BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Attese e tifosi delusi Una brutta Atalanta ora non può più fallire fotogallery

Il Bore vede nero: la squadra nerazzurra ha meritatamente perso ed ora la distanza dalla terzultima si è ridotta a 4 punti perché il Cesena ha rimontato ben 3 gol andando a pareggiare a Verona.

Più informazioni su

Brutta, brutta, brutta sconfitta.

Sì perché tutti i tifosi attendevano con grande trepidazione la gara col Torino, soprattutto dopo l’ottima prova di Napoli e la settimana di sosta per l’impegno della Nazionale: questa partita rappresentava la possibile svolta nel campionato dell’Atalanta.

Invece la squadra nerazzurra ha meritatamente perso ed ora la distanza dalla terzultima si è ridotta a 4 punti perché il Cesena ha rimontato ben 3 gol andando a pareggiare a Verona.

Reja aveva deciso di schierare dall’inizio un 3 5 1 1 con Bellini a sostituire l’infortunato Cherubin, Migliaccio, Ciga e Carmona in mezzo, Dramè e Zappacosta sulle fasce e Maxi dietro all’unica punta Pinilla.

Con un centrocampo così folto e due esterni con le loro caratteristiche ti aspetteresti un’Atalanta che spinge, invece nei primi venti minuti la squadra non tocca praticamente la palla mentre il Torino manovra con disinvoltura.

Da una punizione per uno sciocco fallo di Biava, nasce il gol del vantaggio granata: bomba centrale di Quagliarella che probabilmente Sportiello valuta male e palla che si infila sotto la traversa.

L’Atalanta invece che reagire continua a subire e prima del riposo un altro clamoroso errore della difesa su un calcio d’angolo consente a Glik di raddoppiare.

A quel punto gli uomini di Reja avrebbero anche l’occasione per segnare se l’arbitro (insufficiente la direzione di gara di Guida) concedesse il rigore su un gigantesco fallo in area di Moretti su Pinilla. Probabilmente mal consigliato dal collaboratore di porta (continuo a considerare inutile questa figura) il fischietto campano sembra prima voler concedere il penalty, ma poi si allontana dall’area granata.

Nella ripresa il mister nerazzurro decide di rivoluzionare la squadra, inserisce inizialmente D’Alessandro al posto di Carmona e Masiello al posto di Bellini tornando ad un 4 4 1 1 e poi rinunciando ad un esterno (Zappacosta) per inserire la seconda punta Bianchi.

La squadra si sbilancia in avanti rischiando in alcune occasioni di subire ancora gol dai contropiede granata. Pinilla lotta e prova ad inventarsi il gol su una rovesciata dal limite dell’area ma la palla esce di poco. L’attaccante cileno però vuole fortemente il gol e lo trova su una semirovesciata da urlo che si infila all’incrocio dei pali.

A quel punto, ad un quarto d’ora dal termine, l’Atalanta crede alla rimonta e per una decina di minuti preme insistentemente senza mai però rendersi veramente pericolosa.

Cigarini & Co, insistono eccessivamente nel cercare gli attaccanti con mezzi lanci all’interno dell’area che diventano facile preda dei difensori torinisti se non direttamente del portiere Padelli.

Quando poi arriva il momento di sferrare il forcing finale, Pinigol perde la testa e, dopo aver subito un fallo da Basha, indispettito lo scalcia da dietro come un bimbo all’oratorio: risultato entrambi espulsi.

La partita si chiude praticamente qui.

Il Torino (ma non avevo dubbi) è certamente più forte dell’Atalanta e lo ha dimostrato, ma ciò che lascia l’amaro in bocca è il fatto che una squadra che deve lottare per salvarsi dovrebbe entrare in campo con il coltello fra i denti e giocare 90 minuti alla morte.

Invece gli orobici hanno lottato solo a tratti e soprattutto solo dopo essere andati sotto di due gol.

Inguardabile a mio avviso la prova di Dramè, apparso come un pesce fuori d’acqua, sempre nel posto… sbagliato al momento sbagliato.

Senza l’espulsione Pinilla avrebbe meritato un 7 pieno, macchiando però la gara con quella leggerezza che gli costerà senz’altro più giornate di squalifica.

Sempre incomprensibile l’esclusione dall’11 iniziale di Masiello, anche se la sua prova (a gara iniziata) è stata meno incisiva del solito.

Infine bisognerebbe davvero fare un monumento a Maxi, che ha tenuto in piedi la squadra da solo per 80 minuti: ha corso, lottato e giocato una super gara, salvo poi spegnersi nel finale stravolto dalla fatica.

Per vincere le partite bisogna fare gol e per fare gol bisogna tirare in porta: basta andare a vedere i tabellini della gara per capire che è stata questa la differenza tra il Torino e l’Atalanta.

Ora c’è una nuova occasione domenica prossima in casa col Sassuolo: ma questa non è una partita da fallire altrimenti saranno dolori, e questa volta sul serio.

Il Bore

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Luigi

    A me sembra che la squadra affronti le partite per portare a casa il punticino, e cerchi di giocarsela solo contro le dirette concorrenti alla retrocessione. La tattica puo’ anche funzionare, ma a che prezzo?

  2. Scritto da Lucio

    Squadra di scansafatiche, non c’è orgoglio, giusta la serie B, lo stadio obsoleto che si trova la città di Bergamo può abbondantemente bastare per i prossimi 20 anni

  3. Scritto da tex

    speiamo che finisca in b e ci resti per decenni

    1. Scritto da sergi'

      quanto sei pesante..

  4. Scritto da Zanzara

    Continuo a chiedermi (e già da un po di tempo) quale sarà la seconda squadra, oltre l’Atalanta, che finirà in serie B. Ormai si é capito che l’allenatore non fa goal !

  5. Scritto da Matteo

    Credo che ormai siamo spacciati,è serie b,la squadra non ha una reazione decisiva per tirarsi fuori dai guai, non lottano ma soprattutto non si tira in porta

  6. Scritto da giulio

    Non si può che condividere la tesi , aggiungerei che ancora una volta la parte atletica è stata da panico. Vedo l’Atalanta allo stadio e quasi tutte le altre “concorrenti” alla salvezza in TV. Siamo sicuramente quella meno in “gamba” e questa è l’eredità lasciata dai collaboratori di Colantuono. Buona Pasqua!!!

  7. Scritto da dino

    Mancini ha convocato squadra in allenamento il giorno di pasqua……..più che giusto……..e i nostri niente..tranquilli e beati a casa ………..sveglia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. Scritto da Umberto

    Ottima analisi. Complimenti al Bore.Devo dire che io è dall’inizio del campionato che dico che Dramè non è da serie A, veramente scarso….cosi come Boakye che per fortuna non gioca…Quello che mi ha sprpreso è stato l’atteggiemento della squadra nei primi 20 minuti…timida impaurita…da qui si evince che anche se Reja è ottima persona e allenatore era meglio tenere il Cola, solo lui conosce meglio la situazione.