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L’Accademia di Belle Arti della Carrara “laboratorio tra arte e città”

L’Accademia Carrara di Belle Arti ha presentato alla città le linee guida dello sviluppo formativo e culturale del prossimo triennio. Bergamonews ha intervistato il direttore dell’accademia Alessandra Pioselli, per conoscere meglio i progetti e le prossime iniziative di quello che sarà un laboratorio civico oltre che artistico.

L’Accademia Carrara di Belle Arti non sarà solamente un riferimento per apprendere le migliori tecniche artistiche, ma anche un laboratorio civico. Il motivo è semplice: un artista che opera con arti visive è prima di tutto un cittadino che interpreta il presente e configura possibili scenari futuri del contesto urbano.

In questa prospettiva, l’arte e la cultura non sono idealità astratte, ma acquisiscono una dimensione concreta, strettamente collegata allo sviluppo del territorio. Anzi, la progettazione della città del prossimo futuro passa attraverso un rapporto di dialogo e scambio tra arte, architettura, urbanistica, sociologia e filosofia.

È questo il “fil rouge” che lega i progetti dello sviluppo formativo e culturale del prossimo triennio dell’accademia Carrara, che ha presentato alla città le linee guida del proprio operato nel prossimo futuro. Bergamonews ha intervistato il direttore dell’Accademia Carrara di Belle Arti, Alessandra Pioselli, per conoscere meglio gli obiettivi che animeranno le proposte di questa storica istituzione culturale.

In quali direzioni si muoveranno i progetti per il nuovo triennio dell’Accademia?

Seguiremo due direzioni: da una parte, il lavoro di formazione e di ricerca, mentre dall’altra l’ideazione e la produzione culturale. Occupandoci di formazione terziaria, come fa anche l’università, ci impegneremo per l’integrazione di questa duplice dimensione al nostro interno. Seguendo queste due linee direttrici, nel tempo, abbiamo ottenuto risultati importanti: l’Accademia è cresciuta divenendo una vera e propria istituzione culturale, e oggi conta 170 studenti. Ma il nostro oeprato non si limita alla formazione.

Cioè?

Solitamente, i nostri progetti coinvolgono sia gli studenti sia il pubblico più in generale, in modo da coltivare e consolidare un rapporto di scambio con l’ambiente esterno. A caratterizzare l’accademia, infatti, è un forte legame con il territorio, con un positivo lavoro di rete tra istituzioni pubbliche e privati, fondato sul principio della co-progettazione. E i progetti dell’accademia prendono il via proprio da queste premesse.

E quale obiettivo vi siete dati?

Produrre riflessioni sulla città, sulla contemporaneità e sull’attualità fornendo agli studenti una formazione a carattere interdisciplinare. Il presupposto di partenza è la consapevolezza che le arti visive non sono avulse dal contesto circostante, ma sono una sorta di linguaggio con cui l’artista comunica qualcosa. Attraverso i suoi lavori, l’artista interpreta il mondo, le sue dinamiche e i suoi bisogni, dando un apporto significativo e concreto alla progettazione dello sviluppo dell’ambiente urbano. Per questo, riteniamo prioritaria l’interazione con altri ambiti e discipline quali urbanistica, architettura, scienze, filosofia e sociologia, scoprendo differenze e affinità.

Immagino che i risultati si possano riscontrare nel medio-lungo periodo…

È vero, le arti visive e la cultura non producono effetti immediati, ma generano un’onda lunga, come un sasso lanciato nello stagno che smuove le acque, sono una linfa vitale dalla quale scaturiscono relazioni, conoscenza ed esperienze. Il potenziale sociale dell’azione culturale ha forti ricadute sull’immaginario, ponendo interrogativi sull’esistente e sul modo di vivere il presente, ma anche configurando alternative. In altre parole, è un modo per interpretare i bisogni e per individuare possibili risposte. Il ruolo dell’artista, dunque, ha un ruolo di enorme responsabilità, ed è fondamentale che sia l’artista sia la politica ne siano consapevoli.

Secondo lei, Bergamo ne è consapevole?

Complessivamente, si può affermare che ci sia una buona consapevolezza del ruolo dell’artista, e la cittadinanza risponde positivamente alle proposte che vengono organizzate. Va considerato che Bergamo è una realtà molto articolata, con un tessuto sociale variegato e numerose aziende vivaci e sensibili, all’avanguardia e con un ruolo di primo piano a livello nazionale e internazionale. La rete costruita nel tempo tra soggetti pubblici e privati ne è la riprova, ma bisogna lavorare per rafforzarla e potenziarla. A questo proposito, evidenzio l’importanza di non pensare solamente a grandi eventi, seppur necessari per il richiamo che riescono ad esercitare, ma a tutte quelle iniziative che contribuiscono a far crescere progressivamente il territorio.

Per concludere, quali sono gli eventi qualificanti il calendario dell’Accademia?

Ce ne sono numerosi e coinvolgono diversi partner. Il primo in ordine di tempo è la mostra “Decifrare la guerra”, in collaborazione con Fondazione Bergamo nella Storia – Museo Storico, che affronta il tema della guerra e che sarà inaugurata il prossimo 16 aprile. Ma non mancheranno percorsi incentrati sulla ricerca scientifica, con il Kilometro rosso; e sulla memoria, con il Tavolo della storia e la Tavola della pace Valle Brembana (incontro con Giovanni Impastato). Infine, ci saranno iniziative volte all’interculturalità.

Ad esempio?

Nel prossimo anno, in collaborazione con l’associazione Chiarariva, promuoveremo un ciclo di conferenze sulle pratiche artistiche, letterarie e creative di autrici provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Saranno un’occasione per conoscere meglio contesti altri e culture diverse, comprenderne la loro complessità e ascoltandone voci differenti. Proprio la multiculturalità è un altro principio ispiratore della nostra attività. Il principio ispiratore sarà la consapevolezza che non basta insegnare la tecnica, ma bisogna educare a desiderare e a pensare in modo critico, perché non basta saper utilizzare gli stumenti per potersi esprimere, ma bisogna puntare sul contenuto di quello che si vuole comunicare.

Per ulteriori informazioni e per consultare il calendario dei progetti formativi e culturali dell’Accademia Carrara: www.accademiabellearti.bg.it

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