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Olivieri, Microsoft Italia: diversità è valore aggiunto Un errore limitarla

“#diversity. Quanto vale la diversità” è il convegno che si svolgerà venerdì 10 aprile alle 16 al Kilometro Rosso. Tra i relatori ci sarà anche Tiziana Olivieri, direttore Divisione Enterprise e Partner di Microsoft Italia sponsor della community Donne on the Rise.

Valorizzare le differenze individuali e il potenziale di ogni individuo, così da tradurlo in valore economico, gestionale, culturale per l’azienda. È un obiettivo che definisce il concetto di Diversity Management. Per conoscere meglio questa pratica di gestione, venerdì 10 aprile alle 16 al Kilometro Rosso si svolgerà il convegno “#diversity. Quanto vale la diversità”.

Abbiamo incontrato Tiziana Olivieri, direttore Divisione Enterprise e Partner di Microsoft Italia sponsor della community Donne on the Rise, che al convegno tratterà il tema “La diversità di genere in Microsoft”.

Un dato che sintetizza bene la valorizzazione delle diversità è che in Microsoft Italia il 30% dei dipendenti è rappresentato da donne. La percentuale sale al 50% se si fa riferimento alle figure a diretto riporto dell’Amministratore Delegato. Si tratta di un dato di gran lunga superiore alla media del settore, frutto di un continuo lavoro di ascolto delle esigenze delle persone e di diffusione, a tutti i livelli, di una cultura del lavoro trasparente e basata sulla fiducia.

Quanto conta oggi, in una società che tende ad omologare tutti, la diversità “in” e “per” un’azienda?

“Quando si parla di diversità bisogna considerare le tante forme di diversità: di genere, di età, di religione, di cultura, di back ground. Ma non si deve pensare che la diversità sia un elemento negativo, anzi. Lavorare in un ambiente con persone diverse, che condividono le loro esperienze, le loro attenzioni, i loro tratti distintivi diventa una grande opportunità. In Microsoft consideriamo il fattore “diversità” come un elemento di grande sviluppo per la nostra azienda, un contributo che ha un impatto reale, visibile, tangibile. Lo sperimento ogni giorno, anche perché molti dipendenti, e oltre il 50% dei dirigenti, in Microsoft sono donne e questa diversità è diventata un valore aggiunto, non certo un limite”.

Che cosa si può fare per amalgamare queste diversità?

“In Microsoft abbiamo creato della community, che aiutano da una parte a superare delle barriere, se ci sono, e dall’altra sono dei veri e propri acceleratori che servono per valorizzare al meglio la diversità. Perché è bene sottolineare che la diversità va anche un po’ aiutata, valorizzata. Ci sono degli stereotipi che possono rallentare o impedire quello che può fare una donna al lavoro, e allora la community può servire a rivederli e superarli”.

Perché è così importante valorizzare le diversità?

“Perché il contributo che può dare una persona all’azienda è maggiore se la stessa può essere veramente se stessa. Per questo occorre mettere le persone nelle condizioni migliori, valorizzandole, e accogliendo la loro peculiarità e diversità. Più una persona può esprimere se stessa, può darà un contributo all’azienda di cui fa parte. Microsoft lo dimostra benissimo con la propria storia. Già alle origini questa società ha permesso alle persone (di diversa nazionalità, cultura e formazione) di metterla nelle condizioni migliori per potersi esprimere”.

Basta questo?

“No. Naturalmente. Per un’azienda ciò che conta sono gli obiettivi. Per questo è importante riconoscere la performance, il lavoro e di conseguenza avere come misura di analisi il merito. La diversità va valorizzata per permettere alle persone di essere se stesse, per creare così le condizioni migliori. Le assicuro, per esperienza, che l’impatto sull’azienda e sul mondo esterno è davvero straordinario”.

Ci sono delle difficoltà nel far convivere più diversità? Qual è la capacità che serve ad un manager per cogliere e valorizzare il meglio le diversità delle persone?

“La difficoltà è il non avere la consapevolezza che limitare l’espressione delle persone è privare l’azienda di un’opportunità. La capacità di un manager in questo caso è la sensibilità di percepire le condizioni che limitano o impediscono alle persone di lavorare con serenità, in un clima di estrema collaborazione, in cui tutti siano alla pari e trasparente. È necessario il rispetto per il background, il punto di vista culturale di ognuna delle persone che sono nel team”.

Non c’è un po’ una contrapposizione in questi tempi? Da una parte si chiede di semplificare i contratti di lavoro, quando invece poi per valorizzare al meglio le persone sarebbe più opportuno avere dei contratti più elastici e flessibili?

“La parte contrattualistica è una componente, ma sicuramente – e noi di Microsoft ne siamo testimoni diretti – in un’azienda occorre valorizzare le persone perché possano dare e lavorare al meglio. Limitarsi ai contratti credo sia un tema un po’ superato, anche se è necessario tutelare chi lavora, ma ciò che conta in un’azienda è il risultato. La tecnologia è un abilitatore straordinario perché permette una grande flessibilità. Si può essere in qualsiasi posto nel mondo, eppure collegati ad una rete diventiamo partecipi di scelte, decisioni, progetti. Si aumenta la produttività e allo stesso tempo si rende la persona più libera. E quando c’è più motivazione, c’è più resa”.

Torno su questo tema della tecnologia. Siamo sempre più connessi, ma davvero siamo più liberi? Davvero abbiamo più tempo per noi?

“Io tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno. E questa è la mia esperienza. Secondo me c’è la possibilità di essere sempre connessi, la tecnologia è un elemento che permette grande flessibilità. Si può lavorare ovunque e si può staccare ed essere liberi. Ma naturalmente sta a l’uomo porre dei limiti, scegliere è un’opzione nelle nostre mani. Anche perché la tecnologia non potrà mai sostituire l’uomo”.

Lei è direttore in Microsoft Italia e vanta esperienze in Dhl, Vodafone, Deloitte. Non le è mai capitato che qualcuno rimarcasse la sua diversità di essere donna e che questo l’abbia penalizzata?

“Personalmente devo dire che sono stata fortunata. Non ho mai percepito una discriminazione nell’ottenere qualcosa perché sono una donna. C’è invece un condizionamento delle donne stesse, che devono sempre dimostrare di essere all’altezza della situazione. Sta alle donne, come a qualsiasi minoranza, avere la consapevolezza del proprio valore. La peculiarità di ogni persona è un’opportunità, un valore aggiunto per una comunità come per un’azienda, Ne sono assolutamente convinta”.

 

CHI E’ TIZIANA OLIVIERI

Tiziana Olivieri ha il compito definire le strategie utili a traghettare le grandi aziende e i grandi Partner verso una sempre maggiore trasformazione tecnologica per aiutarli a cogliere le opportunità offerte dai nuovi paradigmi IT, quali il cloud computing, la mobility e i business analytics. A tal fine Tiziana Olivieri mette a disposizione del team Enterprise & Partner le proprie competenze in ambito Consulenza e Vendite.

Prima di approdare in Microsoft, ha ricoperto infatti il ruolo di Global Enterprise Director Southern Europe di Vodafone, azienda in cui ha trascorso 11 anni con diverse responsabilità in ambito Sales e Marketing. In precedenza ha sviluppato un know-how IT in DHL International e Reckitt Benckiser e ha lavorato come consulente in Deloitte e come Executive nella start up B2Biscom Fastweb. Laureata in Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano, Tiziana Olivieri vive a Milano con il marito e il figlio di 4 anni. È appassionata di sci, escursionismo e vela.

 

 

 

Commenti

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  1. Scritto da Lino

    Se fosse per Microsoft, saremmo tutti appiattiti alla sua “legge” e al suo monopolio. Per fortuna ci sono Apple e Linux, a garantirci la possibilità di essere “diversi”. Infatti lo slogan di Apple di alcuni anni fa era “Think different”, alludendo proprio al mondo pc-microsoft che avvinghiava tutto il mondo informatico…. Non sia Microsoft a parlare di “diversità valore aggiunto”.