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La Primavera nerazzurra ritrova Abbadati, 18enne che lottava per la vita

Sabato, in occasione della gara casalinga pareggiata 1-1 dai ragazzi di Bonacina contro il Chievo, si è rivisto - seppur in borghese - Nicola Abbadati, centrocampista bresciano ma da dieci anni nel settore giovanile atalantino che da un anno sta lottando per la vita: "Il peggio è passato".

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Ha pareggiato 1-1 contro il Chievo ma quella di sabato 4 aprile è stata una giornata di grande festa per l’Atalanta Primavera e per tutto il mondo nerazzurro. A Zingonia, infatti, si è rivisto Nicola Abbbadati, 18enne bresciano ma da dieci anni nel settore giovanile orobico, fermo dal febbraio 2014 per una lotta ben più importante di una semplice partita di calcio.

Il silenzio chiesto dalla famiglia è stato rispettato dalla società e da tutti gli organi di stampa, e rivedere Nicola sabato – seppur in borghese – è stato motivo di grande gioia per tutti gli atalantini: "E’ stata la prima volta quest’anno – ha raccontato il 18enne bresciano su Atalanta.it – ed è stato bello rivedere i miei compagni, ma al tempo stesso fa male essere lì e non poter lottare con loro. Posso però fargli un grosso in bocca al lupo per il proseguo del campionato. Certo mi manca tutto questo, è naturale dopo dieci anni di settore giovanile e non è facile veder interrompersi il proprio sogno quando arrivi a un passo dalla prima squadra. Adesso vedremo cosa mi diranno i medici, ma per quel che mi riguarda, io non smetterò mai di lottare e ci crederò fino alla fine".

La cosa più importante adesso è guarire bene e il sorriso di Nicola è la risposta più bella: "La guarigione procede bene, sono passati sette mesi dall’operazione, ora vado in ospedale una volta al mese per un controllo, ma il peggio è passato. Adesso mi aspetta la riabilitazione e spero di poter tornare al più presto a giocare. L’Atalanta – ha continuato Nicola – mi è sempre stata vicina e fin dal primo momento mi ha dato il massimo sostegno, dal presidente Percassi a mister Bonacina che è subito venuto a trovarmi in ospedale e naturalmente i miei compagni di squadra. Ma ho avuto davvero tante manifestazioni di affetto anche dai giocatori della prima squadra. Conosco Baselli e Grassi da anni e si sono subito interessati alla mia situazione, poi un giorno è venuto a trovarmi in ospedale anche Denis e mi ha portato una maglietta con le firme di tutti i giocatori e la scritta ‘Forza Nico’. Mi ha fatto davvero piacere".

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Commenti

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  1. Scritto da Gio da PV

    Forza Nico!!! Credici fino in fondo e vedrai che questo periodo rimarrá solo un brutto ricordo.