze e fasullaggini, basta non affrontare i temi che contano , nè ?

    2. Scritto da Jim

      non hai capito bene, con i soldi della tessaera in pratica te lo paghi.

  2. Scritto da bergamotto

    Per la serie: in Italia non si riesce mai a fare un…cavolo. Se non passa la legge elettorale, si va al voto con un bel proporzionale, poi una bella ammucchiata di governo, obbligata, sette, otto partiti, gente col 2% a dettare le condizioni per non cambiare nulla….Possiamo una volta nella vita, come nei paesi civili, dare la maggioranza a qualcuno che governi per cinque anni ? E poi, se fa bene lo confermiamo, se fa male lo mandiamo a casa ? Chi volete fare fessi ?

    1. Scritto da Bah !?

      Renzi sta facendo una cosa sbagliata concordata col cavaliere, adesso che il cavaliere (come al solito) vota contro , che senso ha mantenere una cosa SBAGLIATA, che anche un bambino capirebbe che è SBAGLIATA ? Ha riflessi importanti sulla gestione della democrazia e non inficia la riforma , chiede semplicemente che ci siano UN PO’ meno nominati !

  3. Scritto da Marcus

    Vediamo se è la volta buona che i DEM oltre a brontolare, lamentarsi prendono una vera posizione con le conseguenze che ne possono deirvare. Il loro protestare è sempre piu’ stucchevole, perchè alla fine dopo tanti proteste, mugugni, firmano e sostengono ciò che Renzi propone. E si tratta di atti in alcuni casi che calpestano la democrazia.

  4. Scritto da nino cortesi

    M5* il resto è solo vergogna.

  5. Scritto da Luciano Avogadri

    L’importante è non cambiare nulla. Un passo in qua, un passo in là, un passo in su, un passo in giù, fai la giravolta, falla un’altra volta. Mi sembra di sentire il terrore di dover governare per cinque anni, e poi renderne conto. Meglio i minuetti inconcludenti. Un tavolo per questo, un vertice per quello. Grillo e Vendola, Fassina e Salvini uniti nella lotta. Martina, chi volete fare fesso?

    1. Scritto da dark

      Per me si dice in una sola questione: chi e come si gestisce il potere?