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Crisi all’Unicalce Spa Accordo sugli esuberi scendono da 38 a 25

La crisi dell' edilizia colpisce anche tutto l’indotto, ma l’intesa tra azienda e sindacati può limitare gli effetti negativi. Accordo per la crisi di Unicalce Spa: gli esuberi scendono da 38 a 25.

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La crisi dell’ edilizia colpisce anche tutto l’indotto, ma l’intesa tra azienda e sindacati può limitare gli effetti negativi. Ne è riprova la condizione delle aziende produttrici di cemento e calce, tra cui Unicalce Spa, che a Bergamo conta tre siti produttivi e occupa 470 dipendenti in tutto il gruppo. Nei mesi scorsi l’azienda ha avviato le trattative con i sindacati, dopo aver dichiarato 38 esuberi negli stabilimenti bergamaschi, della provincia di Lecco, Cuneo e Terni. Giovedì 2 aprile è stato firmato l’accordo che riduce a 25 gli esuberi, e nel caso bergamasco, a soli 3 sui 10 previsti, tra l’altro tutti pensionandi, più un trasferimento a Lecco.

“La soddisfazione principale è legata alla gestione degli esuberi, ridotta del 35% a livello di gruppo e del 70% sui siti di Bergamo – afferma Silver Facchinetti, segretario della Filca Cisl di Bergamo -, che ci ha consentito praticamente di mantenere tutta l’occupazione nei tre siti della provincia. Inoltre, riteniamo alquanto positiva la personalizzazione degli incentivi all’esodo i quali intervengono con delle quote economiche aggiuntive in base ai carichi familiari e in particolare a familiari di cui il lavoratore usufruisce della legge 104”.

Nel dettaglio, gli esuberi saranno 2 a Brembilla, 1 a Sedrina e nessuno a Isso, le tre sedi operative in provincia. Unicalce Spa che opera nel settore della produzione e commercializzazione di Calce e Premiscelati ha negli ultimi tempi peggiorato il proprio posizionamento commerciale, industriale e finanziario e aveva presentato un piano di ristrutturazione diretto allo scopo di raggiungere un miglior equilibrio tra forza lavoro ed attività lavorativa più adeguata alla nuova struttura societaria e in grado di ridurre i costi, strettamente necessari per garantire la continuità d’impresa.

“I sindacati – ricorda Facchinetti – hanno preso atto della gravità della situazione e l’accordo si colloca nell’alveo di una riorganizzazione aziendale di funzioni che tende a ridurre il costo del lavoro lasciando inalterata la struttura produttiva del gruppo. In particolare Unicalce ha da subito coinvolto le Organizzazioni Sindacali per trovare un’intesa, che è riuscita appunto a operare una riduzione degli esuberi inizialmente previsti”.

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