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Operatori di comunità Così Bergamo ridisegna la partecipazione dei cittadini

Al via il nuovo modello di partecipazione del Comune di Bergamo. Individuati i 7 operatori di comunità: ognuno sarà a servizio di 3 quartieri.

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Parte subito dopo Pasqua il nuovo modello di partecipazione promosso dal Comune di Bergamo: arrivano gli “Operatori di Comunità”, le figure individuate dall’amministrazione come facilitatori nel rapporto con i territorio e le reti sociali di quartiere. Una rivoluzione rispetto al modello precedente, quello delle circoscrizioni in cui i rappresentanti provenivano da liste e partiti politici: il nuovo sistema parte invece dalla valorizzazione dell’esistente, ovvero da quelle associazioni, enti e realtà che già lavorano e si impegnano sul territorio e nei quartieri.

A loro si affiancano gli operatori: saranno 7, quattro individuati tra i dipendenti del Comune di Bergamo e tre invece provenienti dai servizi di co-progettazione tra il Comune e il Terzo Settore.

Individuati in base ai profili professionali (sono tutti operatori sociali o educatori professionali) e all’esperienza maturata in passato nel lavoro sociale di quartiere, gli Operatori hanno già partecipato ad alcuni dei 29 incontri che l’assessore alla Coesione sociale Maria Carolina Marchesi ha effettuato nei quartieri cittadini per illustrare la riforma e prendere contatto con le realtà territoriali. Ogni Operatore sarà a servizio di 3 quartieri a partire dalle prime settimane di aprile e saranno presentati alle reti sociali esistenti nei quartieri a partire dal 15 aprile.

L’Operatore di quartiere indicherà ai cittadini i servizi a cui potersi rivolgere, le associazioni o i gruppi di quartiere con cui mettersi in contatto, favorendo così la partecipazione attiva alle reti. Inoltre faciliterà i contatti con gli uffici dell’Amministrazione comunale, fornirà informazioni su percorsi o progetti esistenti a cui poter partecipare e interverrà direttamente per favorire il dialogo e l’incontro sul territorio e nei quartieri tra gruppi, associazioni e servizi. Ogni operatore avrà una sede specifica in ogni quartiere, utilizzando gli spazi ex circoscrizionali e comunali già esistenti: in questo modo potrà divenire riferimento credibile per le reti sociali, delle quali svolgerà mansioni di segretariato, e la cittadinanza. Ogni settimana incontrerà gli altri operatori cittadini, creando un coordinamento costante in grado di omogeneizzare l’attività su tutto il territorio comunale.

A supervisionare l’attività sui territori, vi sarà un Comitato Scientifico, composto dal prof. Ivo Lizzola dell’Università di Bergamo, dal prof. Filippo Pizzolato dell’Università Bicocca e dalla prof.ssa Manuela Tomisich dell’Università Cattolica di Milano.

Nei 29 incontri svolti nei quartieri dall’assessore Marchesi sono emersi molti elementi di interesse: in primis una certa attesa nei confronti del nuovo modello da parte dei cittadini, generando aspettative sul ruolo degli operatori di comunità e sulla futura gestione degli spazi ex circoscrizionali, che potranno da oggi essere affidati anche ai gruppi di quartiere. In alcuni casi, gli incontri hanno generato anche una prima aggregazione di gruppi già esistenti, formando delle reti anche laddove non erano ancora esistenti o effettive.

“Il punto di partenza saranno – spiega l’assessore alla coesione sociale Maria Carolina Marchesi – i 23 quartieri di Bergamo. Le reti (composte da associazioni, istituzioni come scuola e parrocchie, e soggetti che si occupano di servizi di vario titolo) sono diverse tra loro, ma sono tutte una risorsa del tessuto sociale. Il gruppo dei Delegati si riunirà in un coordinamento congiunto con il gruppo di coordinamento interassessorile già operante presso l’amministrazione: in questo modo si favorirà la coesione tra il Comune e i quartieri, mantenendo un filo diretto con coloro che operano sul territorio ed entrano in contatto con le istanze delle reti.”

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